L'altra faccia di Karl Marx (Prima parte)
Richard Wurmbrand ha conosciuto direttamente il volto del "vero" comunismo ed ha sofferto, per la sua fede cristiana, quattordici anni di carcere nella Romania, suo paese natio. Il testo contenuto in questo documento è una riduzione dei capitoli più importanti del libro "L'altra faccia di Carlo Marx", di R. Wurmbrand, edito da EUN (Copyright 1984, tutti i diritti riservati).
di R. Wurmbrand
" ... Poco dopo che Marx ebbe ricevuto il diploma, nella sua vita accadde qualche cosa: divenne profondamente, appassionatamente anti-religioso. Incominciò a emergere un nuovo Marx.
Egli scrive in un poema: « Desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù » 1. Così era convinto che lassù ci fosse Uno che regna. Era in lite con Lui. Ma quell'Uno lassù non gli aveva fatto nulla di male. Marx apparteneva a una famiglia relativamente benestante, non aveva sofferto la fame nella propria infanzia. Stava molto meglio di molti suoi compagni di scuola. Che cosa aveva prodotto questo terribile odio contro Dio?
A una età in cui ogni giovanotto normale ha sogni di far del bene agli altri e di preparare una bella carriera per se stesso, perché dovrebbe aver scritto questi versi nel suo poema Invocazione d'un disperato?
Su in alto costruirò il mio trono,
Fredda e tremenda sarà la sua vetta.
Terrore superstizioso ne sarà il baluardo,
Suo ministro, l'angoscia più nera.
Chi lo guarderà con occhio sano
Distoglierà pallido e muto come morto lo sguardo,
Afferrato da forza di morte cieca e tremante.
Possa la buona sorte scavargli la tomba 2.
Marx sognava di rovinare il mondo creato da Dio. In un altro poema diceva:
Potrò allora marciare in trionfo,
Come un dio, fra le rovine del loro regno.
Ogni mia parola è fuoco e azione
Il mio petto è uguale a quello del Creatore.
(Citato in « Deutsche Tagespost », Germania Occidentale, 31 dicembre 1982.)
Le parole « Su in alto costruirò il mio trono » e la confessione che da colui che siede su questo trono, emaneranno soltanto terrore e angoscia, ci rammentano l'orgogliosa vanteria di Lucifero: «Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio » (Isaia 14:13).
Ma perché Marx desidera questo trono? La risposta si trova in un dramma poco conosciuto che compose anche durante i suoi inni da studente. Si intitola Oulanem. Per spiegare questo titolo bisogna fare una digressione.
Esiste una "chiesa satanista". Uno dei suoi riti è la messa nera, che i satanisti recitano a mezzanotte. Nei candelieri sono poste candele nere rovesciate. Il "sacerdote" dice tutto ciò che è prescritto nel libro di preghiere, ma le legge dalla fine verso il principio; i nomi della divinità vengono letti pronunciandoli alla rovescia. Un crocifisso è fissato pure alla rovescia, oppure viene calpestato. Durante la messa nera viene bruciata una Bibbia. Tutti i presenti promettono di commettere ogni peccato, e di non fare mai nulla di buono. Segue un'orgia.
È caratteristico che Oulanem sia un'inversione del nome biblico per Gesù che in ebraico significa: « Dio con noi ». Simili inversioni di nomi sono caratteristici della magia nera; saremo capaci di capire il dramma Oulanem soltanto alla luce di una strana confessione che Marx fece in un poema chiamato Il giocatore 3, più tardi rappresentato da lui stesso e dai suoi seguaci:
Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello
Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore.
Vedi tu questa spada?
Me l'ha venduta il prìncipe delle tenebre.
Per me batte l'ore e dà i segni.
Sempre più audacemente suono la danza della morte.
Questi versi assumono uno speciale significato, quando apprendiamo che nei riti della più alta iniziazione nel culto satanista viene venduta al candidato una "spada incantata" che garantisce il successo. Egli la paga firmando un patto col sangue estratto dai suoi polsi, per cui la sua anima, dopo morte, apparterrà a Satana.
Cito ora dal dramma Oulanem:
Ed essi son anche Oulanem,
Oulanem, Il nome risuona ancora come la morte,
Risuona ancora sino a spegnersi miseramente. 4
Ho però nelle mie giovani braccia,
Di che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata)
Con la forza d'una tempesta,
Mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio.
Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo,
Sussurrandoti all'orecchio, « Discendi,
Vieni con me, amico! » 5
Marx desidera trascinare tutta l'umanità nell’abisso riservato per il Diavolo e i suoi angeli (si veda Apocalisse 20).
Chi parla attraverso Marx in questo dramma? È ragionevole attendersi che un giovane studente mantenga come sogno della sua vita la visione dell'umanità, mentre penetra nell'abisso delle "tenebre eterne", mentre egli stesso ride seguendo coloro che ha guidato verso l'incredulità? In nessun luogo al mondo questo ideale è coltivato, eccetto che nei riti iniziatici della chiesa satanista, ai suoi gradi più elevati.
Viene il momento della morte, per Oulanem. Le sue parole sono:
Rovina, rovina. Il mio tempo è trascorso.
L'orologio s'è fermato, la minuscola casa è crollata,
Presto stringerò al mio petto l'eternità
Presto ululerò colossali anatemi sull'umanità 6.
Erano piaciute a Marx le parole di Mefistofele nel Faust: « Tutto ciò che esiste, merita d'essere distrutto ». Tutto: compreso il proletariato e i compagni. Marx citava queste parole in « Il 18 Brumaio » 7. Stalin si è fondato su quelle, e ha distrutto la sua stessa famiglia.
La setta satanista non è materialista: crede nella vita eterna. Oulanem, la persona in nome della quale Marx parla, non contesta la vita eterna. Egli la afferma, però come una vita d'odio esaltato all'estremo. Merita osservare che eternità, per i demoni, significa «tormento».
È lo stesso per Marx:
Ah! L'eternità! È il nostro perpetuo dolore,
Un'indescrivibile, incommensurabile Morte 8.
Incominciamo a capire che cosa sia accaduto al giovane Marx. Era partito da convinzioni cristiane, ma non aveva condotto una vita ad esse adeguata. La sua corrispondenza col padre dà testimonianza del suo sperperare grandi somme di danaro in divertimenti e del suo continuo contestare l'autorità paterna circa questo ed altro. Allora verosimilmente può essere avvenuto il suo indottrinamento nella chiesa altamente segreta di Satana, e che sia stato iniziato ai suoi riti. Satana, che i suoi adoratori vedono nelle loro orge allucinanti, parla per loro bocca. Così Marx ne è soltanto il portavoce quando nel suo poema Invocazione d'un disperato pronuncia le parole: « Io desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù ». Ed ecco la fine di Oulanem:
Se vi è qualcosa che possa distruggere,
Vi piomberò dentro, anche se porterò il mondo
Nella rovina.
Il mondo che sorge fra me e l'abisso,
Lo farò a pezzi, con le mie
Durevoli maledizioni.
Stringerò fra le mie braccia la sua dura realtà,
Abbracciandomi, il mondo perirà in silenzio,
E sprofonderà nell'estremo nulla.
Perire, senza esistenza: questo sarebbe
Realmente vivere 9.
Marx è stato ispirato probabilmente dalle parole del marchese de Sade: « Aborro la natura... vorrei spaccare il suo pianeta, ostacolare il suo procedere, arrestare le orbite degli astri, rovesciare i globi che galleggiano nello spazio, distruggere ciò che serve la natura, proteggere ciò che le nuoce, in una parola desidero insultarla nelle mie opere... forse saremo capaci di attaccare il sole, privarne l'universo o adoperarlo per dar fuoco al mondo. Questi sarebbero veri delitti».
Perché de Sade e Marx volevano propagare cose tanto orribili? Il primo lo dice. Egli loda gli scrittori che hanno come unico scopo, quando stampano i loro spaventevoli sistemi, di estendere dopo la loro morte il numero dei loro delitti. Non possono più commetterli, ma i loro scritti maledetti fanno sì che gli uomini li compiano, e questa "dolce idea" li conforta sul letto di morte.
In Oulanem Marx segue l’obiettivo del Diavolo: consegnare alla dannazione l'intera razza umana. Oulanem è probabilmente l'unico dramma al mondo in cui tutti i personaggi sono consapevoli della loro corruzione, e la ostentano e la celebrano con convinzione. In questo dramma non c'è bianco e nero, non vi esistono Claudio e Ofelia, Jago e Desdemona. Qui tutti son neri e rivelano aspetti mefistofelici. Tutti sono satanici corrotti e dannati dal destino. ... "
http://rassegnastampa.totustuus.it/m...ticle&sid=1145
Il messaggio di Fatima e la richiesta della CONVERSIONE DELLA RUSSIA, E CIO' PRIMA CHE I BOLSCEVICHI INSTAURASSERO LA FEROCE DITTATURA SOVIETICA...
" ... Alla terza apparizione, 13 luglio, la Madonna comunicò il segreto; annunciata come sempre dalla forte luce, disse: "Avete visto dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione per il mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime saranno salvate e vi sarà Pace. La guerra sta per finire; ma se gli uomini non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che la prossima punizione del mondo è alle porte. Quello è il grande segno di Dio per indicare la fine del mondo a causa dei delitti dell'umanità, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa ed il Santo Padre. Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato ... "
L’ultima apparizione avvenne il 13 ottobre...
« La gente ci ammazzerà »
Mentre tutti i sacerdoti del Portogallo tacciono sull'argomento, quasi se ne disinteressino, la stampa anticlericale scatena l'ultima offensiva. A lettere cubitali si annuncia che Fatima è la burla più colossale del secolo, che il 13 ottobre a Fatima si seppellirà la Religione Cattolica sotto il ridicolo, che chi vuoi vedere qualche giochetto di prestigio vada alla Cova da Iria il 13 ottobre.
Intanto alla casa di Lucia e dei suoi due cugini continuano a giungere minacce da parte delle autorità. Si dice loro chiaramente che il 13 ottobre non torneranno facilmente vivi dalla Cova da Iria. Stiano in guardia.
All'alba del 12 ottobre, mamma Rosa sveglia la figlia e le dice:
— Lucia, è meglio che andiamo a confessarci. Dicono che dobbiamo morire alla Cova. Se la Signora non fa il miracolo, la gente ci ammazzerà. È meglio che ci confessiamo per prepararci a morire.
Lucia la guarda a lungo, con tristezza, poi risponde:
— Se vuoi che ci confessiamo, ti accompagno. Ma non per quello che dici tu. Non ho paura che ci ammazzino.
Sono certa che la Signora farà domani ciò che ha promesso.
La pioggia su Fatima
Sabato 13 ottobre 1917
Piove da alcune ore. Piove sugli alberi che tremano, sui sentieri, sui mulini a vento, sui pellegrini che camminano ; a gruppi per le strade fangose. Piove sulla Cova da Iria che non ha ripari, e dove una folla incredibile si accalca dalla sera del 12.
Eppure nessuno si ferma, nessuno torna indietro. Il cielo è buio e chiuso, ma la fede è tanta, e si continua a marciare sulle strade ridotte a pozzanghere.
Quando i tre pastorelli si affacciano alla Cova da Iria rimangono per un attimo col fiato sospeso. Settantamila persone sono lì. Un professore dell'Università di Coimbra, Almeida Garret, sostiene che quel giorno, nella Cova, i presenti sono almeno 100 mila. Non c'è modo di passare, di andare avanti. Ma i genitori e le persone che li accompagnano aprono un varco. Ora sono ai piedi dell'elce. Si recita il rosario.
Quand'è terminato, un sacerdote ch'è lì accanto e che recita tranquillo il suo Breviario estrae l'orologio e domanda a Lucia:
— A che ora verrà la Signora?
— A mezzogiorno.
— È già mezzogiorno — replica il sacerdote.
— La Madonna non dice bugie.
Ecco, mezzogiorno è passato. Tutto è finito.
Lucia risponde:
— Chi vuole andar via, vada. Io resto. La Signora mi ha detto che sarebbe venuta —.
Così dicendo si volge verso oriente, e subito grida a Giacinta:
— Inginocchiati. Viene la Madonna. Ho visto il lampo!
La Madonna ora è lì, sull'elce per l'ultima volta. Attorno la folla è in un silenzio impressionante. Tutti vedono una nube quasi d'incenso che avvolge i tré fanciulli e s'innalza di cinque o sei metri.
« Guardate il sole! »
La Madonna parla per l'ultima volta:
« Io sono la Madonna del Rosario. Voglio che si costruisca qui una cappella in mio onore. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni... La guerra sta per finire, e i soldati torneranno presto alle loro case... È necessario che i peccatori si emendino, che chiedano perdono dei loro peccati... ».
Poi la Madonna apre le braccia e s'innalza. Lucia tende le mani e grida:
— Se ne va! Se ne va! Guardate il sole!
« In quell'attimo, — racconta un testimone — la pioggia cessò, le nubi si squarciarono e il sole apparve agli occhi della folla. Assomigliava a una grande luna d'argento. Incominciò a girare vorticosamente come una ruota infuocata mandando raggi multicolori che tingevano di colori diversi il cielo, gli alberi, la montagna e la stessa moltitudine. Poi, a un tratto, sembrò staccarsi dal firmamento come se, scendendo a zig-zag, stesse per precipitare sulla terra. Dalla folla si levò un grido ».
Racconta il padre di Giacinta nel suo povero linguaggio:
« A un certo punto il sole cominciò a ballare e saltare. Si fermò e un'altra volta cominciò a ballare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile! ».
E Maria Carreira, presente al fatto, continua:
« Non so che cosa sia successo. Il sole si è messo ad andare per conto suo e cominciava a scendere roteando. Assumeva colorazioni diverse: giallo, azzurro, bianco e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco? che venisse a cadere sul popolo. Tutti gridavano: " Gesù, qui moriamo. Gesù, qui moriamo tutti! ". Infine il sole si fermò ».
Il fenomeno fu anche visto da lontano. Racconta padre Ignazio Lorenzo Pereira:
« A quel tempo avevo nove anni. Ricordo come se fosse oggi. È mezzogiorno del 13 ottobre. Io abito in un villaggio a 10 chilometri da Fatima. Siamo allarmati, a mezzogiorno, dalle grida e dagli schiamazzi di uomini e donne che passano per la strada, impauriti. " II sole! Il sole! ". Fisso il sole e mi sembra pallido, senza il solito abbagliante fulgore. Pare un globo abbagliante di neve, roteante sopra se stesso, poi, ad un tratto, piomba giù a zig-zag, minacciando di cadere. Accanto a me un incredulo di professione è stupefatto. Alza le mani al cielo e, senza badare al fango della strada, si lascia cadere in ginocchio gridando: " Nostra Signora! Nostra Signora! ". Nel frattempo la gente continua a piangere i propri peccati. Da tutte le parti, ci avviarne verso le due cappelle del villaggio, che, in pochi istanti, si riempiono. Ci guardiamo, e a vicenda ci vediamo azzurro l'uno, giallo l'altro, rosso un terzo. Dopo dieci minuti il sole torna al suo posto, allo stesso modo come era disceso».
Il prodigio era durato dieci minuti. Al rialzarsi da terra tutti si accorsero d'avere gli abiti perfettamente asciutti, dopo tutta la pioggia presa alla Cova, dove nessun ombrello era aperto.
http://www.carismaticifrancescani.org/4.htm
http://users.ev1.net/~seektress/fatima1.htm
http://www.livingmiracles.net/Fatima.html
Fatima, 13/10/1917 before "Miracle of the Sun"
The heat from the sun event dried the clothes of the witnesses.
... Oct. 13, 1917, they and 70,000 onlookers beheld a series of solar transformations known as the "Miracle of the Sun" in which the sun seemed to dance in the sky ...
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