Dall'UNITA' del 1 novembre
L’Unità e le bombe di Begin
“Le dichiarazioni deliranti del presidente
iraniano Ahmadinejad richiedono un rinfresco
della memoria storica. Quando nel
1986, per ordine di Begin, l’aviazione israeliana
distrusse le centrali nucleari di Saddam,
in coro unanime il mondo criticò l’attacco
israeliano, un fatto che viene dimenticato
con estrema facilità negli ultimi anni,
quando si sono cercate le armi di distruzione
di massa. Nel lontano 1986 esistevano le
armi di distruzione di massa, Israele le ha
eliminate. (…) Le Nazioni Unite e il G7 hanno
dimostrato un atteggiamento molto indulgente
di fronte al rifiuto iraniano di mettere
fine al sogno nucleare. Gli iraniani, anche
quest’anno, hanno ripetuto che queste
centrali nucleari servono a scopi di pace,
ma l’odio verso lo spaventapasseri – lo Stato
sionista – ha fatto sì che Ahmadinejad in
questi giorni spiegasse al mondo a cosa gli
serve realmente la bomba. (…) Dobbiamo
dire le cose con chiarezza: il presidente iraniano
ha minacciato di commettere un genocidio
a un popolo che ha già subito, in occidente
e per responsabilità occidentale, un
genocidio. Quando si commemorano la liberazione
di Auschwitz o la Giornata della
memoria, si possono leggere alcuni articoli
che chiariscono, a chi aveva dubbi, che in
Europa e negli Stati Uniti si sapeva che nei
campi nazisti si produceva morte e non lavoro.
C’è chi sapeva e non ha bombardato le
ferrovie tedesche”.
Alon Altaras
(l’Unità, 1 novembre 2005)




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