“Il governo ha portato il paese al collasso. Confido in Ciampi”
Roma 28 ottobre 2005
Luana Benini
Oliviero Diliberto apprezza il gesto di Prodi che due giorni fa è andato da Ciampi per lanciare l’allarme sugli ultimi colpi di coda della maggioranza. Apprezza anche il richiamo di Ciampi al governo. E adesso? «Confido nella saggezza del Presidente della Repubblica».
Ciampi ha richiamato le istituzioni ad occuparsi dei problemi reali del Paese. Berlusconi stizzito gli ha risposto che sono quattro anni che ne occupa. Coda di paglia?
«Ciampi ha detto una cosa sacrosanta. Il governo si sta occupando di tutto fuorché dei problemi del Paese. Abbiamo una economia assolutamente in ginocchio. La crisi industriale è devastante. Dappertutto stanno chiudendo fabbriche e industrie. La disperazione e la povertà crescono mentre il governo si occupa di legge elettorale, di par condicio, di salvare un suo autorevole rappresentante dalla galera e il quadro è francamente desolante. Con una legge finanziaria, fra l’altro, che strangola gli enti locali. E gli enti locali non sono una cosa astratta, sono quelli che erogano i servizi sociali. Si preannuncia un periodo particolarmente duro».
A proposito di legge finanziaria. La Cdl fa propaganda sul miliardo assegnato alla famiglia, sul bonus per il secondo figlio. Il centrosinistra invece accusa la riduzione di risorse per le politiche sociali...
«Da una parte danno l’elemosina, dall’altra tolgono soldi ai servizi sociali. Innescano un meccanismo di tassazione indiretta che è la più iniqua di tutte perché colpisce in maniera indiscriminata e uguale tutte le categorie, anche i più poveri. E questo ha ricadute pesanti sulle politiche sociali concrete (i portatori di handicap, gli asili, la scuola pubblica, la sanità) mentre regala soldi alle scuole private. È indecente e anche incostituzionale».
Ieri Prodi è andato al Quirinale per lanciare un allarme sugli strappi della maggioranza: legge elettorale, salva-Previti, par condicio. C’è la possibilità concreta di mettere un argine a questa offensiva finale?
«Aggiungerei un’altra cosa. Non dimentichiamo che la legge elettorale è stata approvata con il patto iniquo di approvare subito dopo la devolution che rappresenta un ulteriore strappo, non tanto rispetto all’unità del paese, che pure è un bene prezioso, ma perché dando alle regioni la potestà esclusiva sulla sanità e sulla scuola colpisce i diritti fondamentali dei cittadini. Le regioni povere del Sud non avranno le risorse per tenere aperti scuole e ospedali. Io credo che il richiamo di Ciampi possa essere letto anche in questa chiave».
Lei crede che Ciampi possa fare qualcosa?
«Io non sono tra quelli che amano tirare la giacca al Presidente della Repubblica ma sono convinto che assolverà al suo compito che è quello di garantire l’unità del paese e il rispetto della Costituzione».
Si riferisce agli aspetti di incostituzionalità della legge elettorale della Cdl?
«Che nella legge ci siano pesanti aspetti di incostituzionalità oltre che una irrazionalità di fondo che può portare all’ingovernabilità del paese nella prossima legislatura l’ha detto anche un illustre costituzionalista come Zagrebelsky. Questa legge è un frutto avvelenato che il centro destra lascia in eredità all’opposizione».
Ha fatto bene, dunque Prodi a salire al Colle?
«Ha fatto benissimo. Come capo riconosciuto da milioni di italiani ha fatto benissimo a sollevare il problema».




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