A sostegno di Israele

La libertà dell'occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme

Era già agli atti della cronaca parlamentare e della libera stampa, il pensiero del presidente del Consiglio sulla guerra all'Iraq. Averla sostenuta politicamente, nonostante le sue convinzioni personali, lo riteniamo un merito importante di questo governo, che ha saputo contribuire, se non alla liberazione, come il Pri chiese durante il dibattito alle Camere, alla stabilizzazione del paese. Un compito che ancora non è terminato, ma che pure ha prodotto i risultati riconosciuti dalle Nazioni Unite, quali il voto per il governo iracheno e la nuova Costituzione del paese. Siamo dunque soddisfatti dalla presa di posizione del presidente del Consiglio che ha ribadito, per necessaria chiarezza, come "oggi non ci sia altra strada che il restare a completare l'opera iniziata", aggiungendo che "un'opinione contraria consegnerebbe l'Iraq ad un futuro di sangue e di terrore".

Sarebbe piuttosto ora di capire qual è la proposta del professor Prodi, che disconosce l'impegno di pace dei nostri soldati, il loro contributo alla attuale situazione e pure non chiede più il ritiro immediato delle truppe, accontentandosi di proporre un immediato calendario del ritiro e depreca la guerra, nemmeno rimpiangesse Saddam Hussein.

Possiamo discutere in realtà all'infinito delle ragioni per le quali si mosse la guerra all'Iraq, ma sarà il popolo americano a valutare se il suo governo ha sbagliato valutazione. Noi apprezziamo che non ci sia più un dittatore che usava minacciare i paesi vicini e opprimere il suo stesso popolo, come è successo per decenni.

E siamo felici della caduta di Saddam Hussein anche per lo Stato israeliano, che ha oggi un nemico di meno da cui guardarsi fra tanti che gli si rivolgono contro. Ugo La Malfa ci ricordava che la libertà dell'occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme, e questa è rimasta la nostra opinione a proposito. Per questa ragione la presidenza e la segreteria del Pri parteciperanno giovedì alla manifestazione in difesa di Israele promossa dal "Foglio", ed è un bene che ad essa siano presenti esponenti del governo e dell'opposizione, da Fini a Fassino. Vorremmo però chiedere al ministro degli Esteri se sia opportuna la sua presenza fisica sotto l'ambasciata iraniana, avendo egli mezzi molto diversi per far sapere del dissenso e della riprovazione del nostro governo nei confronti delle parole del presidente iraniano Ahmadinejad.

Sinceramente lo invitiamo a declinare la presenza in piazza e ad attivare tutti i canali disponibili in suo potere a riguardo.

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tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
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