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    Predefinito Sionisti,feccia di destra e di sinistra,democratici e radicazzi contro l'Iran

    Il presidente della Repubblica islamica dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad, ha dichiarato che Israele "deve essere cancellato dalla carta geografica". Protestiamo con fermezza in difesa del diritto di Israele ad esistere, e rimuoviamo una fiaccolata davanti all'ambasciata iranian di Roma, giovedì 3 novembre, alle ore 21. Anti Defamation League Italia, Giano Accame (giornalista), Elena Aga-Rossi (storica), Magdi Allam (giornalista), Enrico Alleva (biologo), Luigi Amicone (direttore Tempi), Achille Ardigò (sociologo), Federigo Argentieri (storico), Mario Baccini (ministro Funzione Pubblica), Emma Bonino (europarlamentare), Gianni Baget Bozzo (politologo), Michele Battini (storico), Pierluigi Battista (giornalista), Piero Benedetti (biologo), Rita Bernardini (tesoriera Radicali), Paola Binetti (presidente Scienza e Vita), Massimo Boffa (giornalista), Riccardo Bonacina (giornalista), Max Boot (Council on Foreign Relations), Enrico Boselli (presidente Sdi), Renato Brunetta (europarlamentare FI), Massimo Cacciari (filosofo), Pietro Calabrese (direttore Panorama), Giuseppe Caldarola (deputato Ds), Luciano Canfora (storico), Daniele Capezzone (segr. Radicali), Marco Cappato, (segr. Assoc. Luca Coscioni), Lorenzo
    Cesa (segr. Udc), Giancarlo Cesana (responsabile Cl), Khalid Chaouki (giornalista), Daniel Cohn-Bendit (europarlamentare), Piero Craveri (storico), Thomas Cushman (direttore Journal of Human Rights), Marina D'Amelia (storica), Vittorio Dan Segre (presidente Istituto Studi mediterranei), Franco Debenedetti (senatore Ds), Umberto De Giovannangeli (giornalista), Biagio de Giovanni (storico), Sergio D'Elia (Nessuno Tocchi Caino), Benedetto Della Vedova (presidente Riformatori liberali), Roberto de Mattei (storico), Alessandra Di Pietro (giornalista), Antonio Di Pietro (presidente Italia dei Valori) (segue dalla prima) Riccardo Di Segni (rabbino capo di Roma), Olivier Dupuis (segr. Radicali transanzionali), Renato Farina (giornalista), Vittorio Feltri (direttore Libero), Giuliano Ferrara (direttore Foglio), Emanuele Fiano (capogruppo Ds Milano), Gianfranco Fini (ministro degli Esteri), Renzo Foa (giornalista), Vittorio Foa (scrittore), Franco Frattini (vicepresidente Commissione europea), David Frum (American Enterprise Institute), Ernesto Galli della Loggia (storico), Maurizio Gasparri (deputato An), Oscar Giannino (giornalista), Franco Giordano (capogruppo Rifondazione Camera), Carlo Giovanardi (ministro per i Rapporti con il Parlamento), André Glucksmann (filosofo), Aldo Grasso (critico televisivo), Massimo Introvigne (Cesnur), Giorgio Israel (docente universitario), Raffaele La Capria (scrittore), Michael Ledeen (American Enterprise Institute), Gad Lerner (giornalista), Giacoma Limentani (scrittrice), Sergio Luzzatto (storico), Miriam Mafai (giornalista), Luigi Manconi (sociologo), Alfredo Mantovano (sottosegretario ministero degli Interni), Clemente Mastella (segretario Udeur), Nicola Matteucci (storico), Davi Meghnagi (docente universitario), Giovanna Melandri (deputato Ds), Enrico Mentana (giornalista), Clemente Mimun (direttore Tg1), Marco Minniti (deputato Ds), Andrea Monda (giornalista), Giorgio Montefoschi (scrittore), Giampiero Mughini (giornalista), Giovanni Orsina (storico), Riccardo Pacifici (portavoce Comunità ebraica Roma), Mark Palmer (ex ambasciatore americano), Angelo Panebianco (politologo), Marco Pannella (leader radicale), Giampaolo Pansa (giornalista), Vittorio Emanuele Parsi (docente universitario) , Leone Paserman (presidente Comunità ebraica Roma), Francesco Perfetti (storico), Daniel Pipes (direttore Middle East Forum), Lapo Pistelli (europarlamentare Margherita), Norman Podhoretz (saggista), Vittorio Possenti (filosofo), Elisabetta Rasy (scrittrice), Giovanni Reale (filosofo), Tullio Regge (fisico), Yasha Reibman
    (portavoce Comunità ebraica Milano), Mario Andrea Rigoni (scrittore), Carlo Ripa di Meana, Ludovica Ripa di Meana (scrittrice), Claudio Risé (psicoanalista), Eugenia Roccella (saggista), Carlo Rossella (direttore Tg5), Sergio Rovasio (dir. gen. Partito radicale), Michael Rubin (direttore
    Middle East Quarterly), Gian Enrico Rusconi (storico), Francesco Rutelli (leader Margherita), Lucetta Scaraffia (storica), Antonio Sciortino (direttore Famiglia Cristiana), Marina Sereni (deputato Ds), Vittorio Sermonti (scrittore), Adriano Sofri (giornalista), Marta Sordi (storica), Sergio
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    Fondazione per la Sussidiarietà), Luca Volonté (capogruppo Udc Camera), Elisabetta Zamparutti (tesoriera Nessuno Tocchi Caino), Viktor Zaslavsky (storico), Stefano Zecchi (assessore alla Cultura Comune di Milano), Giuliano
    Zincone (giornalista), Nicola Zingaretti (capogruppo Ds Parlamento europeo)

    Leggete i nomi,notate le diverse aree politiche(dai radipedo a rifondaZIONe comunisionista passando per i ds)
    Ovviamente non mancano i merdosi di an,compresi i "sociali"

  2. #2
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    Predefinito Pedo-sionisti

    Vediamo però le parole che Danny Cohn-Bendit (il pedofilo in questione) scriveva negli anni '70. Pubblicate in un libro da lui firmato, a ricordo della sua esperienza di maestro: "...Il mio costante flirt con tutti i bambini assunse presto connotazioni erotiche. Potevo veramente sentire come all'età di 5 anni le piccole avevano già imparato a corteggiarmi. La maggior parte delle volte mi sentivo senza difese. Mi accadde diverse volte che i bambini mi aprissero la patta dei pantaloni e cominciassero ad accarezzarmi (...) Ma quando continuavano e insistevano io cominciavo ad accarezzarli".

    Tratto da

    http://iloveamerica.splinder.com/archive/2005-01

  3. #3
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    Talking Un destino comune per pedofili e sionisti


  4. #4
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito dedicato a chi crede che la rivoluzione passi dal parlamento

    le adesioni a questa manifestazione, dovrebbero dimostrare una volta per tutte, a coloro che si illudono di potere cambiare almeno minimamente la società, votando determinati partiti, magari sedicenti "estremisti" o addirittura "rivoluzionari" , che in realtà chiunque vinca le elezioni, continueranno ad essere attuate le stesse scelte politiche, già decise in precedenza, mentre i voti ai partiti "rivoluzionari" serviranno solo per leggittimare queste scelte.
    Questo è un pezzo di un vecchio documento astenzionsionista anarchico redatto dal comidad di Napoli nel 1992, consistente nella risposta alle obbiezioni più comuni contro l'astensionismo, penso che descriva bene il ruolo di specchietto per le allodole, svolto dai partiti "rivoluzionari"


    --------------------------------------------------------------------------------
    --------------------------------------------------------------------------------
    tratto dal documento "la lepre nichilista"
    http://italy.indymedia.org/news/2005/04/770550.php

    8) "La partecipazione alle elezioni non preclude la possibilità di una azione rivoluzionaria.

    La preclude, eccome! Infatti votando si accetta preventivamente di sottomettersi al volere della maggioranza in caso di propria sconfitta elettorale, e quindi si accetta anche la corresponsabilità con il Potere fondato su quella maggioranza. Cercare di conquistare a propria volta la maggioranza significa inoltre essere costretti ad andare incontro alle sue abitudini mentali e quindi rinunciare al proprio programma rivoluzionario.
    Il fatto poi di andare a votare con la "riserva mentale" di non sottomettersi al volere dei più, costituisce soltanto una illusione di furbizia, in quanto fornisce agli avversari un altro argomento polemico, e cioè il poterti rinfacciare continuamente la tua doppiezza, cioè il tuo non essere un "sincero democratico".
    Nelle rare eventualità in cui i rivoluzionari riescono a conquistare la maggioranza, allora questa doppiezza diventa un ottimo pretesto fornito ai conservatori per invalidare il risultato delle elezioni con un colpo di Stato. In conclusione: la legge del numero è intrinsecamente conservatrice, nei rari casi in cui essa sembra dare ragione ai rivoluzionari e va a toccare gli interessi costituiti, allora essa viene messa a tacere dalla "legge del più forte"; e l'ironia sta nel fatto che questi cosiddetti "forti" non lo sono per virtù naturale, ma lo sono diventati grazie alle posizioni acquisite tramite l'uso che hanno saputo fare della legge del numero.


    Ai rivoluzionari da parlamento si adatta quindi perfettamente l'appellativo di "zimbello", per il quale il dizionario della lingua italiana Devoto Oli fornisce i seguenti significati: "Uccello vivo da richiamo usato nell'uccellagione con le tese, che legato ad un piolo viene fatto svolazzare in modo da attirare negli appostamenti gli uccelli di passo. Figurativamente: ogni accorgimento usato per attirare altri nella sfera dei propri interessi.
    Più comunemente: Persona che è fatta oggetto di considerazioni ironiche e spesso bersaglio di scherzi più o meno crudeli".
    Infatti la borghesia usa i rivoluzionari da parlamento sia "per attirare altri nella sfera dei propri interessi", sia per farli "oggetto di considerazioni ironiche e di scherzi più o meno crudeli".

  5. #5
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    Predefinito

    Visto l'elenco è difficile darvi torto

  6. #6
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    In origine postato da pietro
    Visto l'elenco è difficile darvi torto
    Più che difficile..impossibile.
    Come dice spartaco la rivoluzione non passerà MAI dal parlamento,se anche un giorno saltasse fuori una scheggia impazzita non ci si penserà 2 volte a ucciderla(vedi uomini dello stato uccisi dallo stato stesso come Borsellino,Dalla Chiesa,Falcone,Mattei,Moro) o a fare direttamente un golpe.
    Facendo uno schema

    Sistema>destra>sinistra>fintealirivoluzionarie

    i minchioni che invitano a turarsi il naso,a votare il meno peggio(ma che cazzo vuol dire?),a supportare il partito X o Y,sono al 99% agenti del sistema,figli di dirigenti o di capoccia dei partiti sudetti(oltre che di puttana,ma quello e' sottointeso).

    Ognuno faccia come crede,io invito alle prossime elezioni di usare il certificazzo elettorale per raccogliere la merda del cane e tenere pulito il marciapiedi...

  7. #7
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    ROMA - Il Sindaco di Roma Walter Veltroni parteciperà alla manifestazione, in programma giovedì sera, davanti all'ambasciata iraniana per "protestare contro le gravissime dichiarazioni del presidente Ahmadinejad su Israele". Lo rende noto l'Ufficio stampa capitolino. In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana Veltroni aveva, fra l'altro detto, che le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad sono "un insulto intollerabile non solo per lo Stato ebraico ma per tutta la comunità internazionale. Chiunque, in qualunque parte del mondo, creda nei valori della civiltà, della convivenza e della pace, non può non sentirsi offeso e preoccupato".

    Il deputato dell'Udc Marco Follini dichiara, in un'intervista all'Agr-Agenzia giornalistica di Rcs media group, che aderirà alla fiaccolata davanti all'ambasciata iraniana a Roma e definisce le parole del presidente dell'Iran contro Israele "abominevoli". "Alla fiaccolata ci sarò - dichiara Follini - come tutti i moderati non sono abbonato alle manifestazioni, ma in questo caso trovo l'appuntamento di Ferrara giusto e persino doveroso. Nelle piazze e soprattutto nei palazzi di Teheran si sono sentite parole abominevoli. Sono quelle parole che fanno rullare tamburi di guerra". "Tutti quelli che hanno a cuore i valori della pace, della convivenza e della sicurezza - conclude - non possono di certo fare finta di nulla".

    URSO, A MANIFESTAZIONE SPERIAMO ADESIONI 'BIPARTISAN'
    "Ancora una volta dobbiamo manifestare pubblicamente dalla parte dello Stato d'Israele sperando che questo appello venga raccolto anche da quella sinistra illuminata a cui sta a cuore anche la storia del popolo palestinese". Lo afferma il vice ministro alle Attività Produttive Adolfo Urso, che aderisce all'appello lanciato da Giuliano Ferrara sulla manifestazione a favore dello Stato d'Israele. "Le dichiarazioni del presidente iraniano Ahmadinejad - osserva Urso - sono inaccettabili, sono sicuro che la manifestazione avrà successo e speriamo in adesioni bipartisan".

    MERCOLEDI' A ROMA SIT-IN DEI VERDI DAVANTI AMBASCIATA
    I Verdi hanno organizzato, per mercoledì 2 novembre alle ore 17, un sit-davanti all'ambasciata dell'Iran "per protestare contro le dichiarazioni irresponsabili della autorità iraniana che minaccia l'esistenza dello Stato di Israele". Lo rende noto un comunicato congiunto dei coordinatori dei Verdi Paolo Cento e Angelo Bonelli. Al sit-in è stata annunciata anche la presenza del presidente dei Verdi Alfonso Pecoraio Scanio. Il diritto ad esistere dello stato di Israele - si legge nella nota - è per i Verdi un diritto inalienabile e irrinunciabile che non può essere in alcun modo messo in discussione o minacciato. La nostra sarà una manifestazione che vuole anche sostenere l'opposizione democratica all'attuale regime in Iran, come unica garanzia per una politica diplomatica che eviti qualsiasi tentazione di guerra". "E' indispensabile - hanno concluso Bonelli e Cento - nel momento in cui si manifesta per il diritto alla sicurezza di Israele, affermare la necessità di una piena applicazione delle risoluzioni Onu che riconoscono lo stato della Palestina e i diritti del popolo palestinese come parte integrante di una politica di dialogo e di pace contro ogni estremismo e fondamentalismo".

    L'IRAN RILANCIA LE ACCUSE A ISRAELE E AMMONISCE I PAESI ARABI
    TEHERAN - Dopo avere auspicato nei giorni scorsi la cancellazione di Israele dalla carta geografica del mondo, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha lanciato un monito ai Paesi arabi moderati che potrebbero riconoscere lo Stato ebraico e allacciare relazioni diplomatiche dopo il ritiro israeliano da Gaza: ''Sarebbe un crimine imperdonabile'', ha affermato, e i governi che facessero un simile passo ''si troverebbero a fronteggiare la comunita' dell'Islam (Umma)''.

    Ma voci di dissenso verso il presidente si sono levate da qualche parlamentare e, soprattutto, dal suo predecessore, il riformista Mohammad Khatami, secondo il quale e' opportuno non pronunciare parole che possano creare alla Repubblica islamica ''problemi economici e politici con il mondo''.

    Ahmadinejad ha nuovamente affrontato l'argomento parlando ad un migliaio di studenti Basiji, i miliziani volontari islamici, e lo ha fatto sfoggiando sopra la consueta giacca bianca, che ormai si identifica con la sua immagine, una 'kefiah' palestinese simbolo dell'Intifada, che la Repubblica islamica ha sempre sostenuto. Cosi' come si e' sempre schierata contro qualsiasi compromesso tra Palestinesi e Paesi arabi con Israele, a partire dagli accordi di Camp David del 1978 tra l'Egitto e lo Stato ebraico.

    Venendo al processo di pace attualmente in corso, Teheran sostiene che il ritiro di Israele da Gaza e' solo un ''complotto'' per indurre i governi arabi moderati a riconoscerlo. ''Nel mondo islamico - ha affermato il presidente iraniano - nessuno ha il diritto di riconoscere questo falso regime''. Cioe', appunto, Israele.

    Quanto alle sue affermazioni di mercoledi' scorso su Israele, che hanno suscitato un'ondata di proteste in Paesi occidentali e non, Ahmadinejad ha sottolineato nuovamente di non aver detto nulla di nuovo rispetto a quanto affermato in passato dall' ayatollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica, e dall' attuale Guida suprema del Paese, l'ayatollah Ali Khamenei.

    ''La posizione dell'Iran sul regime sionista illegittimo e' stata chiara fin dalla vittoria della rivoluzione (nel 1979, ndr), e abbiamo sempre detto che non avremmo riconosciuto questo regime'', ha ribadito anche il portavoce del ministero degli Esteri, Hamid Reza Asefi, secondo il quale le reazioni dell' Occidente sono state una manovra per cercare di indurre Teheran a rinunciare al suo ''programma nucleare pacifico''.

    ''Ora che le nostre ragioni sono state provate - ha sottolineato ancora il portavoce del ministero degli Esteri - cercano di coinvolgerci, rabbiosamente, in un altro confronto per farci ignorare i nostri diritti legittimi''. Cioe' quelli di sviluppare appunto un programma nucleare, completo di ciclo per l'arricchimento dell'uranio.

    Proprio oggi Ahmadinejad ha affermato che il suo Paese non prevede di tornare a fermare un impianto per la conversione dell'uranio situato a Isfahan, dove l'attivita' e' ripresa in agosto. Conseguentemente sono state interrotte le trattative in corso da quasi due anni tra la Repubblica islamica con Francia, Germania e Gran Bretagna, e in settembre il Consiglio dei Governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha approvato una risoluzione che apre la strada ad un eventuale trasferimento del caso al Consiglio di Sicurezza dell' Onu per possibili sanzioni.

    Mohammad Khatami, citato dall'agenzia degli studenti Isna, ha affermato che la Repubblica islamica non ha come scopo quello di ''trasformare il mondo intero e favorire l'instaurazione di governi che ci convengono''. ''Non dobbiamo pronunciare - ha aggiunto l'ex presidente - parole che ci creino problemi economici e politici con il mondo''.

    ''Se Ahmadinejad avesse tenuto in considerazione l'atmosfera delicata di questi giorni nel mondo, le sue parole avrebbero avuto minori conseguenze'', ha detto da parte sua il deputato Heshmatollah Falahat Pisheh, della Commissione sicurezza nazionale e affari esteri. E il suo collega parlamentare Omidvar Rezai Mirqaed ha osservato che ''quando si parla di certi argomenti, bisogna avere una conoscenza sufficiente delle leggi internazionali''.
    <p><center>Europa Dei Popoli!
    http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>

  8. #8
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    Piu' le adesioni contro l'Iran aumentano, piu' vomitevoli sono i personaggi e le organizzazioni che si schierano dalla parte dello stato sionista. E piu' chiaro e lampante appare da che parte stia la ragione, e da quale parte stia il torto.
    <p><center>Europa Dei Popoli!
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  9. #9
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    In origine postato da Padanik
    Piu' le adesioni contro l'Iran aumentano, piu' vomitevoli sono i personaggi e le organizzazioni che si schierano dalla parte dello stato sionista. E piu' chiaro e lampante appare da che parte stia la ragione, e da quale parte stia il torto.
    L'unica nota positiva e che la sinistra ha mostrato il putrido volto sionista,la destra lo aveva già fatto.

  10. #10
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    31/10/2005 13:07
    Politica
    IRAN, FIACCOLATA CHIESTA DIRETTA RAI
    Un appello affinchè la Tv pubblica segua con una diretta, la fiaccolata che si terrà la sera del 3 novembre, sotto l'ambasciata iraniana a Roma,è stato fatto da Gasparri( An),Tajani(Fi) e dal diessino Giulietti. Alla fiaccolata indetta da "Il Foglio" hanno dato la loro adesione anche il neo-segretario Udc,Cesa;il leader dell' Italia dei Valori,Di Pietro;il Sindaco di Roma, Veltroni;il Presidente della Provincia di Roma,Gasbarra;il presidente delle Acli,Bobba.Confermata la partecipazione del segretario Ds,Fassino.

    dal Televideo Rai

 

 
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