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  1. #1
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    Predefinito Sfratti(un dramma italiano)

    Emergenza casa, 600mila famiglie a rischio sfratto
    di red

    Centocinquantamila famiglie messe fuori dalla porta dalla primavera scorsa quando è scaduta la proroga degli affitti per i nuclei famigliari più deboli e 600mila tutt’ora a rischio. Dal 30 settembre per gli sfratti non ci sono più proroghe e l’emergenza casa cresce nelle maggiori città del paese. A Firenze ad esempio sono già 900 i provvedimenti già calendarizzati e gli sfratti esecutivi che colpiscono famiglie disagiate riguardano sono oltre mille. Mentre a Napoli le richieste di sfratto sono quasi 5mila, dal Fuorigrotta al Vomero. A Palermo si moltiplicano le coabitazioni "forzate". Ma la città che in assoluto ha il numero maggiore di sentenze eseguite è Roma . Tanto che la capitale in un anno è passata, nella classifica degli sfratti delle città italiane, dal tredicesimo al primo posto.

    Insomma, come ricordano i movimenti per la lotta al “diritto all’abitare” «decine di migliaia di famiglie sono mal alloggiate, in coabitazione o in alloggi malsani, o sono costretti ad affitti che pesano tra il 30 e il 50% sul reddito; decine di migliaia di famiglie sono minacciate da sgomberi perché occupanti per necessità; in particolare risulta grave la precarietà abitativa di migranti, rom, anziani, giovani, poveri e settori sociali con redditi medio bassi».

    Per tutte queste ragioni sabato 29 ottobre a Roma dalle ore 14 (concentramento a Porta Pia chiusura in piazza del Popolo)
    si svolgerà la manifestazione nazionale non confederale (con gli autonomi, l’Unione inquilini, Rifondazione, amministrazioni e forze locali). Decine di pullman e treni speciali sono stati organizzati un po’ da tutto il paese. Parola d’ordine dei manifestanti: “Sfratti Zerro”. Nella piattaforma di mobilitazione prima di tutto la richiesta di bloccare sfratti e sgomberi e poi il finanziamento di un programma quinquennale nazionale di edilizia residenziale pubblica, per la realizzazione ed il recupero di almeno 500mila alloggi di edilizia sovvenzionata.

    Intanto in molte città sono già iniziate forme di battaglia alternative per rivendicare il diritto alla casa. Un vero e proprio stillicidio di presidi, occupazioni, manifestazioni. Mentre il governo va avanti per la sua strada indifferente agli appelli dei sindacati di categoria, Sunia, Sicet e Uniat. E nel 2004 le esecuzioni sono aumentate del 9,51%. Così anche il 25 novembre, nello sciopero generale che fermerà l’Italia, ci sarà uno spazio per il «caro affitti» che ormai ha raggiunto punte da piaga.

  2. #2
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    [inwin=500]www.unioneinquilini.it/cm/2005/051029_appello.htm[/inwin]

  3. #3
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    Sfratti, sempre più famiglie senza casa per gli affitti troppo alti
    di red

    Affitti impossibili, dismissioni e cartolarizzazioni continuano a lasciare senza casa migliaia di famiglie. Sono infatti 43.982 le sentenze di sfratto emesse nel 2004 con un aumento del 13,8% rispetto allo scorso anno. E la maggior parte sono per morosità: ben 30.816, il 25,55% in più rispetto al 2003. Ma le cifre dell’emergenza casa in Italia sono anche più allarmanti: i dati infatti non tengono conto di realtà come Arezzo, Terni e Siracusa mentre sono incompleti quelli di alcune province importanti come Torino, Milano, Venezia, Napoli, Bari, Catanzaro e Siracusa.

    La denuncia arriva dall’Unione inquilini, il sindacato per il diritto alla casa, che ha indetto una manifestazione per il 29 settembre per riportare all’attenzione del governo il dramma che un numero crescente di famiglie vive ogni anno. Il diritto alla casa non può più essere ignorato ed è per questo che l’Unione inquilini ha chiesto al Vaticano di ricambiare il regalo ricevuto con la Finanziaria mettendo a disposizione i suoi alloggi ad un canone simbolico di 50 euro. Un atto che non dovrebbe costare troppo alla Chiesa visto che l’esenzione della tassa sugli immobili garantirà un risparmio di circa 9 milioni di euro solo a Roma, che si aggiudica tra l’altro il primato per gli sfratti con 5.607 sentenze.

    «Affittare le case a 50 euro a chi non può permettersi di pagare il prezzo di mercato sarebbe un atto di carità e di giustizia che non comporterebbe alcun costo» per il segretario dell’Unione inquilini di Roma e del Lazio Massimo Pasquini. «Al di là delle chiacchiere del governo e della proprietà edilizia i dati confermano l'allarme e le preoccupazioni del nostro sindacato» tuona Pasquini. Le richieste di esecuzione presentate dall'ufficiale giudiziario lo scorso anno sono state infatti pari a 74.755, mentre gli sfratti eseguiti a livello nazionale sono stati 23.780, con un incremento del 9,5% rispetto al 2003.

    Tra le regioni più colpite la Lombardia, che ha registarto il più alto numero di sentenze: ben 7.499, con un incremento rispetto all'anno precedente del 20,6%. Il secondo posto va invece al Lazio che raggiunge quota 6.935, e registra una crescita vertiginosa del 45,9%. Solo la Puglia si distacca dal dato nazionale con una riduzione del 28,5% delle sentenze rispetto al 2003.

    Di fronte ad una realtà che diventa sempre più drammatica il sindacato chiede l’inserimento del diritto alla casa «nell’agenda politica e programmatica nazionale attraverso l’avvio di politiche abitative degne di tale nome e alternative a quelle perseguite fino ad oggi». Ma la risposta del governo ancora una volta stenta ad arrivare e la Finanziaria ne è la prova.

  4. #4
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    Sfratti, un dramma italiano: finiti anche i soldi degli affitti
    di Salvatore Maria Righi

    Un popolo senza casa. Seicentomila famiglie che rischiano lo sfratto, 150 mila già messe alla porta dalla scorsa primavera. Un governo che non vede, non sente ma parla. Peggio: talvolta promette, senza mantenere. Come il sottosegretario Ugo Martinat, vedrete che nella finanziaria faremo eccetera eccetera. Invece niente, anzi.

    «La situazione è peggiorata» dice Massimo Pasquini, Unione inquilini. Il problema casa in Italia era già un’emergenza sociale ed umana in marzo, quando è scaduta la proroga degli affitti per i nuclei famigliari più deboli. Con anziani, malati o comunque persone insufficienti. La scure sul ventre molle della società, invece di proteggerlo e sostenerlo. Sono cominciati gli sfratti a Roma, che nel 2004 è stata la prima città con dieci al giorno, a Milano, Napoli. Dappertutto. Hanno preso il via le forme di battaglia alternative, la resistenza quotidiana per un tetto. Lo stillicidio dei verbali, dei presidi, delle manifestazioni. E l’emergenza si è trasformata in dramma.

    Sabato pomeriggio un corteo da porta Pia a Piazza del popolo, manifestazione nazionale non confederale (con gli autonomi, l’Unione inquilini, Rifondazione, amministrazioni e forze locali) per alzare la voce tutti insieme contro il silenzio in cui sta sprofondando tanta, tantissima gente. Messa tutta insieme fanno due città grandi, immaginate Bologna più Firenze, senza la certezza di avere quattro muri e un soffitto: lo chiamavano il diritto alla casa. Il 30 settembre è scaduto l’«ultimo differimento»: significa che non ci sono più rinvii e non ci sono più sconti. Non c’è più tempo, sono scaduti i termini anche per chi ha un malato terminale in famiglia. Nessuna eccezione.

    Il governo fa avanti per la sua strada e agli appelli dei sindacati di categoria, Sunia, Sicet e Uniat risponde con la barra a dritta di eseguire le sentenze e liberare gli appartamenti. Il 25 novembre, nello sciopero generale che fermerà l’Italia, ci sarà uno spazio per il «caro affitti» che ormai ha raggiunto punte da piaga. «Il problema sarebbe dare la massima visibilità al problema, in questo momento in cui da una parte l’esecutivo completa la finanziaria, e dall’altra l’Unione prepara il suo programma elettorale» riflette Pasquini. Che palazzo Chigi e la maggioranza non si curino del dramma, anzi che vadano dritti sulla linea dura dello sfratto è ormai evidente: nel 2004 le esecuzioni sono aumentate del 9,51%. Il problema ora è capire cosa propone e cosa farà il centrosinistra per affrontare, lenire e magari gradualmente risolvere questo cono d’ombra in cui sono finiti migliaia di cittadini con le loro famiglie.

    Per ora nemmeno i numeri della catastrofe sono certi. Mancano molti dati fra quelli che le prefetture forniscono all’osservatorio sugli sfratti. Tolta Roma, sono incompleti e lacunosi quelli relativi alle città più importanti, Milano, Napoli, Torino, Venezia e Bari. Alcune mancano del tutto: di quello che succede ad Arezzo, Trento e Siracusa non si sa nulla. Quindi le 43.892 sentenze emesse l’anno scorso, +13,8% rispetto al 2003, in realtà potrebbero essere di più. Anzi, sicuramente sono molti di più. Non solo, però. La gran parte degli sfratti eseguiti nel 2004 (30.816) sono dovuti a morosità degli inquilini. Significa che la gente non ha più i soldi per pagare l’affitto. O che deve fare sacrifici e rinunce tali da metterlo a repentaglio, anche se non cade nella fatidica quarta settimana.

    In difficoltà, però, non ci sono solo le fasce deboli della popolazione. Affiorano dati preoccupanti che riguardano le classi medie, quelli che hanno un reddito superiore ai 20.000 euro l’anno che sono la soglia da non superare per poter usufruire delle graduatorie di edilizia pubblica. Tra i 40.000 sfratti a Roma dal 1994 al 2004, ci sono per forza caduti dentro anche molti nuclei familiari che non rientrano in quelle infinite e disperate liste di attesa, persone a cui una buona posizione economica non basta più per pagare il canone di affitto. I sindacati chiedono al governo gli alloggi pubblici. In Italia ce ne sono 750mila, ce ne vorrebbe almeno mezzo milione in più: per il Sunia un milione. In Europa prendiamo lezioni da tutti: la Francia ne ha 3 milioni e mezzo e ne costruirà 100mila all’anno per i prossimi cinque anni. E poi il canone, che è per lo più a regime di mercato e corre sfrenato verso cifre fuori controllo. Modificare la legge 431, dicono i sindacati, abolire quello «libero» e lasciare in vigore solo quello «concordato» tra le parti vorrebbe dire abbattere gli affitti almeno del 30%. Sperando che il dramma nel frattempo non sia diventato anche peggio.

  5. #5
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    -Piu case popolari
    -Decuplicare l'ICI per le case di proprietà rimaste sfitte
    -Abolire i patti in deroga e ripristinare l'equo canone
    -Mettere in galera chi fa pagare 500 euro un monolocale...

    queste sono le priorità

  6. #6
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    In origine postato da danny78
    -Piu case popolari
    -Decuplicare l'ICI per le case di proprietà rimaste sfitte
    -Abolire i patti in deroga e ripristinare l'equo canone
    -Mettere in galera chi fa pagare 500 euro un monolocale...

    queste sono le priorità
    1) Più case a tasso agevolato, garantito da ipoteca sull'immobile e in caso di mancato pagamento si prosegua con lo sfratto

    2) Abolire l'ICI per tutti, senza privilegi per nessuna religione o ente ONLUS. La tassa sulla proprietà è un non senso, giacché si pagano già in altro modo le tasse per la gestione pubblica degli immobili

    3) Vietare per disposizione costituzionale le proroghe degli sfratti, perché contrarie alla libertà di iniziativa economica e al diritto di difesa del cittadino di fronte alla fine del rapporto locatizio

    4) Liberalizzare tutte locazioni, abolendo le durate minime di contratto e le proroghe automatiche. In scadenza di contratto questo si intende concluso se non rinnovato, come ogni contratto di diritto comune.

    Vincolare il mercato locatizio significa far lievitare i costi, di fronte alla insicurezza del locatore di poter riavere il bene libero. Naturalmente questa lievitazione dei prezzi si riflette sul locatario.

  7. #7
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    In origine postato da aguas
    1) Più case a tasso agevolato, garantito da ipoteca sull'immobile e in caso di mancato pagamento si prosegua con lo sfratto

    2) Abolire l'ICI per tutti, senza privilegi per nessuna religione o ente ONLUS. La tassa sulla proprietà è un non senso, giacché si pagano già in altro modo le tasse per la gestione pubblica degli immobili

    3) Vietare per disposizione costituzionale le proroghe degli sfratti, perché contrarie alla libertà di iniziativa economica e al diritto di difesa del cittadino di fronte alla fine del rapporto locatizio

    4) Liberalizzare tutte locazioni, abolendo le durate minime di contratto e le proroghe automatiche. In scadenza di contratto questo si intende concluso se non rinnovato, come ogni contratto di diritto comune.

    Vincolare il mercato locatizio significa far lievitare i costi, di fronte alla insicurezza del locatore di poter riavere il bene libero. Naturalmente questa lievitazione dei prezzi si riflette sul locatario.
    della serie..a quelli che non si possono permettere la casa... buttiamoli per strada e senza possibilità di dire A.
    per questo io vi detesto profondamente....

  8. #8
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    In origine postato da aguas
    3) Vietare per disposizione costituzionale le proroghe degli sfratti, perché contrarie alla libertà di iniziativa economica e al diritto di difesa del cittadino di fronte alla fine del rapporto locatizio

    .
    eh già..perchè la presunta libertà di iniziativa economica viene prima del diritto ad un tetto!Ma finiamola..

  9. #9
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    In origine postato da blob21
    eh già..perchè la presunta libertà di iniziativa economica viene prima del diritto ad un tetto!Ma finiamola..
    la liberta di iniziativa in questo caso porta ad una situazione tipo:

    "Vuoi una casa in affitto, paghi 1000 euro al mese oppure te ne vai sotto un ponte"..
    invece di risolvere i problemi di chi gia fatica ora..questa gentaccia vuole addirittura aggravarli..

    ma ai socialisti va bene, basta che passi il pacs e la legge sulla fecondazione

  10. #10
    Obama for president
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    io la casa c'è l'ho anzi due....

    scherzo


    però trovo l'ici la tassa più iniqua che esista uno si fa un mazzo così per farsi una casa lo fa senza pesare sulla società sacrificando la propria esistenza per 20 anni e in più li si fa pagare anche una tassa.

 

 
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