User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Totila
    Ospite

    Predefinito American Enterprise Institute: neocons alla frutta.

    Il sogno neocon: l'Iran in mille pezzi
    Il gruppo di estremisti dell'American enterprise institute, riunito a Washington, immagina di applicare al paese confinante la stessa fallimentare ricetta usata per distruggere l'Iraq
    MATTIA DILETTI
    WASHINGTON
    In pochi giorni l'ufficializzazione dell'approvazione della costituzione irachena, il caso siriano, l'attentato in Israele, le nuove tensioni tra quest'ultimo e Iran: mentre in Medio Oriente la tensione sale per l'ennesima volta, con tempismo perfetto l'American enterprise institute, Aei (il think tank di Washington che ospita i neoconservatori) nel tardo pomeriggio di mercoledì 26 ottobre ha presentato a una platea quanto mai composita il suo nuovo piano per «un Iran federale». Il promotore dell'iniziativa è Michael Ledeen, una figura nota in Italia (è stato costretto ad allontanarsi dal nostro paese negli anni `70 ed è divenuto celebre come interprete della famosa telefonata tra Craxi e Reagan durante la crisi di Sigonella) e sostenitore intransigente del progetto del cosiddetto «grande Medio Oriente». Il disegno è lo stesso dell'Iraq, in una improbabile e sconcertante opera di coazione a ripetere: si individuano alcuni leader di gruppi in esilio (trapiantati negli Stati uniti da almeno un paio di decenni, con scarsissima rappresentatività ma una buona conoscenza degli affari del paese che li ospita), li si mette intorno a uno degli eleganti tavoli dell'Aei e li si presenta come gli interlocutori più affidabili per avviare il processo di democratizzazione del paese.

    Lo stesso meccanismo che garantì la legittimazione della figura di Ahmad Chalabi, il leader dell'Iraqi national congress (lontano dal suo paese da più di trent'anni) sponsorizzato dai neoconservatori e che per un breve periodo è divenuto la principale controparte del governo americano a Baghdad. Il fatto che Chalabi sia presto caduto in disgrazia non ha scalfito le convinzioni sulla bontà del metodo da parte di Ledeen e dell'Aei. La conferenza, intitolata «The unknown Iran: another case for federalism?» ha riunito gruppi effettivamente sconosciuti in rappresentanza delle minoranze etniche che convivono in Iran, quali l'Azerbaijani societies of north America, il cui ignoto vice presidente, Rahim Shahbazi, ha avuto il merito di riassumere al meglio il senso dell'iniziativa: «La vera e unica bomba nucleare presente in Iran è la questione etnica, ed è un'arma che va usata. È lì che gli Stati uniti dovrebbero investire i propri soldi e il proprio impegno, e fino a oggi non hanno colto nel segno». Lo stesso genere di lamentele profuse per anni da Chalabi e dai suoi protettori americani.

    La conferenza ha avuto anche toni grotteschi garantiti dalla personalità eccentrica di Michael Ledeen. Il padrone di casa ha cercato di mantenere, con un atteggiamento che ricordava quello degli ufficiali di sua Maestà britannica a capo dell'esercito coloniale indiano, un ordine ferreo e un fair play anglosassone per tutta la durata della conferenza: si è mosso dalla presidenza più di una volta, seguito da un enorme gorilla, per sedare gli animi di chi metteva in discussione in modo energico la legittimità dei relatori, chi aveva la suoneria del telefono cellulare troppo alta (tutto il mondo è paese), chi applaudiva durante gli interventi causando fastidiose perdite di tempo.

    Un'incredibile baraonda che fa immaginare cosa dovessero essere le prime uscite pubbliche a sostegno del «nuovo» Iraq nella seconda metà degli anni `90. Si trovavano in sala anche i rappresentanti di partiti e associazioni del Kurdistan iracheno che hanno invece un'effettiva voce in capitolo negli affari del loro paese, interessati a interloquire pubblicamente con i rappresentanti del Democratic party of iranian Kurdistan, che ha sostenuto che «quanto accade nel Kurdistan iracheno dovrà necessariamente influenzare gli eventi politici del Kurdistan iraniano». Ledeen è apparso un po' ufficiale dell'impero un po' generale giapponese disperso nella giungla: mentre gli amici nel governo sono destinati a cadere sotto la scure del procuratore Fitzgerald, i neoconservatori continuano a costruire piani e alleanze per il futuro con una fiducia incrollabile certi di riuscire a trovare di nuovo, prima o poi, sponsor nel governo e finanziatori facoltosi. L'ostinazione e la fede non mancano. Eppure appena venti giorni fa lo stesso American enterprise institute aveva dato vita a una giornata di lavori dal titolo «Ricostruire l'Iraq: successi, fallimenti e la costruzione di un nuovo paese», in cui l'autocritica sui fallimenti aveva trovato uno spazio inaspettato.

    L'iniziativa, che doveva rendere omaggio ai vecchi amici passati dall'esilio a posizioni di primo piano all'interno del governo iracheno, vedeva tra i relatori anche alcuni intellettuali iracheni entusiasti sostenitori del conflitto della prima ora (Rend Rahim, Kanan Makiya) che hanno però decretato, tra il disappunto e lo stupore degli organizzatori, il fallimento dell'impresa irachena. Gli stessi che un anno prima avevano partecipato a un simposio dal titolo «Dalla debolscevizzazione alla debaathificazione». Il solo Jackson Diehl, columnist del Washington post, ha dato conto con un bell'articolo apparso il 10 ottobre della tragica ironia di questa vicenda: si è trattato di un gruppo di intellettuali che ha abbandonato l'impresa perché «travolto dalla realtà». La stessa identica formula che i neocons avevano utilizzato trent'anni fa per giustificare la loro conversione al conservatorismo si è rivoltata contro loro stessi.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    SatanFascista
    Data Registrazione
    19 Sep 2004
    Località
    Oltretomba
    Messaggi
    14,331
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Titolo azzeccato Totila , se questi neo/teo-cons credono davvero di far leva sulle differenze etniche per destrutturare l'Iran allora vuol dire che son proprio grulli , e terribilmente ignoranti.
    In Iran la popolazione si identifica nella particolare confessione sciita dell'Islam e non su base etnica , come accade in altre zone del globo ora secolarizzate , tutti dalla flebile maggioranza persiana ai curdi fino agli azeri , vivono la loro vita e sentono la tradizione come musulmana sciita ; io credo che ci siano ben più probabilità che in futuro , in caso di megaguerra regionale , l'Azerbajan e gli sciiti iracheni si uniscano all'Iran , creando un gigante sciita antisionista da 100 milioni di abitanti , che non lo sfaldamento dell'Iran...


 

 

Discussioni Simili

  1. alla frutta!!!!!
    Di kolciak1 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12-06-08, 15:37
  2. alla frutta!!!!!
    Di kolciak1 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 10-06-08, 13:31
  3. L'American Enterprise minaccia l'Italia
    Di kalashnikov47 nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-03-06, 15:20
  4. L’American Enterprise e il progetto euro
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-03-06, 11:38
  5. Non era già alla frutta ?
    Di ilgiardiniere nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 31-01-06, 10:01

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226