Interessante e condivisibile intervento di Chavez (e Morales a seguire) sulle reali priorità del capitalismo mondialista (sia esso made in USA, cinese, indiano, brasiliano o quant'altro) e sulla cecità degli avidi sul futuro della Terra:
mercoledì, 16 dicembre 2009
Copenhagen. Ancora centinaia di arresti. Chavez: “Il capitalismo uccide il pianeta”
La polizia danese continua ad usare il pugno duro contro le migliaia di manifestanti giunti da tutto il mondo per seguire, dall’esterno del Bella Center, il vertice sul Clima organizzato dall’Onu. A metà giornata, infatti, le forze dell’ordine di Copenhagen, armate di tutto punto, hanno effettuato 250 fermi tra le persone in piazza e, tra questi, una trentina di italiani.
Tutto ciò mentre il dibattito all’interno del Summit avanza nel torpore a soli tre giorni dalla fine dei lavori e le critiche dei paesi in via di sviluppo alla gestione del vertice producono un cambio della presidenza. Il premier danese Rasmussen assume, infatti, la guida dei negoziati sul clima, al posto del suo ministro dell’Ambiente, Connie Hedegaard, oggetto di duri attacchi da parte delle nazioni africane che l’hanno accusata di favorire i Paesi ricchi.
E se ‘Copenhagen 2009’ mantiene una sorta di omertà sulle connessioni tra modello economico e politica ambientale, gli interventi di oggi del presidente venezuelano Hugo Chavez e del boliviano Evo Morales, riportano con forza questo tema al centro del dibattito.
Manifestazioni e arresti. In Danimarca ancora repressione Ancora centinaia di fermi davanti al Bella Center, sotto la fitta nevicata che ha investito oggi la capitale danese. Il corteo di ambientalisti si è mosso sotto il costante controllo dell’imponente schieramento di forze di polizia, arrivando a circa 300 metri dalla sede del vertice. Forze dell’ordine, tra cui anche molte unità cinofile, che hanno intercettato i manifestanti vicino alla stazione della metropolitana nei pressi della sede che ospita il summit delle Nazioni unite. Qui sono scoppiati i tafferugli tra gli agenti, armati di gas lacrimogeni e manganelli, e circa trecento attivisti, con il conseguente arresto di decine di persone. Sarebbero una trentina gli italiani fermati e tra questi anche il portavoce del gruppo italiano del movimento Climate Justice Action, arrestato dalla polizia mentre era alla testa di un blocco di giovani vestiti di nero che si trovava al termine del corteo. Da Copenhagen, intanto, giunge notizia che l’attivista triestino, Luca Tornatore, è stato condannato per direttissima a quattro settimane di reclusione
Chavez: “I ricchi distruggono il pianeta! Non si cambia il clima senza cambiare il sistema” Al Bella Center giungono dal Sud America i presidenti di Venezuela e Bolivia, Hugo Chavez e l’indio Evo Morales. Interventi, i loro, concentrati esclusivamente su un duro attacco al modello capitalista, responsabile del disastro ambientale in atto. Chavez ha infatti affermato di fronte all’Assemblea plenaria che i negoziati sono una farsa imposta dai paesi ricchi: “In questo pianeta viviamo sotto una dittatura imperiale” e ci sono “un gruppo di paesi che si credono superiori a noi del Sud, del Terzo Mondo, agli Stati sottosviluppati”. Il Capo di Stato Venezuelano, ha inoltre accusato “i ricchi” di “distruggere il pianeta, forse perché hanno un piano per andarsene in un altro”. In riferimento alla presunta bozza preparata dal governo danese, che assegnerebbe la gestione della crisi climatica ai paesi del cosiddetto primo mondo, Chavez ha detto: “Ho chiesto il testo, ma è top secret. Questo non è democratico né inclusivo”. Questo documento, ha aggiunto il leader sudamericano, “viene dal nulla e nessuno accetterà un testo che non esca dai gruppi di lavoro, che sono gli unici testi legittimi negoziati in questi due anni”.
Parafrasando “il grande Karl Marx”, Chavez ha poi detto: “Un fantasma si aggira per Copenhagen e questo fantasma cammina in silenzio in questa sala: il capitalismo”. Il problema climatico, ha infatti sottolineato il numero uno di Caracas, non sarà risolto “senza un cambiamento del sistema”. “Se il clima fosse una banca – ha poi concluso Chavez – lo avrebbero già salvato”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il riconfermato presidente boliviano, Evo Morales: “Se vogliamo risolvere il problema ambientale dobbiamo chiudere con il sistema capitalista”. Da Morales arriva anche una proposta a breve termine: l’istituzione di “un tribunale di giustizia climatica che giudichi i paesi” che producono troppe emissioni, evitando in tal modo che “l’Africa subisca un olocausto climatico”.
Fonte: Kataweb.it - Blog - Notizie Blog Archive Copenhagen. Ancora centinaia di arresti. Chavez: ?Il capitalismo uccide il pianeta?




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