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    Predefinito Notizie dal V congresso nazionale del NPSI.

    ROMA - Riuscire a tenere unito un partito scosso da un travaglio ormai decennale e da tensioni interne ed esterne, traghettarlo verso un progetto di unita' laico socialista, ma stando ben attento a non perdere la propria identita' di socialista autonomista che non vuole sciogliersi in nessuno dei due poli. E' l'obbiettivo assai arduo che il segretario del Nuovo Psi, Gianni De Michelis, si e' prefisso aprendo il V congresso nazionale del partito alla Fiera di Roma.

    Una relazione fiume, durata piu' di un paio d'ore, in cui l'ex ministro craxiano delinea secondo una vecchia scuola oratoria prima il contesto, quindi l'analisi politica e, infine, la proposta di un piccolo ma ancora combattivo partito politico, figlio della diaspora socialista. Un intervento condizionato da diverse interruzioni e intemperanze da parte di una platea accesa e a tratti chiaramente ostile al segretario, al termine sfinito e zuppo di sudore nella sua camicia celeste.

    L'approvazione della riforma proporzionale e la crisi della cosiddetta Seconda Repubblica, osserva De Michelis, dimostrano che il ''bipolarismo bastardo all'italiana'', quello in cui contano ''le estreme e la loro capacita' di condizionamento'', e' giunto al capolinea. Un passaggio storico che dimostra la giustezza di chi, come il Nuovo Psi, in questi ultimi anni ha stretto alleanze con la Cdl al solo scopo di ''sopravvivere politicamente''.

    Ed e' partendo da questa considerazione che De Michelis si lascia andare all'ottimismo: ''E' partita la scomposizione di un sistema che non corrispondeva alle reali esigenze dei cittadini. Ora e' possibile, anzi e' auspicabile - osserva fiducioso - la ricomposizione''. Per De Michelis e' sbagliato inventarsi modelli estranei alla storia politica del vecchio continente, piuttosto i socialisti devono cercare ''un adeguamento europeo'', tenendo conto che Craxi, piu' volte citato alla Fiera di Roma, gia' anticipo' i temi riformisti cari oggi a Tony Blair. Ma ''adeguarsi'' alle famiglie europee, ricorda l'ex ministro craxiano, non puo' voler dire per il Nuovo Psi, porsi la questione della 'scelta di campo'', di stringere oggi un'alleanza con uno dei poli in campo.

    Un passaggio delicatissimo, quello in cui di fatto De Michelis raffredda l'ipotesi di un accordo con l'unione di Prodi. Tanto delicato che subito scatta la protesta: un gruppo di giovani delegati, vicini alle posizioni di Bobo Craxi, cominciano a gridare verso il palco: ''Devi scegliere, o a destra o a sinistra. Sei un buffone'', e poi in coro ''unita', unita', unita'...''. Pronta la risposta in un clima infiammato dei delegati supporter del segretario: ''Comunisti, andate via, uscite fuori...''.

    Da politico navigato riprende la parola e per far tornare la calma, rilanciando con vigore il valore dell'unita'. Ne' a destra, ne' a sinistra, e per rafforzare la sua scelta tocca le corde emotive piu' profonde della platea socialista: ''Mi rivolgo a due amici - aggiunge pieno di pathos - che apprezzo e che rispetto anche se ci divide la politica. Stefania Craxi e Giuliano Amato. Loro non ci possono indicare la strada, sbagliano ambedue...''.

    Per rilanciare l'unita' socialista, ammette De Michelis, il mezzo piu' idoneo sarebbe stato presentarsi da soli, come terzo polo. Ma, aggiunge, che la legge elettorale in via di approvazione, non lo permette. ''Coraggio in politica deve andare di pari passo con il realismo. Siamo una forza parlamentare e mettere in gioco la nostra presenza nelle istituzioni - chiarisce De Michelis - vorrebbe dire sancire la nostra morte''.

    L'unica soluzione che rimane, ed e' questa in conclusione la proposta che De Michelis lancia al congresso, e' ''esplorare un percorso liberale, riformista e laico''. Si tratta dell'intesa gia' annunciata con lo Sdi e i radicali di Marco Pannella. Ma guai a ''saltare nel carro del vincitore''. ''Non ci si puo' chiedere, non mi si puo' chiedere alla mia eta' di venire meno alle nostre convinzioni. Non ci si puo' chiedere di fare questo accordo a condizioni inaccettabili: la tutela della nostra identita' e della nostra autonomia socialista sono le condizioni per il successo dell'operazione''.

    Su questa linea De Michelis oggi chiede al congresso di non andare alla conta interna pur di evitare una eventuale spaccatura. Solo i prossimi giorni ci diranno se De Michelis riuscira' nel suo difficile intento, stretto dai delegati sostenitori di Bobo Craxi, e quelli piu' propensi a continuare l'esperienza nella Cdl.

  2. #2
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    Predefinito De Michelis:il futuro sarà la Grosse Koalition.

    ROMA - Il clima e' quello dei vecchi congressi socialisti. Forse e' azzardato fare paragoni con Turati e Serrati, e sicuramente esagera quel delegato che commenta le contestazioni al segretario da parte di un gruppetto di giovani ''fusionisti'' facendo un paragone con il congresso di Livorno del '21. Ma gli animi sono sicuramente surriscaldati, e la impossibilita' di sancire prima dell'inizio dei lavori la validita' della elezione di tutti i 1.150 delegati fa capire come il V congresso del Nuovo Psi parta in salita. Gianni De Michelis ne e' ben consapevole, e per due ore ragiona ad alta voce dal palco rivolgendosi al congresso piu' da ''cittadino socialista'' che da segretario del partito. E alla fine, con quella camicia zuppa di sudore che fa trasparire la canottiera, il pensiero non puo' non andare al congresso socialista di Bari, uno dei piu' difficili per Bettino Craxi. La platea e' venuta a Roma per decidere, convinta di essere di fronte ad un bivio e che ci sia solo da optare se restare a destra, come negli ultimi anni, o sterzare a sinistra, e andare cosi' incontro allo Sdi di Boselli, ai radicali di Pannella, e alla miriade di piccole formazioni nate dopo la diaspora socialista: dal ''Socialismo e' liberta''' di Rino Formica al movimento ''Unita' socialista'' di Claudio Signorile, fino al ''Riformismo oggi'' di Giulio Di Donato. Ma De Michelis spiega subito che parlera' si' da semplice iscritto, senza pero' dimenticare di essere il segretario, con il dovere quindi di tentare di salvaguardare l'unita' del partito. Due ore di discorso per parlare quindi a Bobo Craxi, che si sente gia' al di la' del guado e chiede al partito di raggiungerlo, ma anche a Chiara Moroni e Stefano Caldoro, che non hanno alcuna intenzione di lasciare la riva in cui stanno ormai da anni. E il nocciolo del discorso di De Michelis e' semplice: non siamo ad un bivio, non siamo qui a dover scegliere se andare con Berlusconi o con Prodi. ''Se fosse cosi' semplice...''. Una conclusione che lascia l'amaro in bocca all'ala sinistra del partito, e che delude anche i possibili interlocutori. E infatti Boselli rinuncia a tornare domani a seguire i lavori congressuali. Ma De Michelis e' convintissimo, e lo ripete piu' volte: la situazione e' ben piu' complessa, e sta cambiando ogni giorno. Il ''bipolarismo bastardo'', come lo chiama da anni, e' finito, ma anche fuori dall'Italia lo scenario e' in continua evoluzione. Le due grandi opzioni del recente passato, avverte De Michelis, il tatcherismo e la gauche plurielle, sono finite. La soluzione alla crisi di questi anni, assicura il segretario, viene dalla Germania: la Grosse Koalition. Schroeder ha scelto di fare a meno della sinistra radicale, ed e' questa la via per superare il pluralismo che invece spinge ad aggregare l'aggregabile, condannando la coalizione vincente alla paralisi. E fa una scommessa, quasi certo di vincere: anche in Italia, l'anno prossimo, il bipolarismo saltera' definitivamente, e si andra' ad una Grande Coalizione. De Michelis ha parole comprensive per chi ha fretta, ma anche per chi non vuole lasciare quella Cdl che ha consentito la sopravvivenza del Garofano. Ed altrettanto ecumenicamente distribuisce critiche. Cosi' manifesta comprensione a Stefania Craxi per la sua richiesta di verita' storica sul padre, ma la rimprovera per aver messo in ombra la questione socialista. E una bacchettata la riserva anche a Giuliano Amato per aver trattato in questi giorni l'Internazionale socialista come un ferro vecchio. Assicura anche i ''cidiellini'' del partito, e chiarisce che in ogni caso il Nuovo Psi non rimettera' in discussione le alleanze strette nelle giunte locali. Un po' come avveniva nella Prima Repubblica, ma a ruoli invertiti, quando il Psi stava al governo con la Dc, ma amministrava comuni e regioni con il Pci. Ad entrambe le fazioni chiede un atto di fiducia: un mandato ad esplorare la ''percorribilita''' di un'alleanza elettorale con Sdi, Radicali e gli altri spezzoni socialisti. Verificare cioe' se esiste un ''massimo comun denominatore'' perche' l'alleanza non si riduca ad ''una scelta meramente elettorale''. ''Non ci si puo' chiedere di considerare un valore in se' l'alleanza''. Troppo poco per Bobo Craxi (''l'esplorazione l'abbiamo gia' decisa cinque mesi fa''), troppo per Caldoro e Moroni. Ma le contestazioni partono da sinistra. Un gruppo di giovani calabresi scandisce minaccioso ''Unita'! Unita'!'', accompagnando lo slogan con l'agitare ritmato del pugno chiuso, come facevano i ragazzi di trent'anni fa. Deve intervenire Bobo per calmarli. Ma la voglia di contestazione e' troppa, e alla fine spuntano anche cartelli stampati dove si da' al segretario del ''becchino''. Finale caotico, con De Michelis che imbocca l'uscita, e la tribuna della presidenza che viene occupata dall'ex deputato socialista Franco Piro che legge proclami per le immediate dimissioni di tutto il gruppo dirigente del partito e l'uscita dalla Cdl, fin quando le note dell'Internazionale a tutto volume non gli strozzano la voce. Domani il dibattito, ma nessuno sa bene come si svolgera'. ''Parlero' o verso mezzogiorno o alle cinco de la tarde'', risponde vago Bobo Craxi ai cronisti. Domani si dovrebbe anche sapere chi sono veramente i delegati del congresso, e in qualche modo il dibattito riprendera', sempre con lo spettro della scissione. L'ennesima, il male oscuro del socialismo italiano.

  3. #3
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    Predefinito prima dell'oscuramento dei risultati precongressuali

    Originally posted by Lincoln
    Moz.1:Craxi-Zavettieri
    Moz.2 De Michelis

    25-set Domenica Pesaro Moz1 65% Moz.2 35%
    26-set Lunedì Lecco 0% 100%
    29-set Giovedì Pavia 10% 90%
    30-set Venerdì Arezzo 0% 100%
    30-set Venerdì Trieste 0% 100%
    01-ott Sabato Grosseto 50% 50%
    01-ott Sabato Massa C. 2% 98%
    01-ott Sabato Modena 0% 100%
    01-ott Sabato Prato 0% 100%
    02-ott Domenica Olbia 29% 71%
    03-ott Lunedì Lucca 0% 100%
    05-ott Mercoledì Gorizia 0% 100%
    05-ott Mercoledì Pistoia 0% 100%
    05-ott Mercoledì Sassari 0% 100%
    06-ott Giovedì Barl.Andria20% 80%
    07-ott Venerdì Ogliastra-Nuoro 0% 100%
    08-ott Sabato Ascoli Piceno 0% 100%
    08-ott Sabato Bergamo 8% 92%
    08-ott Sabato Carbonia-Iglesias 0% 100%
    08-ott Sabato Firenze 0% 100%
    08-ott Sabato La Spezia 0% 100%
    08-ott Sabato Latina 9% 64%
    08-ott Sabato Livorno 0% 100%
    08-ott Sabato Medio Campidano 0% 100%
    08-ott Sabato Savona 0% 100%
    09-ott Domenica Bologna 87% 13%
    09-ott Domenica Genova 0% 0% altre100%
    09-ott Domenica Oristano 0% 100%
    09-ott Domenica Perugia 0% 0% altre100%
    09-ott Domenica Reggio Emilia 25% 75%
    09-ott Domenica Rovigo 88% 12%
    09-ott Domenica Treviso 70% 30%
    10-ott Domenica Lecce 25% 75%
    10-ott Lunedì Crotone 100% 0%
    10-ott Lunedì Trapani 30% 70%
    ... a me sembra che .... prima dell'oscuramento dei risultati precongressuali ... la mozione di De Michelis ... la n.2 ... stava raccogliendo oltre l'ottanta per cento dei delegati al Congresso .... ma Bobo ha voluti ugualmente farsi incoronare "Re" dai fedelissimi rimasti a presidiare il "palazzo" ... dimostrando ancora una volta come si siano insinuati i germi dell'antidemocrazia e dell'individualismo nella politica italiana .... dove ognuno si sente legittimato a farsi il proprio partitino "pret a porter" ....

    http://www.nuvolarossa.org/

  4. #4
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    leggo in televideo che ormai la scissione è fatta. con de michelis, la moroni e caldoro c'è il 70% del partito che quindi resta nella cdl.
    ottimo!
    spero che socialisti, repubblicani e riformatori di della vedova formino ora un unico partito liberale e laico alleato alla cdl

  5. #5
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    quoto
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da Libero
    leggo in televideo che ormai la scissione è fatta. con de michelis, la moroni e caldoro c'è il 70% del partito che quindi resta nella cdl.
    ottimo!
    spero che socialisti, repubblicani e riformatori di della vedova formino ora un unico partito liberale e laico alleato alla cdl
    Libero,
    bisognerebbe non porre tempo in mezzo e correre in modo di avere il partito italiano(non europeo)riformista entro novembre:è un partito che vale potenzialmente il 12% del corpo elettorale e 1/3 di quello del Cdx.Segretario di partito ci vedo bene Della Vedova.

  7. #7
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    Predefinito

    In origine postato da tucidide
    Libero,
    bisognerebbe non porre tempo in mezzo e correre in modo di avere il partito italiano(non europeo)riformista entro novembre:è un partito che vale potenzialmente il 12% del corpo elettorale e 1/3 di quello del Cdx.Segretario di partito ci vedo bene Della Vedova.
    me lo auguro

  8. #8
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Confusione socialista

    I riformisti devono sapere dire di no alla sinistra plurale

    Nella corrida poco edificante del congresso - non congresso del Nuovo Psi, un punto politico qualificante è stato toccato. Lo ha fatto l'onorevole De Michelis quando ha ricordato l'esperienza tedesca, dove la Spd di Schroeder, piuttosto che allearsi con la sinistra di Lafontaine, accetta di formare un governo con la Cdu.

    Anche Schulz governa con i Popolari europei tedeschi, come De Michelis ha fatto con Berlusconi.

    Allora è chiaro alla socialdemocrazia che, per dirsi tale, deve rendere marginale il peso delle estreme rinunciando ad una coalizione di sinistra plurale, quella che sta fallendo in Brasile e che in Italia propone il professor Prodi. Un socialista riformista come De Michelis sente di non poter eludere questo problema e ci dispiace che l'onorevole Bobo Craxi non abbia avvertito la portata di questo argomento e non gli abbia dato una risposta.

    Eppure è questo il punto di discrimine per una forza che si vuole socialista e riformista: offrire una soluzione di governo percorribile. E che questo non sia una questione meramente teorica lo dimostra l'esperienza di Cofferati a Bologna. L'ex leader della Cgil ha battuto Guazzaloca con uno schieramento eterogeneo, ma per garantire una città vivibile ha dovuto nei fatti scontrasi con le forze noglobal ed alternative che pure l'hanno sostenuto. Cofferati si è "guazzalocalizzato", per dirla con un parola, ed ha tutto il nostro apprezzamento, perché dimostra pragmatismo e senso di responsabilità. Quello che manca alla coalizione a cui pure appartiene, la quale non vuole vedere o finge di non vedere quello che succede a Bologna come a Berlino.

    Pensare di portare forze di opposizione al governo quando queste sono intenzionate a restare tali, non solo aumenta le contraddizioni di un paese, ma lo paralizza. Questo è evidente per la sicurezza, per la politica economica, per la politica estera. Un forza socialista occidentale degna di questo nome e di questa tradizione ne tiene conto. Ne diamo volentieri atto all'onorevole De Michelis. Una sinistra che si interroga sul suo laburismo e la sua vocazione democratica dovrebbe saper dare immediatamente una risposta a proposito. Invece i Ds e la margherita, per non parlare del professor Prodi, la ignorano, pensando di poter affrontarla dopo le elezioni in caso di vittoria. Cioè quando sarà drammaticamente troppo tardi.

    Roma, 24 ottobre 2005

  9. #9
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    Predefinito La verità

    Adesso vi dico la verità perchè io c'ero !!!!!

    La mozione Craxi-Zavettieri aveva la maggioranza e lo dimostra il fatto che il signor On. De Michelis non ha mai aperto il congresso che quindi secondo lui non c'e' stato per non permettere ai delegati di votare lo sapevate questo????

    Punto importante: 3/4 dei parlamentari sn con Craxi(Craxi,Milioto,Crinò) quindi vedete voi !!!! In base allo statuto sn gli eletti ad avere peso e non i "nominati"!!!!!!

    Se volete altre delucidazioni vi faccio sapere tutto chiedete pure!!!
    La mia Libertà equivale alla mia Vita

  10. #10
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    Predefinito ... c'ero ... ma dormivo ....

    In origine postato da Meridionale
    Adesso vi dico la verità perchè io c'ero !!!!!
    ... a decidere se il Congresso era valido o meno ... c'era (oltre te) un apposito CnG ... Comitato Nazionale di Garanzia ... formato in modo paritario da 4 membri di area Bobo e 4 di area De Michelis ... questo Comitato (5 contro 3) ha deciso (raccontano le cronache) che il Congresso non poteva essere dichiarato valido ...

    http://www.nuvolarossa.org/

 

 
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