Il ministro degli Esteri in una conferenza stampa seguita al colloquio
con Sharon ha sottolineato l'importanza del ritiro da Gaza
Fini in Israele: "L'Italia e l'Ue
impegnate nel processo di pace"
Condannate ancora una volta le dichiarazioni del presidente iraniano:
"Auspichiamo che il dossier Iran arrivi al Consiglio di Sicurezza dell'Onu"
Il ministro degli Esteri Fini ha incontrato il primo ministro israeliano Sharon a Gerusalemme
GERUSALEMME - Il premier israeliano Ariel Sharon, ha detto il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, in visita a Gerusalemme, è "fermamente determinato nel procedere in quello che ha definito il doveroso cammino della pace, al quale si deve unire l'aspetto incontestabile del dovere dell'Anp di garantire un'effettiva sicurezza, considerata condizione essenziale".
In una conferenza stampa tenuta al termine di un lungo colloquio con il primo ministro israeliano, Fini ha elogiato l'operato di Sharon, ribadendo che "ha compiuto un atto di responsabilità, coraggio e determinazione con il ritiro da Gaza e di questo la comunità internazionale tutta deve essergli grata".
Il vicepremier italiano ha riferito di aver ribadito da parte sua la volontà dell'Italia e dell'Ue di mettere in atto tutte le "iniziative possibili per favorire il dialogo tra le uniche due attuali leadership, quella israeliana e quella palestinese, in grado di portare a termine il processo di pace".
In questo senso, "Sharon è favorevole a un impegno diretto dell'Ue come terza forza per il controllo del valico di Rafah". Sulla questione, ha detto il ministro degli Esteri italiano, si riunirà nel pomeriggio il gabinetto di governo israeliano.
Quanto ai rapporti con i palestinesi, Fini ha affermato che la convinzione di Sharon è che Abu Mazen "deve fare ancora di più per contrastare la violenza e battere il terrorismo". Il premier israeliano ha inoltre ribadito a Fini la sua contrarietà alla partecipazione di Hamas alle elezioni palestinesi, "essendo convinto che prima dovrebbe disarmare le milizie". Fini ha infatti rilevato che Hamas, nel suo statuto, "ha ancora come obiettivo l'abbattimento dello Stato di Israele".
Il capo della diplomazia italiana ha anche sottolineato come l'Iran sia stato il primo argomento toccato nel colloquio con Sharon, al quale ha espresso "la piena solidarietà del governo e del popolo italiano per le agghiaccianti parole del presidente iraniano. Gli ho significato - ha proseguito Fini - il forte consenso di cui Sharon gode presso l'opinione pubblica italiana". A suo parere, nei confronti dell'Iran "alzare la guardia è doveroso, tanto più dopo quanto è stato detto e confermato dal presidente Ahmadinejad".
"Auspichiamo che la decisione dell'Aiea (che si riunirà a novembre, ndr) - ha poi aggiunto Fini, in una successiva conferenza stampa congiunta con il suo omologo israeliano Silvan Shalom - sia quella di sottoporre al consiglio di sicurezza dell'Onu il dossier sull'Iran, anche dopo le dichiarazioni del presidente iraniano contro Israele".
Fini ha anche fatto riferimento, parlando con i giornalisti italiani, alla fiaccolata di solidarietà promossa dal Foglio per il 3 novembre, e alle polemiche sulla partecipazione sollevate da un intervento del portavoce della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici. Il ministro degli Esteri, che ha confermato la sua partecipazione alla manifestazione, ha ribadito che non ritiene si debba
"polemizzare con chi in Italia ha deciso di non partecipare".
(1 novembre 2005)




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