Gettito Fiscale: Soru chiama a raccolta parlamentari sardi
Unità nelle forze politiche, sodalizio fra i parlamentari sardi. L'appello che giunge dal presidente della Regione Sardegna Renato Soru, deciso a dare battaglia al governo per il riconoscimento delle quote di gettito fiscale spettanti alla Sardegna. Una lotta per richiedere quanto “ci spetta” aggiunge. Nei 12 anni che vanno dal 1991 al 2003, la Sardegna ha perso 380 milioni di euro l'anno. Ampia disponibilità del Presidente nel venire incontro alle difficoltà finanziarie del Governo, trovando soluzioni per il pregresso, ma "dal 2006 vogliamo contare su tutte le risorse che ci spettano".
CAGLIARI - Il presidente Renato Soru chiama i parlamentari sardi a raccolta. Nessuna differenza di schieramento, e non fa differenza se non eletti in Sardegna. L'invito è esteso anche a “Cossiga”. Uniti nella lotta per il riconoscimento delle quote di gettito fiscale spettanti alla Sardegna. “La più grande battaglia” perché non sia mai che “nella finanziaria nazionale 2006 non si dicesse nulla su quanto dovuto alla Sardegna per il passato e per le quote dovute per il 2006” glossa il Presidente in una conferenza stampa convocata prima della seduta del Consiglio.
La Regione rivendica 900 milioni di euro l'anno, fra quote Iva e Irpef. Rivendicazione quanto mai giustificata, infatti la Ragioneria generale dello Stato ha riconosciuto quella che l'assessore alla Programmazione Francesco Pigliaru ha definito "anomalia del caso Sardegna".
"Sto chiamando tutti", ha detto. "Potrei anche scrivere al ministro La Loggia, che oggi ha accompagnato il presidente della Regione Sicilia da Berlusconi per sostenerne le rivendicazioni fiscali, per chiedergli di accompagnare pure me", ironizza il presidente Soru. Il primo appuntamento è per domani a Roma, il presidente ha chiesto ai parlamentari sardi di partecipare a una riunione alle 20 nella sede di rappresentanza della Regione. Lo stesso conta di poter incontrare nuovamente, fra giovedi' e venerdi', il Ragioniere dello Stato. Ha da fargli una proposta: un graduale adeguamento della quota Iva riconosciuta alla Regione. I quattro decimi del gettito riscosso nell'isola per il 2004, i 5,5 decimi per quest'anno e i 7 decimi per il 2006, pari a circa 500 milioni di euro. Al momento la quota e' scesa sotto i quattro decimi, rispetto ai sette decimi riconosciuti da statuto costituzionale per la Regione Sardegna.
Nel mese di luglio fu approvato all' unanimita' un ordine del giorno a sostegno delle iniziative della Giunta per ottenere dallo Stato il gettito fiscale pregresso e la rivalutazione delle quote di compartecipazione e Iva e Irpef. Nei dodici anni trascorsi fra il 1991 e il 2003 la base imponibile e' aumentata in Sardegna del 18,3%, in linee con la crescita nazionale del 20,3%, ma mentre la cifra Irpef riscossa dallo Stato e' salita del 38%, quella percepita dall'isola ha avuto un incremento di appena l'1,9%.
Usando i se, se alla Sardegna nei 12 anni trascorsi fosse stato dato quanto le spettava, "non sconterebbe il forte indebitamento attuale, anzi probabilmente non avrebbe debiti" commenta Soru. Sono stati circa 380 milioni di euro l'anno, il denaro perso dalla Sardegna a partire dal 1991. Senza contare l'Iperf pagata fuori dall'isola da aziende che pur avendo interessi e dipendenti nella regione hanno la sede fiscale in un'altra. "Su venti su cui abbiamo chiesto una verifica al ministero dell'Entrate, oltre il 25% non versava la quota Irpef in Sardegna", dice ancora Soru.
Oltre al ridotto gettito fiscale, la Regione sconta anche le maggiori spese, soprattutto sanitarie, dovute alla progressiva devoluzione di competenze. Per esempio, la compartecipazione per le spese sanitarie e' passata in dodici anni dal 5% al 29%, equivalente a un esborso di 1 miliardo 200 milioni di euro l'anno. Questo fu oggetto di discussione in Consiglio dei ministri, alla presenza di Berlusconi e Tremonti. La questione è stata ricordata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha assicurato il proprio interessamento.
Il presidente aggiunge che è ampia la disponibilità a venire incontro allo Stato, trovando soluzioni per il pregresso, ma "dal 2006 vogliamo contare su tutte le risorse che ci spettano".
Ed io che ero convinto di essere mantenuto dal Nord...![]()
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