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    Red face 36 - E te pareva che il problema immondizia non era da scaricare sui Savoia!

    http://www.politicaonline.net/forum/...395914&page=11

    Io preferisco andare a cercare nome e cognome dei veri responsabili!

    Il problema è che nella RI l'impunità è la norma: si preferisce scaricare le colpe su qualcos'altro, sul generico popolo... o come in questo caso sulla Monarchia Sabauda.

  2. #2
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    Un’immondizia di repubblica


    Sono passati solo 3 mesi dall’insediamento del bravo Bertolaso, Responsabile della Protezione Civile a Commissario straordinario per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Egli è stato rapidamente rimosso, anzi, allontanato in malo modo. Aver allestito un piano di interventi troppo “radicale” è risultato indigesto infatti alla classe politica ed amministrativa campana, …e così oggi ci risiamo, immondizia ovunque !
    E’ la volta della nomina di De Gennaro. Nulla da criticare sulla sua persona ed i suoi trascorsi, tranne che ritengo sarebbe stato più opportuno nominare direttamente San Gennaro, che essendo residente in città da secoli, ha ben in mente difficoltà ed interessi di tutti al riguardo sull’argomento.
    Resta il fatto che la gravissima crisi dei rifiuti in Campania, l’ennesima, dovrebbe farci riflettere una volta di più sul valore delle attuali Istituzioni repubblicane. Uno Stato corrotto ed incapace di gestire neppure le esigenze più elementari dei cittadini.
    Lo sgombero dei rifiuti urbani, il controllo della salute pubblica, il diritto all’istruzione ed il mantenimento dell’ordine pubblico.
    Non è infatti mai stato neppure immaginato un film di fantascienza (perché la Storia non ha riferimenti ad oggi) ambientato con scenari che lontanamente possano ricordare i servizi televisivi di questi giorni sull'emergenza dei rifiuti a Napoli.
    Montagne di rifiuti in strada, disperazione dei cittadini, incendi, blocchi stradali, atti di vandalismo, condizioni igieniche neppure proponibili ad un paese del terzo mondo, scuole chiuse o danneggiate.
    In mezzo a ciò e ad un insultante palleggiamento delle evidenti responsabilità tra politici e amministratori locali il Governo nazionale assente ad oggi (nelle persone dei ministri competenti) dai luoghi del disastro ha risposto usando il manganello… altro che G8 di Genova del 2001 o i fatti di Milano del 1898 !
    Non contenti dello sfascio morale e sociale che questa emergenza ormai ha provocato e che non potrà essere sanato con un colpo di scopa, è stato fatto in modo che la guerriglia urbana, si propaghi anche in regioni lontane. E’ di ieri sera infatti la notizia che a Cagliari si sono bissati i tafferugli campani in quanto i sardi come ogni altra regione italiana non ne vogliono sapere di accollarsi i problemi altrui. E sono pronto a scommettere che sarà così regione per regione. Non perché siamo divenuti negli anni tutti più cinici, ma perché la gente ne ha piene le tasche di “tirar su le braghe” alla politica ed alla mala-amministrazione.
    Questa non è più solo l’emergenza rifiuti della Campania ma è un’emergenza socio politica nazionale, indotta da sessant’anni di malgoverno, scandali, sprechi e demagogia ideologica, la giusta pietra tombale insomma ai “festeggiamenti” per il 60° anniversario della costituzione repubblicana !
    Nulla mi stupisce più, neppure dovessimo arrivare nelle prossime settimane a parlare di indipendenza o di scissione di alcune regioni da altre. Sarebbe il corretto epilogo di un’Istituzione che producendo immondizia dal dopoguerra ad oggi, è stata sopraffatta dall’immondizia stessa.
    La faccia di bronzo di taluni rappresentanti istituzionali invece, induce a ricordare un motto “lanciato” dall’indimenticabile Totò, che Principe in Napoli apostrofava queste persone con un energico “siamo uomini o caporali ?“

    Chiudendo questo sfogo oltre ad augurarmi d’essere stato eccessivo negli scenari che presagisco, vorrei citare un pensiero di un altro Principe, il Principe “di” Napoli, SM il Re Vittorio Emanuele III di Savoia "In Italia stanno già parlando di una repubblica, ma ricordate che non esiste nulla di più inadatto agl' Italiani. Essi sono individualisti e una repubblica sarebbe inevitabile causa di confusione e disordine. Sicuramente, di corruzione : riguardo questo non ho dubbi. Qual’ora tutto ciò accadesse, chi sarebbe ad avvantaggiarsene ?" , era il 10 Aprile 1944.
    Oggi a sessant’anni dalla morte in d’esilio di questo Sovrano, ingiustamente bistrattato, vorrei far notare non solo l’attualità della sua affermazione, ma soprattutto l’accurata valutazione del futuro che ci attendeva !

    Rimettiamoci pure a San Gennaro quindi…

    11.01.2008 - Conterio
    aconteri@hotmail.com
    http://opinionimonarchiche.blogspot.com/2008/01/unimmondizia-di-repubblica.html

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    http://www.politicaonline.net/forum/...395914&page=11

    Io preferisco andare a cercare nome e cognome dei veri responsabili!

    Il problema è che nella RI l'impunità è la norma: si preferisce scaricare le colpe su qualcos'altro, sul generico popolo... o come in questo caso sulla Monarchia Sabauda.
    ...ma quel pover'uomo è veramente preda d'irresistibile ed incontrollabile idiosincrasia per Casa Savoia. Non è colpa sua ormai. Non può farci niente.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Fante d'Italia Visualizza Messaggio
    ...ma quel pover'uomo è veramente preda d'irresistibile ed incontrollabile idiosincrasia per Casa Savoia. Non è colpa sua ormai. Non può farci niente.
    Inoltre credo stia rosicando ancora al pensiero che nel '46 quasi tutti i campani votarono in massa Casa Savoia...

  5. #5
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    Leggetevi questo articolo de "Il Giornale"

    Sembra fatto apposta per smentire il nostro "amico"

    http://www.monarchia.it/download/Il_...zio_Savino.pdf

    L’Italia fra luci e ombre

    Leggendo L’Italia del Settecento di Dino Carpanetto e Giuseppe Ricuperati, si conferma l’idea che per inquadrare i molteplici aspetti dell’oggi è bene rivangare il passato, con gli strumenti scientifici della storia.
    Nel 1764 Napoli rivestì la maglia nera tra le capitali europee, ultima metropoli a subire una moria per fame. Delle 200mila vittime in Campania, 40mila appartenevano ai vicoli e ai bassi partenopei. Non sappiamo se torreggiassero rifiuti, in quell’emergenza tragica. C’era poco da consumare, in una carestia prevedibile, perché in quell’anno i raccolti erano stati scarsi in Europa, e i prezzi galoppavano. Quali rimedi aveva posto in atto l’Annona, il superministero dell’alimentazione, capace sulla carta di sfamare più di 300mila bocche? «Quella - scrisse un letterato dell’epoca, Ferdinando Galiani - era difettosa in tempi normali, inutile in tempi calamitosi».
    Alle falde del Vesuvio c’era troppo poco Stato. Anzi, non ce n’era neppure l’ombra. Le direttive del Palazzo s’incagliavano in una rete di baronie, di grovigli d’interesse feudale, di esenzioni particolaristiche, di privilegi ecclesiastici che tarpavano le ali a qualsiasi provvedimento. Questa era l’analisi (confermata dagli storici moderni) degli intellettuali napoletani, i Giannone, i Genovesi, i Filangieri, vicini ai lumi di Montesquieu e di Rousseau, indipendenti e vivaci nei loro girotondi di parole e di utopie, ma non interessati a scendere in campo, a dare contributi di lotta e di progresso politico. Il Borbone, re di Napoli con il nome di Carlo VII, si atteggiava a despota illuminato, ma dal 1759 teneva casa a Madrid. Aveva nominato, è vero, un Reggente, un autocrate (anche i Romani antichi, quando si metteva male, eleggevano un dittatore ad interim), Bernardo Tanucci, un politico non sprovveduto che nel carteggio registrò lucidamente le magagne della società napoletana (amministrazione inefficiente, protervia e ignoranza degli aristocratici, miseria di un popolo strangolato dalla corruzione dei dipendenti pubblici), ma procedeva alla giornata, con empirismo, e non ce la fece a navigare nel mar dei sargassi di una mentalità immobilistica.

    Non andò meglio con il figlio di Carlo, Ferdinando IV: s’insediò nel 1767, ma come riformatore non valeva un’unghia della consorte, Maria Carolina, che nel sangue aveva l’energia della madre, l’imperatrice asburgica Maria Teresa. Se Napoli piangeva (e con lei le province del regno, Puglia, Calabria, Palermo), Roma non rideva. Prospero Lambertini (papa Benedetto XIV, 1740-1758), sull’abbrivio del predecessore, Clemente XII, chiuse la fase più oscura, la curia rinascimentale dei principi porporati nepotistici alla Borgia, lavorando per l’avanzamento della cultura e perfino della politica, con aggiustamenti in campo amministrativo e fiscale (colpì l’usura, liberalizzò il commercio, investì in risanamento di paludi e riordino dei fiumi, Po e Reno, nel bolognese natio), ma la sua fu una parentesi. Quello pontificio era uno Stato anomalo, accerchiato da giganti, che doveva sfamare una capitale onnivora, parassitaria, e le cui finanze sgorgavano dal prelievo devoto di tutta la cristianità: era fatale che si arroccasse in sé, in forme di reggenza immote, senza tempo.
    Nell’Italia del Settecento per sentir parlare di riforme e di tasse in senso moderno (delizie e croci di ogni governo, anche attuale) bisogna affacciarsi al Piemonte sabaudo. Qui un monarca aperto, Vittorio Amedeo II, che da duca di Savoia arrivò a re di Sardegna (1718-1730), mise mano al più vasto e articolato progetto di mutamenti dello Stato. Non si fanno riforme con i fichi secchi. Cambiare costa. Un sovrano deve avere certezza delle entrate. E il denaro fresco è quello delle tasse. Che devono essere eque, regolari, controllabili, affidate a un sistema di funzionari preparati e, nei limiti, specchiati. L’opinione pubblica gradisce la trasparenza. Tot viene versato dai cittadini all’autorità, tot ritorna sotto forma di miglioramenti tangibili in funzionamento delle istituzioni e qualità della vita.
    Un teorema limpido, ma di ardua applicazione, se ci si mettono di mezzo soprusi, rottami feudali, esenzioni incancrenite dall’inerzia e dalla prepotenza di ceti privilegiati senza diritto. Un ginepraio che Vittorio Amedeo cercò di sfoltire, istituendo una Ferma generale (organismo accentrato del fisco), che sostituisse l’ingranaggio frusto e dispersivo degli appalti privati. I fondi andarono a modernizzare istruzione, esercito, sanità e assistenza pubbliche. L’attenzione si concentrò anche sulla proprietà fondiaria, con la creazione di un catasto, perfezionato da Maria Teresa nei suoi possedimenti lombardo-veneti. Non si chiamava ancora ICI, dannazione di ogni condomino, ma era un vivace sprazzo illuministico nell’Italietta di quei tempi.

    Ezio Savino de “Il Giornale” 11.01.2008

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233193

  6. #6
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    QUESTA E' NA BOMBA !!!!

    Servizi del Giorno

    14/01/2008 ore 13.26
    Italiani nel mondo
    FRATTALLONE (CTIM USA): UNA CATTIVA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA HA PRODOTTO A NAPOLI LA SUPER BOMBA ECOLOGICA
    BOSTON\ aise\ - "Sono italiano ed orgoglioso d’essere nato in Italia e sono convinto che l’autocritica e le polemiche non aiutano a risolvere problemi che, se dovessero sfuggire al controllo di chi oggi governa la nazione, potrebbe da un lato fa cambiare governo e, dall’altro, causare danni al di là di ogni immaginazione". A scrivere da Boston è Michele Frattallone, Presidente della C.N. del Ctim – Usa, con funzioni di rappresentanza, che interviene oggi sull’emergenza-rifiuti in Campania.
    "Francamente – riconosce – non avrei mai voluto scrivere questo articolo, perché il solo pensiero di ciò che accade nella penisola italica è doloroso ed umiliante non solo per gli italiani che vivono in Italia, ma inevitabilmente anche per coloro che vivono all’estero. Mi riferisco all’emergenza rifiuti in Campania. Sono un idealista, non sono repubblicano per vocazione, cattolico, di fede monarchica e rispettoso della volontà del popolo come espressamente recita la Costituzione Italiana, ho creduto e credo alla democrazia, ma una democrazia vera, una politica che risolva i problemi, non quella superficiale che cerca sempre di "coprire" per non essere irriverenti verso questo o quell’altro collegio elettorale. Questo è quanto accaduto e quanto accade oggi e accadrà domani fino a che i politici e gli amministratori della cosa pubblica non cambieranno mentalità, ma soprattutto fino a quanto non acquisiranno maggiore senso dello Stato".
    "I partiti in Italia – argomenta Frattallone – servono se offrono un servizio corretto, ma senza una politica responsabile a tutti i vari livelli la democrazia sarà destinata ad estinguersi per lasciare posto a qualche altra forma di stato che, per fortuna, non è ancora all’orizzonte. Con gli errori e le negligenze accumulate, oltre alle montagne di spazzatura, correremo tutti il rischio di essere sotterrati da altri problemi. Se a Napoli il problema impellente di questi giorni non sarà risolto positivamente, i pericoli assumeranno proporzioni incalcolabili a cominciare dalla salute, non solo su scala locale, regionale, ma nazionale e quindi molto più difficile da gestire e da controllare. Lo dico esplicitamente a tutti coloro che oggi siedono al Parlamento italiano: quando una nazione è ferita seriamente da questi incredibili problemi, che potevano essere risolti molto tempo prima, si produce una situazione insostenibile tra le istituzioni e gli onesti cittadini che pagano i loro tributi senza avere ottenuto il dovuto servizio".
    "Signori Deputati, Senatori e Ministri dell’attuale Governo, i responsabili sono a Napoli e ben visibili, sono i politici, gli amministratori, nell’ambito dalle istituzioni e degli enti locali, a tutti i livelli. Credo – sottolinea – che sia giusto che siano adottati severi provvedimenti nei loro confronti. C’è da augurarsi che le autorità competenti, a cominciare dalla magistratura, procedano senza tentennamenti e con severità a punire secondo le leggi della Repubblica coloro che si sono resi responsabili di questo disastro che è stato procurato all’ambiente ed ai cittadini".
    Frattallone passa poi a ricordare quando in Italia vigeva la monarchia di Casa Savoia che, scrive, nonostante i suoi errori riuscì ad accompagnare il Paese verso l’unificazione. Dopo il referendum del 1946, prosegue, "due re d’Italia pagarono i loro errori con la rinuncia del loro regno, perché – si chiede Frattallone – i politici non fanno altrettanto quando sono i responsabili?".
    "La monarchia dei Savoia riuscì ad unire l’Italia, ma la Repubblica Italiana e la sua democrazia hanno saputo soltanto ripartire l’Italia in Regioni, istituendo altrettante italiette, offrendo al popolo italiano l’inevitabile ingrossamento del debito pubblico, con l’Italia agganciata all’Europa e l’adozione dell’euro che ha accelerato il fenomeno del costo della vita e perduto l’equilibrio del potere d’acquisto rapportato agli stipendi di coloro che lavorano, con gravi conseguenze che ora a pagare sono milioni di famiglie italiane".
    "La super bomba ecologica prodotta a Napoli – prosegue l’esponente del Ctim – è uno degli esempi della irresponsabilità degli enti locali, provinciali, regionali e nazionali. Non dovrebbero essere i Procuratori della Repubblica o Pubblici Ministeri della Magistratura a dovere fornire altre montagne di carte e prove per il rinvio a giudizio a coloro che si sono resi colpevoli di negligenza, d’incompetenza e quant’altro. Questi signori responsabili, se hanno ancora dignità, dovrebbero immediatamente dimettersi a cominciare dai titolari dei ministeri competenti e coinvolti in questo disastro ecologico e lasciare il posto a chi ha il senso dello Stato". (aise)

    http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=51974


    ***

    Apro una colletta per edificare un monumento a tale FRATTALLONE !!!!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    http://www.politicaonline.net/forum/...395914&page=11

    Io preferisco andare a cercare nome e cognome dei veri responsabili!

    Il problema è che nella RI l'impunità è la norma: si preferisce scaricare le colpe su qualcos'altro, sul generico popolo... o come in questo caso sulla Monarchia Sabauda.
    Ti riferisci al post 173?

    Comunque ho postato su quel thread l'articolo di Frattallone

    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    QUESTA E' NA BOMBA !!!!

    Servizi del Giorno

    14/01/2008 ore 13.26
    Italiani nel mondo
    FRATTALLONE (CTIM USA): UNA CATTIVA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA HA PRODOTTO A NAPOLI LA SUPER BOMBA ECOLOGICA
    BOSTON\ aise\ - "Sono italiano ed orgoglioso d’essere nato in Italia e sono convinto che l’autocritica e le polemiche non aiutano a risolvere problemi che, se dovessero sfuggire al controllo di chi oggi governa la nazione, potrebbe da un lato fa cambiare governo e, dall’altro, causare danni al di là di ogni immaginazione". A scrivere da Boston è Michele Frattallone, Presidente della C.N. del Ctim – Usa, con funzioni di rappresentanza, che interviene oggi sull’emergenza-rifiuti in Campania.
    "Francamente – riconosce – non avrei mai voluto scrivere questo articolo, perché il solo pensiero di ciò che accade nella penisola italica è doloroso ed umiliante non solo per gli italiani che vivono in Italia, ma inevitabilmente anche per coloro che vivono all’estero. Mi riferisco all’emergenza rifiuti in Campania. Sono un idealista, non sono repubblicano per vocazione, cattolico, di fede monarchica e rispettoso della volontà del popolo come espressamente recita la Costituzione Italiana, ho creduto e credo alla democrazia, ma una democrazia vera, una politica che risolva i problemi, non quella superficiale che cerca sempre di "coprire" per non essere irriverenti verso questo o quell’altro collegio elettorale. Questo è quanto accaduto e quanto accade oggi e accadrà domani fino a che i politici e gli amministratori della cosa pubblica non cambieranno mentalità, ma soprattutto fino a quanto non acquisiranno maggiore senso dello Stato".
    "I partiti in Italia – argomenta Frattallone – servono se offrono un servizio corretto, ma senza una politica responsabile a tutti i vari livelli la democrazia sarà destinata ad estinguersi per lasciare posto a qualche altra forma di stato che, per fortuna, non è ancora all’orizzonte. Con gli errori e le negligenze accumulate, oltre alle montagne di spazzatura, correremo tutti il rischio di essere sotterrati da altri problemi. Se a Napoli il problema impellente di questi giorni non sarà risolto positivamente, i pericoli assumeranno proporzioni incalcolabili a cominciare dalla salute, non solo su scala locale, regionale, ma nazionale e quindi molto più difficile da gestire e da controllare. Lo dico esplicitamente a tutti coloro che oggi siedono al Parlamento italiano: quando una nazione è ferita seriamente da questi incredibili problemi, che potevano essere risolti molto tempo prima, si produce una situazione insostenibile tra le istituzioni e gli onesti cittadini che pagano i loro tributi senza avere ottenuto il dovuto servizio".
    "Signori Deputati, Senatori e Ministri dell’attuale Governo, i responsabili sono a Napoli e ben visibili, sono i politici, gli amministratori, nell’ambito dalle istituzioni e degli enti locali, a tutti i livelli. Credo – sottolinea – che sia giusto che siano adottati severi provvedimenti nei loro confronti. C’è da augurarsi che le autorità competenti, a cominciare dalla magistratura, procedano senza tentennamenti e con severità a punire secondo le leggi della Repubblica coloro che si sono resi responsabili di questo disastro che è stato procurato all’ambiente ed ai cittadini".
    Frattallone passa poi a ricordare quando in Italia vigeva la monarchia di Casa Savoia che, scrive, nonostante i suoi errori riuscì ad accompagnare il Paese verso l’unificazione. Dopo il referendum del 1946, prosegue, "due re d’Italia pagarono i loro errori con la rinuncia del loro regno, perché – si chiede Frattallone – i politici non fanno altrettanto quando sono i responsabili?".
    "La monarchia dei Savoia riuscì ad unire l’Italia, ma la Repubblica Italiana e la sua democrazia hanno saputo soltanto ripartire l’Italia in Regioni, istituendo altrettante italiette, offrendo al popolo italiano l’inevitabile ingrossamento del debito pubblico, con l’Italia agganciata all’Europa e l’adozione dell’euro che ha accelerato il fenomeno del costo della vita e perduto l’equilibrio del potere d’acquisto rapportato agli stipendi di coloro che lavorano, con gravi conseguenze che ora a pagare sono milioni di famiglie italiane".
    "La super bomba ecologica prodotta a Napoli – prosegue l’esponente del Ctim – è uno degli esempi della irresponsabilità degli enti locali, provinciali, regionali e nazionali. Non dovrebbero essere i Procuratori della Repubblica o Pubblici Ministeri della Magistratura a dovere fornire altre montagne di carte e prove per il rinvio a giudizio a coloro che si sono resi colpevoli di negligenza, d’incompetenza e quant’altro. Questi signori responsabili, se hanno ancora dignità, dovrebbero immediatamente dimettersi a cominciare dai titolari dei ministeri competenti e coinvolti in questo disastro ecologico e lasciare il posto a chi ha il senso dello Stato". (aise)

    http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=51974


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    Apro una colletta per edificare un monumento a tale FRATTALLONE !!!!

  8. #8
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    Ditemi Voi come si può risolvere il problema di Napoli quando possiamo fare affidamento su Politici di questo calibro !!!

    Tremonti sui rifiuti:

    [...] Cambiamo argomento, Presidente: che idea s'è fatto dell'emergenza rifiuti di Napoli?

    «Quando i Savoia occuparono Napoli, la trasformarono in un giorno da capitale europea in prefettura. Il passaggio ha prodotto un enorme effetto distruttivo. In pochi giorni furono annichilite classi dirigenti, cultura, storia, con un effetto simile a una bomba al neutrone.
    Provi ad immaginare cosa succede ad una grande capitale se all’improvviso la trasformi nella struttura amministrativa periferica di un regno che ha altrove e remoto il suo centro di comando. Allora le baionette di casa Savoia si imposero sulla ragione federalista di Carlo Cattaneo. È da allora che inizia la crisi civile di Napoli. Il furto delle identità non è stato compensato dal finanza pubblica, intermediata da personale politico nazionale e dai suoi agenti locali. La crisi si è radicalizzata quando sul flusso dei finanziamenti pubblici è iniziata la malversazione pubblica, quando al furto storico dell'identità si è sovrapposto fino a diventare intollerabile il furto dei fondi pubblici, il loro dirottamento verso la malavita, e infine il furto della politica. Ma non è che con un furto di serie B (i soldi pubblici), si corregge un furto di serie A (l'identità). Forse la ragione stava dalla parte di Cattaneo e non delle baionette. L'identità rubata non può essere compensata dai finanziamenti pubblici».

    La soluzione?

    «Il Federalismo».

  9. #9
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    Mi è stato sempre sul c...zo con quella sua voce da castrato!

  10. #10
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    voce rivelatrice del cervello...

 

 
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