Oltre che di servilismo si tratta di un'ennesima dimostrazione di eresia, perché l'esistenza dello stato d'Israele, stato per definizione anticristiano, è un insulto a Cristo e alla Chiesa. E pensare che nemmeno il marxista Roncalli e il massone marrano Montini avevano osato riconoscere quello pseudo-stato: ci è voluto l'ultragiudaizzante polacco e ora viene questo teutone a rincarare la dose.
Sunt lacrimae rerum.
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Dal sito dell'Ansa:
IRAN CONTRO ISRAELE, LA SANTA SEDE CONDANNA
Iran, manifestazione anti Israele CITTA' DEL VATICANO - Israeliani e Palestinesi hanno il diritto di "vivere in pace e sicurezza, ciascuno in un proprio Stato sovrano". E' la posizione della Santa Sede, ribadita con forza questa sera ai "responsabili di tutti i popoli del Medio Oriente", dopo i nuovi fatti di sangue dell'attentato di Hadera e della successiva rappresaglia a Gaza.
Ma soprattutto dopo le "particolarmente gravi e inaccettabili" dichiarazioni che vengono dal presidente iraniano Ahmadinejad, non citato dal Vaticano, con cui si è negato il diritto all'esistenza dello Stato di Israele.
E' stato il direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls a intervenire con una dichiarazione che contiene anche un appello ai capi di Stato della regione, affinché "ascoltino l'anelito alla pace e alla giustizia che sale dalle popolazioni", evitando di scegliere soluzioni di "morte".
Si tratta del primo intervento pubblico diretto del Vaticano nella difficile questione mediorientale, da quando papa Ratzinger è stato eletto come successore di Giovanni Paolo II, che negli ultimi anni aveva preso particolarmente a cuore la questione della Terra Santa, che aveva voluto visitare personalmente nel 2000 con la storica visita a Gerusalemme e al muro del pianto.
La condanna dell'attentato di Hadera viene, inoltre, dopo la polemica di luglio, quando Israele si era sentito offeso perché Benedetto XVI in un discorso pronunciato in Val d'Aosta non aveva condannato anche l'attentato di Netanya in Israele tra quelli compiuti dal fondamentalismo islamico. Ma la risposta data allora dal Vaticano riecheggia nella dichiarazione odierna, che condanna tutti "gli atti di violenza" compresa la "successiva rappresaglia".
"I gravi fatti di questi ultimi giorni in Terra Santa - scrive infatti Navarro Valls - preoccupano grandemente la Santa Sede che, unendosi all'intera comunità internazionale, esprime la propria ferma condanna per gli atti di violenza l'attacco terroristico di Hadera e la successiva rappresaglia da qualunque parte essi provengano, come pure per alcune dichiarazioni, particolarmente gravi e inaccettabili, con cui si è negato il diritto all'esistenza dello Stato di Israele".
Confermando quanto detto in più occasioni dallo stesso Papa e dai suoi stretti collaboratori, anche questa sera, "la Santa Sede riafferma in questa occasione il diritto sia degli Israeliani che dei Palestinesi a vivere in pace e sicurezza, ciascuno in un proprio Stato sovrano".
Una visione di pace che vede rinnovato "l'appello ai responsabili di tutti i popoli del Medio Oriente perché ascoltino l'anelito alla pace e alla giustizia che sale dalle popolazioni, evitino di compiere gesti o scelte di divisione e di morte e si impegnino con coraggio e determinazione a creare le condizioni minime necessarie per riprendere il dialogo, l'unica via che assicurerà un futuro di pace e di prosperità ai figli di quella terra".
Certo è che alle forti condanne che da tutto il mondo si sono levate contro la posizione iraniana su Israele, da questa sera si è unita anche la voce del Vaticano e quella di Benedetto XVI. Che solo due settimane fa aveva pregato affinché Gerusalemme "sia sempre più un luogo di incontro tra le religioni, un luogo di pace".




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