Il padre di Tartaglia: "Mio figlio in carcere rischia di uccidersi"
142 Il padre di Tartaglia: "Mio figlio in carcere rischia di uccidersi"
La paura che il figlio possa togliersi la vita, l'accorato appello al premier di perdonare il suo aggressore, l'isolamento in cui si trova la famiglia che subisce "accuse e ingiurie". E' questo, in sintesi, il quadro fatto da Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo l'uomo che ha aggredito Silvio Berlusconi, in un servizio per 'La vita in diretta'. "Mio figlio in carcere non può stare - ha detto il padre - perché sta male, non può stare con altri detenuti, ho paura di un gesto inconsulto. Quando mia moglie ha visto i suoi occhi sbarrati in televisione ha capito che aveva una delle sue crisi". Quasi in lacrime, in tuta da lavoro, il signor Tartaglia ha implorato il premier: "Spero che lo perdoni, ma temo che questa volta non lo farà perché è la seconda volta che gli accade di essere aggredito".
come se non bastasse un ferito grave, ora si rischia pure il morto
la situazione si sta facendo sempre più drammatica
Berlusconi ancora sotto osservazione potrebbe essere dimesso domani Convalidato l'arresto di Tartaglia - Diretta - Repubblica.it




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repapelle:
