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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    I messaggi dei cartoni animati

    I messaggi dei cartoni animati

    Tra gli spettacoli più amati dai bambini ci sono sicuramente i cartoni animati. Oggi la televisione ne trasmette moltissimi, a qualunque ora della giornata. Nasce, perciò, per i genitori, la necessità di sapersi orientare nel mare sconfinato delle proposte delle varie emittenti, alle quali si aggiungono quelle del cinema, delle videocassette e dei DVD.

    I personaggi dei cartoni animati non sono semplicemente dei “pupazzetti” creati per strappare un sorriso. Dietro ogni loro sguardo si nasconde un’emozione, una storia, un messaggio ben preciso che raggiunge il cuore dei più piccini. Per questa ragione, oggi più che mai, é importante saper scegliere il programma giusto per i propri figli.
    Come fare? Un buon metodo consiste nell’imparare a riconoscere le varie “scuole” di animazione presenti sul mercato. Ognuna ha una sua impronta, uno stile facilmente individuabile. La più famosa é certamente la scuola di Walt Disney. Ovvero: Topolino, Pippo, Pluto e Paperino.

    Ma anche “Biancaneve”, “Cenerentola”, “Il libro della giungla”, “La carica dei 101” e tutti i più classici lungometraggi.
    Gli elementi educativi disneyani, per i bambini, sono l’idea della coralità, l’esaltazione dell’amicizia e la ricerca costante dell’altro. Cenerentola, ad esempio, non è mai sola. E’ sempre circondata da un gruppo di allegri topini ed uccellini, che la confortano nei momenti difficili.

    Nei film di Disney viene costantemente esaltata l’immagine di un umile vincitore, che raggiunge il successo grazie al contributo dei suoi compagni. Come Biancaneve, che può contare sull’affetto dei sette nani, o il giovane Mowgly del “Libro della Giungla”, che sconfigge una tigre ferocissima con l’aiuto di un orso, di una pantera e di quattro avvoltoi.
    L’esaltazione del gioco di squadra trova la sua massima espressione nel film “Gli Aristogatti”, dove un topolino investigatore collabora con un gruppo di simpatici micioni e riesce a far fallire il piano criminale del cattivo della storia.
    E’ necessaria, invece, una certa prudenza nei confronti dei cartoni animati Disney più recenti, che appaiono influenzati dal pensiero “New Age”. L’ultimo uscito, “Koda fratello orso”, propone una visione discutibile del rapporto tra l’uomo e la natura, che rischia di sconfinare nel paganesimo.
    Un’altra scuola americana molto importante é quella della Warner Bros. Riunisce Gatto Silvestro, Daffy, Bugs Bunny, Vilcoyote, Bip-Bip ed altri personaggi. Le storie, in questo caso, si basano spesso sul conflitto tra due personaggi, perennemente in gara tra di loro.

    Gatto Silvestro é costantemente impegnato nella cattura del canarino Titti o del velocissimo topo Speedy Gonzales. Mentre Vilcoyote non fa altro che inventare geniali marchingegni per tentare di bloccare la fuga dello struzzo Bip-Bip. Ci troviamo in una dimensione totalmente irreale e fortemente creativa, in cui la fantasia del bambino viene costantemente stimolata.
    Nei cartoni Warner sono i perdenti ad essere esaltati. Bip-Bip, Titti e Speedy Gonzales, che riescono sempre a salvarsi, non riscuotono grandi simpatie. I veri eroi sono Vilcoyote e Silvestro, che nonostante i disastrosi fallimenti non si perdono mai d’animo, neppure quando vengono fatti a pezzettini o cadono in un burrone. Un attimo dopo ricomincia la loro caccia al canarino, al topo o allo struzzo. Il messaggio per i bambini è chiaro: ciò che conta, nella vita, non è sempre vincere ma avere la costanza di lottare senza arrendersi mai.

    C’è, poi, la scuola americana di Hanna e Barbera, autori di Yoghi, Braccobaldo, Pixi e Dixi, gli Antenati, i Pronipoti e di tanti altri personaggi. Anche con loro l’elemento della fantasia é sempre molto presente, ma si unisce al tentativo di proporre storie ricche di contenuti e con un ritmo più lento e rilassante
    Non manca, poi, l’intelligente ironia sulla realtà della vita quotidiana, come nelle avventure degli “Antenati” e dei “Pronipoti”, che rappresentano la parodia dell’uomo di oggi, schiavo del consumismo e dei suoi falsi bisogni.
    La famiglia Flintstones utilizza gli stessi elettrodomestici dei nostri tempi, in versione “cavernicola”. Lo stesso accade, in chiave “futurista”, per la serie dei Pronipoti, in cui le case sono popolate di robot “domestici”, dall’aspetto quasi umano.
    Quella di Hanna e Barbera é l’animazione più consigliabile per un bambino. Unisce la fantasia e il buon gusto alla volontà di stimolare riflessioni e lanciare messaggi costruttivi.
    Molto belli sono anche i cartoni animati di origine belga. Fra questi il più noto é certamente quello dei Puffi, un popolo di folletti azzurri che risolve i problemi quotidiani con semplicità ed armonia.
    I messaggi lanciati dai Puffi, creati da Peyo, sono ottimi: un sincero amore per la natura (non viziato dal pensiero “New Age”) e l’invito a non lasciarsi mai scoraggiare dai problemi della vita.
    Ogni Puffo viene intelligentemente ritratto con il suo carattere e il suo stile di vita: dal Puffo con gli occhiali a quello dormiglione, dal Puffo inventore a quello poeta. Spicca la figura del Puffo brontolone, che si lamenta sempre e viene puntualmente ridicolizzato. E’ un modo per ricordare ai bambini che nella vita non bisogna mai drammatizzare o chiudersi nel proprio pessimismo. Con un po’ di buona volontà, ogni ostacolo può essere superato.


    Negli ultimi trent’anni, il mondo dei cartoni animati ha visto l’ingresso di un’altra grande scuola, che ha totalmente sconvolto i ritmi e gli stili di produzione di sempre: quella giapponese, che si propone con una carica emotiva potente.

    L’aspetto psicologico di ogni personaggio nipponico viene fortemente caratterizzato e messo a nudo. Non ci troviamo più di fronte al solito gatto che insegue il topo. I protagonisti delle storie sono ragazzi spesso soli, in perenne competizione, che non vogliono condividere le loro emozioni. Basta pensare ai giovani guidatori di robot, rinchiusi nelle loro carcasse meccaniche, o alle varie serie di cartoni ispirati a tristi storie di ragazzine senza famiglia, come “Candy Candy”. Questa tendenza all’individualismo e alla solitudine è l’opposto della gioiosa coralità dei tradizionali prodotti Disney.

    Dal punto di vista educativo, c’è un fattore importante da non trascurare. Tanti cartoni che vediamo in Italia sono stati creati in Giappone per un pubblico che ha una differente cultura del disegno animato. Si tratta di adolescenti o di adulti, che apprezzano questo tipo di spettacolo e lo seguono con passione.
    In Giappone esistono cartoni animati per i più piccini, ma anche per i più grandi. Perciò, bisogna fare attenzione a ciò che si propone ai propri figli. Molti prodotti nipponici importati nel nostro Paese, nonostante le apparenze, sono totalmente inadatti ai bambini. Prendiamo, ad esempio, la prima serie di “Lupin terzo”, che racconta le avventure del nipote del ladro gentiluomo Arsenio Lupin. Si tratta di un prodotto divertente, ma destinato ad un pubblico di ragazzi più maturi. In Italia, invece, questo cartone è stato “tagliato” in alcune scene e trasmesso durante il pomeriggio.

    Ovviamente, non tutti i personaggi nipponici rappresentano un rischio. I prodotti di buona qualità non mancano. Basta saperli individuare. Fra questi, il “Gatto con gli stivali”, protagonista di alcuni simpatici lungometraggi. I giapponesi hanno il merito d’aver completamente riscritto la famosa favola, proponendola in una nuova veste, in cui trionfano genialità ed una fantasia inesauribile.
    Ci sono, poi, i vari robot che lottano nello spazio. Non sempre si tratta di storie con messaggi negativi. Basta pensare, ad esempio, alla divertente serie dell’automa Daltanious o alle toccanti avventure dei Cyborg 009, androidi creati per compiere il male che si ribellano al loro destino e scelgono la strada dell’amore e della solidarietà.

    Particolarmente educative sono le avventure del pirata spaziale Capitan Harlock, in un pianeta Terra dove valori e sentimenti si sono persi in un una specie di limbo. Si tratta di un eroe che può insegnare molto ai bambini, in quanto combatte contro il pericolo del nichilismo. Affronta delle strane “donne vegetali”, che sono riuscite ad infiltrarsi nella società terrestre e a dominarla. Il messaggio positivo per i più piccoli é evidente:bisogna rifiutare la trappola di una vita insensibile, da vegetali, ritrovando i valori più autentici e una sana cultura dell’impegno e dello sforzo quotidiano.

    Carlo Climati

    Articolo pubblicato sul mensile “Noi Genitori e Figli”, allegato al quotidiano “Avvenire” ( 2004 )

    ***************************

    Vorrei aggiungere la mia esperienza di mamma che quanto a cartoni animati mi è toccato diventarne esperta mio malgrado
    Ho letto e meditato questo articolo e alla fine mi ci ritrovo pienamente.......Nei 7/10 perimi anni di vita dei miei figli, questi cartoni, praticamente....li abbiamo passati tutti.....come anche i Pokemon....Dragonboll.... e chi più ne ha più ne metta.......
    Una cosa ho notato ed è questa:
    sia io che un altro paio di amiche, mamme come me, abbiamo notato la fatica che abbiamo dovuto compiere per evitare un attaccamento a certi cartoni giapponesi.......abbiamo notato come
    quelli della Walt Disney. Ovvero: Topolino, Pippo, Pluto e Paperino. .. o i lungo metraggi portati poi nelle sale cinematografiche siano stati visti e subito passati, mentre abbiamo notato come i cartoni giapponesi si imprimono così forte che difficilmente vengono abbandonati dai figli....

    Ce lo siamo chiesti: come mai?
    Noi si.......e a forza di parlarne anche con i figli, abbiamo infine notato come attraverso il dialogo, le spiegazioni, gli approfondimenti ALLA FINE LI HANNO ABBANDONATI......ritornando alla lettura, per esempio....di giornaletti come topolino e paperino.....

    **********
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
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    Provo molta nostalgia per i cartoni della mia infanzia come HELLO SPANK!, MIMI E LA NAZIONALE DI PALLAVOLO, YATTAMAN, LADY OSCAR ecc...
    I cartoni di oggi sono spazzatura per la gran parte.

  3. #3
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    Predefinito Re: I messaggi dei cartoni animati

    Originally posted by Caterina63

    Ce lo siamo chiesti: come mai?
    Noi si.......
    E quale risposta vi siete dati?

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito Re: Re: I messaggi dei cartoni animati

    Originally posted by CTALIMC
    E quale risposta vi siete dati?
    Non ti farebbe piacere saperla

    o peggio...non ci credersti........sono comunque risposte soggettive perchè dipendono dalle esperienze che si vivono.....e si cerca sempre di inquadrarle in qualche dove non solo per identificare tali problemi con i figli...ma anche per trovare poi le soluzioni......

    Se prima non comprendi il problema alla radice difficile è risolvere ciò che per altri non è visto come un problema
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
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    Pokemon Beyblade ecc... sono spazzatura!
    Quant'erano belli i cartoni della mia infanzia, ho ancora i 45 giri delle sigle!!! Mi viene un coccolone!

  6. #6
    Lefevriano in attesa
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    a me piacciono sempre dei giappi:

    L'UOMO TIGRE
    ROCKY
    LUPIN III (ettepareva che in italia non lo tagliavano eh? ma che bigottoni......poi lasciano i film porno, ma tagliare Lupin III si...)
    LADY OSCAR
    RE ARTU

    invece di altri mi piacciono

    WILCOYOTE E BIP-BIP
    DISNEY
    BRACCIO DI FERRO (quelli vecchi però in b/n)
    †Extra Ecclesia nulla salus†

 

 

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