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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito Festa di tutti i Santi e... ONORARE i Defunti


    Amici......vi ho segnalato che qui hanno creato un bellissimo collegamento agli approfondimenti della nostra Fede, specialmente oggi e domani per la Festa di tutti i Santi:
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=72136

    e per Onorare i Defunti:
    http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=72363

    Non perdiamo l'occasione in questi giorni, di ritornare alla sorgente delle nostre radici Cristiane......

    Le Preghiere, comunemente parlando, vengono chiamate con il termine di RECITA.......che vuol dire si "dire qualcosa che si è imparato a memoria", ma vuol dire anche "narrare, raccontare citare -con sentimento -"

    La Preghiera è dunque quel "qualcosa" che apprendiamo nel momento in cui riusciamo ad entrare nella "logica di Dio", anche involontariamente, anche senza saperlo.....

    Queta premessa per dire che domani ricordiamo sia la Festa di Tutti i Santi, sia i Defunti, e il mio pensiero vola ai MORIBONDI......a quanti stanno per lasciare questo mondo prorpio in questo momento che scrivo e che voi leggete...in tutto il mondo....Molti di loro staranno Imprecando, perchè disperati, abbandonati a sè stessi, senza alcun conforto; altri staranno pregando magari senza volerlo, con la personale sofferenza e non hanno la forza di pregare.....altri ancora saranno in queste ore abbandonati a se stessi, soli, emarginati, magari in qualche modo "schifati"......allora, facciamo NOI CON loro e PER loro...questa sublime COMUNIONE DEI SANTI ANCHE A VANTAGGIO DEI DEFUNTI E DI QUANTI IN QUESTE ORE STANNO LASCIANDO QUESTO MONDO.....accompagnamoli con le Preghiere, dedichiamo per noi in loro la Santa Eucarestia...

    Il Vangelo ci viene incontro, USIAMOLO......

    Preghiamo allora lentamente, a voce sommessa, con il cuore, con sentimento, intercalando pause di silenzio; ripetiamo più volte la stessa frase se necessario.....pensiamo con tutto il cuore e con quanta carità possiamo a queste persone....

    - Chi ci separerà dall'amore di Cristo? (Rm.8,35)
    - Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore (Rm.14,8)
    - Riceveremo una dimora eterna nei cieli (2Cor.5,1)
    - Saremo sempre con il Signore (1Tes.4,17)
    - Vedremo Dio, così come Egli è (1Gv.3,2)
    - Siamo passati dalla morte alla vita, perchè amiamo i fratelli (1Gv.3,14)
    - A te Signore, innalzo l'anima mia (Sal.24,1)
    - Il Signore è la mia luce e la mia salvezza (Sal.26,1)
    - Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi (Sal.26,13)
    - L'anima mia ha sete del Dio vivente (Sal.41,3)
    - Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perchè tu sei con me (Sal.22,4)
    - Venite benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi (Mt.25,34)
    - In verità ti dico, oggi sarai con me in Paradiso (Lc.23,43)
    - Nella Casa del Padre mio vi sono molti posti (Gv.14,2)
    - Io vado a prepararvi un posto, e vi prenderò con me (Gv.14,2)
    - Voglio che siano con me dove sono io (Gv.17,24)
    - Chiunque crede nel Figlio ha la vita eterna (Gv.6,40)
    - Mi affido alle tue mani, Signore (Sal.30)
    - Signore Gesù, accogli il mio spirito (At.7,59)
    - L'anima mia esulta in Dio mio Salvatore (Lc.1,47)
    - Non avranno più ne fame nè sete; non li colpirà più il sole nè il calore alcuno, poichè l'Agnello che sta in mezzo al trono, li pascerà e li condurrà alle sorgenti d'acqua viva; e Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi (Ap.7,16-17)
    - Quando ti coricherai non avrai paura. Ti coricherai e sarà saporito il tuo sonno. Non temere il terrore improvviso nè la tempesta degli empi quando s'avvicina; perchè il Signore sarà il tuo baluardo, proteggerà dal laccio il tuo piede (Prov.3,24-26)
    - Dall'abisso a te grido, o Signore: Signore ascolta la mia voce; siano attente le tue orecchie alla voce della mia Preghiera. (Sal.130)
    - L'anima attende il Signore più che le sentinelle l'aurora (Sal.130)

    - Madre del Signore Gesù, non dimenticarti che ti siamo stati affidati quali figli redenti dal Sangue prezioso del Tuo Figlio, ottienici da Lui la salute dell'anima e di godere il premio promesso.

    Parti, anima amata da Gesù, da questo mondo: nel nome del Padre che ti ha creato/a;
    e del Figlio che per te è morto sulla Croce;
    e dello Spirito Santo che ti è stato dato in dono per sempre.
    Per l'onore della Santa Trinità la tua dimora sia da oggi la Pace della Santa Gerusalemme Celste nella Comunione dei Santi che ti hanno preceduto/a, insieme alla Vergine Maria, Madre di Dio Incarnato, di S.Giuseppe il suo Sposo e con tutti gli Angeli.

    Fratello carissimo (o sorella) ti affido alla misericordia di Dio Onnipotente:
    ti lascio a Lui perchè tu possa far ritorno al Tuo Creatore.
    Lasciando questa vita, possa venirti incontro la Vergine Maria con gli angeli e il Santo di cui porti il nome, e di quanti hai amato in questa vita e che già godono il premio promesso.
    Venga a liberarti Gesù Cristo, nostro Signore, che per te e per noi ha dato la sua vita;
    venga a liberarti Gesù Cristo, nostro Signore, che dalla Croce ha voluto attrarci tutti a Sè;
    venga a liberarti Gesù Cristo nostro Signore, che ha sconfitto la morte e ci libera da ogni paura;
    Ti accolga Gesù Cristo, Egli che è il nostro Signore, ricco di Grazia e di misericordia e che ha promesso il Paradiso al buon Ladrone.
    Per i meriti del Sacrificio Eucaristico, ti accolga Gesù Cristo e ti riconosca tra le pecore del Suo Gregge; ti accolga per mezzo delle Preghiere della santa Chiesa che incessantemente invoca la misericordia di Dio per tutti i moribondi.
    Gioioso ti appaia il volto di Gesù Cristo, perchè tu possa contemplarlo per tutti i secoli in eterno.
    Amen.

    Venite tutti, Santi e Sante di Dio, provvedi o Vergine Madre con le tue cure materne,
    accorrete, angeli del Signore, abbiate cura di quest'anima perchè trovi misericordia nel Cuore di Dio.
    Accogliete la sua anima e presentatela al Trono dell'Altissimo.
    Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi che ti raccomandiamo quest'anima, ottenga la tua clemenza, il perdono e la pace, ad onore della Comunione dei Santi, a gloria di Dio Padre.
    Amen


    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
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    Molto bello il tuo intervento.
    Condivido anch'io quanto da te scritto e ti ringrazio per le cose belle che hai segnalato. Sono nuovo in Politica e mi sto muovendo e guardando intorno. Spero di poter iniziare anche io a poter dire la mia.

    Pregate per me.

    Cicos da Roma

  3. #3
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    benvenuto nel forum!

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by Cicos
    Molto bello il tuo intervento.
    Condivido anch'io quanto da te scritto e ti ringrazio per le cose belle che hai segnalato. Sono nuovo in Politica e mi sto muovendo e guardando intorno. Spero di poter iniziare anche io a poter dire la mia.

    Pregate per me.

    Cicos da Roma
    Grazie a te cicos......è questa una Preghiera che facevamo spesso in una Parrocchia dove prima abitavo a Trieste

    Oggi ho preso l'abitudine di pregare similmente ogni giorno per i Defunti e i moribondi....

    Certamente troviamoci insieme nella Preghiera reciproca....

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    LA MEMORIA


    Nella Comunione dei Santi.......

    Maurice Tornay un martire del '900



    Il Tibet non è solo una terra ai nostri occhi lontana e affascinante, per cultura e bellezze naturali. È stata anche terra di martiri. Era l'11 agosto 1949 quando sul colle di Choula, a 4 mila metri di quota, vennero uccisi padre Maurice Tornay e il suo domestico, Doci. Un delitto istigato da alcuni lama - le guide religiose del buddismo tibetano - che non tolleravano la presenza cristiana. Tornay, nato in Svizzera nel 1910, professo dell'Ordine dei Canonici Regolari di Sant'Agostino della Congregazione dei Santi Nicola e Bernardo «Montis Iovis», fu ordinato sacerdote ad Hanoi, in Vietnam, dove per sette anni diresse il seminario di Houa-Lo-Pa. In prossimità della Pasqua del 1945 fu nominato parroco di Yerkalo, solitario avamposto missionario in Tibet, dove giunse in anni di violenta persecuzione anticristiana. E dove trovò la morte. Oggi è sepolto a Yerkalo. Papa Wojtyla lo ha beatificato il 16 maggio 1993.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  6. #6
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    Grazie a tutti voi per il vostro benvenuto!!
    A presto, comunque compatibilmente con gli impegni cercherò di seguire ogni cosa.

    Dio vi benedica!

    Cicos

  7. #7
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    Non dimentichiamo le Anime del Purgatorio esse sono SANTE in attesa di completare quella purificazione poichè, dice la Scrittura, "nulla di ciò che è impuro può entrare nel Regno dei Cieli" e tale purificazione avviene "in Cristo, con Cristo e per Cristo" attraverso la Preghiera e l'Eucarestia.......

    Estratti dall'Epistolario di san Padre Pio:


    Il purgatorio per San Pio da Pietrelcina

    SACERDOTE DEI DUE MONDI


    Molti Santi ebbero grande devozione per le Anime del Purgatorio. In questa devozione si distinse anche Padre Pio da Pietrelcina: egli ha sempre avuto una grande devozione per loro.
    Le Anime ebbero sempre un posto di privilegio nella sua vita spirituale. Egli si ricordava costante mente di loro, non solo nelle sue preghiere quotidiane, ma, soprattutto, nel Santo Sacrificio della Messa.

    Un giorno, conversando con alcuni frati che lo interrogavano, proprio sull’importanza di pregare per queste anime, il Padre disse: “Su questa montagna (cioè a San Giovanni Rotondo) salgono più anime purganti che uomini e donne ancora viventi ad assistere alle mie Messe e a cercare le mie preghiere”
    Se si pensa che, in cinquantadue anni di vita in questo convento, è stato visitato da milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, l’af fermazione di Padre Pio ci stupisce.
    Egli rimase a San Giovanni Rotondo per tutto quel tempo e l’affermazione ci indica chiaramente quanti furono i suoi contatti con le anime del Purgatorio. Se superavano di gran lunga quelli che venivano da ogni parte del mondo, evidentemente quelle anime conoscevano bene il suo cuore ardente di carità.
    Egli scriveva in una lettera: “Se so, poi, che una persona è afflitta sia nell ‘anima che nel corpo, che non farei presso il Signore per vederla libera dai suoi mali? Volentieri mi addosserei, pur di vederla andare salva, tutte le sue afflizioni, ceden do in suo favore i frutti ditali sofferenze, se il Signore me lo permettesse “.


    AMORE PER I SOFFERENTI

    Il grande amore che il Padre ebbe per il prossimo, talvolta lo fece ammalare fisicamente. Egli desiderava e spasimava per la salvezza e la felicità dei fratelli a tal punto da dover ammettere: “Sono vertiginosamente trasportato a vivere per i fratelli e per conseguenza ad inebriarmi e satollarmi di quei dolori che pur vado irresistibilmente lamentando “.

    In una lettera del 20.1. 1921, a proposito del suo amore e del suo interesse per i fratelli, così scrive: “Per i fratelli, poi, ahimè, quante volte per non dire sempre.... mi tocca dire a Dio Giudice con Mosè. ‘O perdona questo popolo o cancellami dal libro della Vita’.”.
    Nella stessa lettera precedentemente aveva descritto così il suo stato d’animo, la tensione del l’amore che travolge il suo essere: “Il tutto si compendia in questo: sono divorato, dall ‘amore di Dio dall ‘amore del prossìmo “. Poi commisera se stesso con una sublime espressione, che illumina il suo intimo, divorato dall’amore: “Che brutta cosa vivere di cuore! “. Quindi spiega la sua situazione: “Bisogna morire in tutti i momenti di una morte che non fa morire: vivere morendo e morendo vivere “. Questo intenso e bruciante amore non era per i soli fratelli di questo mondo, ma anche per quelli passati nell’altra vita e sempre membri della stessa famiglia di Dio.
    Sulla base dell’espressione che abbiamo citato poc’anzi: “Salgono su questa montagna per partecipare alle mie Messe e cercare le mie preghiere più anime del Purgatorio di quelle dei vivi,” possiamo dire che egli pregava e soffriva continua mente per i vivi e per i morti.
    Spesso questo suo dono di stare tra due mondi era anche di gran conforto per quelli che gli vivevano a fianco, specialmente per coloro che avevano da poco sofferto il lutto di aver perduto una persona cara.

    I frati che vivevano con Padre Pio assistevano di frequente a fenomeni straordinari. Ad esempio, una sera, raccontano, si era in piena seconda guerra mondiale, dopo il pasto serale e il convento era ormai chiuso. I frati sentirono alcune voci prove nienti dall’ingresso, che distintamente gridavano:
    “Viva Padre Pio!”

    Il Superiore di quel tempo, Padre Raffaele da S. Elia a Pianisi, chiamò il frate addetto alla portineria, a quel tempo Fra Gerardo da Deliceto, e lo incaricò dì scendere, per rendersi conto di ciò che stava succedendo intorno alla porta di ingresso e quindi di pregare le persone che erano riuscite ad entrare nel convento, di andare via, data l’ora tarda. Fra Gerardo obbedì. Quando, però raggiunse il corridoio d’ingresso, trovò tutto in ordine, tutto buio, la porta di ingresso ben chiusa con le due barre di metallo ancora esistenti, che bloccavano la porta. Fece, quindi, una breve ispezione nei locali adiacenti e riferì al Superiore il risultato dell’ispezione.
    Le voci erano state udite distintamente da tutti e il Superiore rimaneva perplesso, anche perché a quel tempo si parlava di spostare Padre Pio a qual che altro convento e la popolazione di San Giovanni Rotondo era in allarme, per impedire questo tra sferimento.

    Il mattino dopo avvicinò Padre Pio, con il quale aveva molta confidenza e gli riferì ciò che era successo la sera precedente, chiedendogli se anche lui avesse sentito quelle parole, quasi urlate, come per farsi sentire da tutti ad ogni costo. Padre Pio, senza dare molta importanza alla cosa, con molta calma, come se si trattasse della cosa più comune e ordinaria di questo mondo, tranquillizzò il Superiore, spiegandogli che le voci che avevano gridato “Viva Padre Pio” appartenevano a dei sol dati defunti, venuti a ringraziarlo per le sue preghiere.
    Quando aveva notizia di qualche persona cono scente defunta, Padre Pio celebrava sempre una Santa Messa in suffragio.

    LA MESSA DI PADRE PIO

    Chi assisteva alla Messa del Padre, ricorderà sempre il tempo che egli riservava al “memento” dei morti.
    La parola “memento” significa “ricordati “, come se la Chiesa ammonisca il Sacerdote a tenere presente nel Sacrificio della Messa i defunti, a ricordarsi di essi, proprio nel rito più solenne della Chiesa, quando si rinnova il sacrificio del Signore per la salvezza delle anime.
    Padre Pio si fermava in questo ricordo per circa un quarto d’ora, come nota anche Padre Agostino, che fu pure suo confessore.
    Chi ricordava Padre Pio ogni giorno? Certa mente l’anima per la quale la Messa veniva celebrata. Infatti, secondo un’antica usanza, come abbiamo detto sopra, i fedeli generalmente fanno celebrare Messe per ì propri defunti. Il Sacerdote presenta al Signore l’intenzione del richiedente e poi anche le altre anime che a lui stanno a cuore. Padre Pio faceva questo e poi si intratteneva con il Signore anche su altre anime.


    SOFFERENZA DELLE ANIME PURGANTI

    Padre Pio, uomo di grande preghiera e di continua sofferenza, per il dono delle stigmate, aveva certamente anche il dono di penetrare a fondo il mistero della sofferenza delle anime del Purgatorio. Si rendeva conto dell’intensità di quelle sofferenze.
    Un giorno un suo confratello, cappuccino non sacerdote della provincia religiosa di Foggia, Fra Modestino da Pietrelcina, chiese al Padre: “Padre che cosa ne pensate delle fiamme del Purgatorio?”. Ed egli di rimando: “Se il Signore dovesse permettere all ‘anima di passare da quel fuoco a quello più bruciante di questa terra, sarebbe come passare dall ‘acqua bollente all ‘acqua fresca “.

    Il Purgatorio era qualcosa che Padre Pio conosceva bene e quando parlava delle anime sofferenti non parlava per sentito dire o perché l’avesse letto nei libri, ma faceva riferimento alla sua personale esperienza.
    Assieme a questa conoscenza aveva anche quella di conoscere esattamente le pene.
    Un giorno Fra Giuseppe Longo da San Giovanni Rotondo, fratello non sacerdote, andò da Padre Pio per chiedere le sue preghiere per una giovane ammalata immobile su una sedia, che non riusciva a camminare. La famiglia della ragazza aveva insistito con lui per avere questa cortesia.

    Fra Giuseppe si inginocchiò, come faceva sempre, ma distrattamente poggiò le ginocchia proprio sui piedi piagati di Padre Pio, che per il dolore emise quasi un grido. Poi, eliminato l’inconveniente, con affetto disse al fratello, molto mortificato: “E come se mi avessi fatto fare dieci anni di Purgatorio!”
    Qualche giorno dopo Fra Giuseppe andò a fare visita alla famiglia della ragazza per rassicurarla che aveva portato a compimento il mandato ricevuto presso Padre Pio e che egli avrebbe pregato. Seppe, così che la ragazza aveva incominciato a camminare lo stesso giorno in cui si era inginocchiato sui piedi di Padre Pio!

    Una volta gli fu chiesto: “Padre, come posso soffrire il Purgatorio qui sulla terra, in modo da poter poi andare direttamente in Paradiso?”.
    Il Padre rispose: “Accettando tutto dalle mani di Dio, offrendoGli tutto con amore e rin graziamenti. Solo così possiamo passare dal letto di morte al Paradiso”


    SOFFERENZE DI PADRE PIO

    Un’altra volta gli fu anche chiesto: “Padre, lei soffre anche le pene dell’inferno?”. Ed egli rispose: “Sì, naturalmente “. E ancora: “E anche le pene del Purgatorio?”. Rispose: “Credimi, anche quelle. Certo, le anime del Purgatorio, non soffrono più di me. Sono sicuro di non sbagliarmi “.
    Consideriamo quello che scrive Padre Pio in una lettera al suo confessore Padre Agostino da San Marco in Lamis, quando parla della sua anima immersa “nell ‘alta notte dello spirito “, ma carica d’amore per il suo Dio che non si fa trovare:
    “Allorché sono in questa notte, io non saprei dirvi se mi trovo nell ‘inferno o nel Purgatorio. Gli intervalli nei quali sento un pò di luce nel mio spirito sono assai fugaci e, mentre mi domando allora conto del mio essere, mi sento in un baleno cadere in questo carcere tenebroso, istantaneamente perdo la memoria di tutti quei favori dei quali il Signore fu sì largo con l ‘anima mia “.

    TESTIMONIANZA DI UN PROFESSORE

    Racconta un professore, che durante la guerra era sfollato a San Giovanni Rotondo, che una sera del ‘43 si trovava solo con Padre Pio, che si recava in coro nell’antica chiesetta. Erano momenti di comunione e di comunicazione spirituali.
    “Il padre ammaestrava nel modo più dolce, umile e penetrante; nelle sue parole io sentivo nel modo più persuasivo lo Spirito di Gesù.
    Ci sedemmo su di una di quelle vecchie logore panche, nel punto in cui il lungo corridoio faceva angolo con l’altro lato, che portava al coro.
    Quella sera trattò di due punti importanti della vita interiore: l’uno riguardava me, l’altro faceva riferimento alle anime del Purgatorio.
    Ho potuto constatare, attraverso meditate deduzioni, che egli aveva una conoscenza chiara delle anime e dello stato di purgazione dopo la morte, nonché della durata delle pene che la divina Bontà assegna a ciascuno e stabilisce per sanzione delle offese arrecate, fino allo stato di purificazione totale, per attirare quelle anime nel cerchio del fuoco del Divino Amore, nella beatitudine senza fine”.

    Il professore, dopo avere parlato del primo punto, del suo stato d’animo, del cammino, della perfezione cristiana e della libertà dell’uomo, passando al secondo punto disse: “Un giorno io gli raccomandai l’anima di uno scrittore che io avevo preferito nelle mie letture giovanili. Non aggiunsi altro. Non feci il nome dello scrittore. Il Padre intese perfettamente a chi alludevo. Si fece rosso in viso, come se ne provasse cruccio, pietà, dolore per quell’anima alla quale non erano mancati aiuti spirituali e preghiere. Poi disse: ‘Ha amato troppo le creature!’ E chiedendogli io, più con lo sguardo che con le parole, quanto tempo quell’anima sarebbe rimasta in Purgatorio, rispose: ‘Almeno cento anni’.

    A proposito, quella sera del lontano 1943, Padre Pio mi disse: ‘Bisogna pregare per le anime del Purgatorio. Non è credibile quanto esse possono fare per il nostro bene spirituale, per via della gratitudine che dimostrano a coloro che le ricor dano in terra e pregano per loro’.
    Più tardi, alcuni anni dopo, il Padre mi espresse su questo punto, a proposito di Genoveffa, in modo più completo il suo pensiero (Genoveffa di Troia, nata a Lucera il 2 1.12.1887 e morta a Foggia 1’ 11.12.49, era una laica della fraternità francescana di Foggia, che ha fatto della sofferenza il suo mezzo di apostolato. Sin dalla tenera età è vissuta malata, con un corpo tutto piagato, a letto per ben cinquantotto anni. Di Genoveffa è a buon punto al causa di beatificazione). Padre Pio mi disse: ‘E più gradita a Dio, tocca più addentro il cuore di Dio, la preghiera di chi soffre e di chi soffrendo, chiede grazie a Dio per il bene del prossimo. La preghiera delle anime purganti è molto più efficace agli occhi di Dio, perché sono in uno stato di sofferenza, sofferenza di amore verso Dio, al Quale aspirano, e verso il prossimo, per il quale pregano’.

    Un altro episodio che rammento in modo preciso mi fa meditare sull’efficacia della preghiera. Premetto che più di una volta ho sentito il Padre esprimersi nel senso che il destino di un’anima dipende, se non proprio completamente in gran parte, dalle disposizioni di spirito degli ultimi istanti di vita, da quegli estremi balenii di fede e di pentimento che possono salvare un’anima in grave pericolo di morte spirituale.
    Qui ne parlo in senso positivo, cioè nell’esito della salvezza. Così diceva Padre Pio ‘Tu ti meraviglierai, diceva Padre Pio, nel tro vare in Paradiso anime che non ti saresti mai atteso di vedere lì’. Questo mi disse un pomeriggio dopo il 1950, non so precisare l’anno.
    Alcuni anni dopo invece, io, con una certa angoscia, avendo saputo della morte di una perso na notoriamente atea, almeno a parole, ne racco mandavo l’anima alle preghiere di Padre Pio, che mi rispose: ‘Ma se è già morta!..
    Io colsi il significato delle parole del Padre, non nel senso che l’anima era perduta e neppure nel senso che ogni preghiera fosse ormai vana; al contrario, io volevo intendere che la sua preghiera poteva rimettere quell’anima nella condizione di purificarsi e salvarsi “post mortem”, e dissi: ‘Ma Padre, per Iddio non esiste un prima e un poi, Iddio è eterno presente. La vostra preghiera può entrare nell’ordine delle condizioni richieste da Dio per ché un’ anima non si perda’.
    Questo era il succo di ciò che io dissi se non pro prio con le stesse parole. Il Padre arrossì molto con un sorriso meraviglioso e cambiò discorso”.

    ***********************
    Fraternamente Caterina
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  8. #8
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    DAL DIARIO DI SUOR FAUSTINA KOWALSKA DELLA DIVINA MISERICORDIA


    1.VIII.1925

    Poco tempo dopo mi ammalai. La cara Madre Superiora mi mandò, assieme ad altre due suore, a passare le vacanze a Skolimòw, un po' fuori Varsavia. In quel tempo domandai al Signore Gesù: « Per chi ancora devo pregare? ». Gesù mi rispose che la notte seguente m'avrebbe fatto conoscere per chi dovevo pregare. Vidi l'Angelo Custode, che mi ordinò di seguirlo. In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l'ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria « Stella del Mare ». Ella reca loro refrigerio. Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno d'uscire. Ed uscimmo dalla porta di quella prigione di dolore. Udii nel mio intimo una voce che disse: « La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia ». Da allora sono in rapporti più stretti con le anime sofferenti del purgatorio.



    29.IV.1926

    Una volta venni citata al giudizio di Dio. Stetti davanti al Signore faccia a faccia. Gesù era tale e quale è durante la Passione. Dopo un momento scomparvero le 7 Piaghe e ne rimasero solo cinque: alle mani, ai piedi ed al costato. Vidi immediatamente tutto lo stato della mia anima, cosi come la vede Iddio. Vidi chiaramente tutto quello che a Dio non piace. Non sapevo che bisogna rendere conto al Signore anche di ombre tanto piccole. Che momento! Chi potrà descriverlo? Trovassi di fronte altre volte Santo! Gesù mi domandò: «Chi sei? ». Risposi: « Io sono una tua serva, Signore ». « Devi scontare un giorno di fuoco nel purgatorio ». Avrei voluto gettarmi immediatamente fra le fiamme del purgatorio, ma Gesù mi trattenne e disse: « Che cosa preferisci: soffrire adesso per un giorno oppure per un breve tempo sulla terra? ». Risposi: « Gesù, voglio soffrire in purgatorio e voglio soffrire sulla terra sia pure i più grandi tormenti fino alla fine del mondo ». Gesù disse: « E sufficiente una cosa sola. Scenderai in terra e soffrirai molto, ma non per molto tempo ed eseguirai la Mia volontà ed i Miei desideri ed un Mio servo fedele ti aiuterà ad eseguirla. Ora posa il capo sul Mio petto, sul Mio Cuore ed attingivi forza e vigore per tutte le sofferenze, dato che altrove non troverai sollievo, né aiuto, né conforto. Sappi che avrai molto, molto da soffrire, ma questo non ti spaventi. Io sono con te ». Poco dopo mi ammalai. I disturbi fisici furono una scuola di pazienza per me. Solo Gesù sa quanti sforzi di volontà dovetti fare per adempiere i miei doveri. Gesù quando intende purificare un'anima, usa gli strumenti che vuole. La mia anima si sente completamente abbandonata dalle creature. Talvolta l'intenzione più retta viene interpretata male dalle suore. Questa è una sofferenza molto dolorosa, ma il Signore la permette e bisogna accettarla, perché questo ci fa assomigliare maggiormente a Gesù. Una cosa non sono riuscita a comprendere per molto tempo, cioè che Gesù mi ordinava di dire tutto ai superiori, mentre i superiori non credevano alle mie parole e mi commiseravano come fossi stata una povera illusa o una vittima della mia fantasticheria. Per questo motivo, temendo di essere un'illusa, decisi di evitare interiormente Dio, dato che avevo paura delle illusioni. Ma la grazia di Dio m'inseguiva ad ogni passo e quando meno me l'aspettavo, Iddio mi rivolgeva la parola.



    1933

    Una volta di notte venne a trovarmi una delle nostre suore, che era morta due mesi prima. Era una suora del primo coro. La vidi in uno stato spaventoso: tutta avvolta dalle fiamme, con la faccia dolorosamente stravolta. L'apparizione durò un breve momento e scomparve. I brividi trapassarono la mia anima, ma pur non sapendo dove soffrisse, se in purgatorio o all'inferno, raddoppiai in ogni caso le mie preghiere per lei. La notte seguente venne di nuovo ed era in uno stato ancora più spaventoso, tra fiamme più fitte, sul suo volto era evidente la disperazione. Rimasi molto sorpresa di vederla in condizioni più orribili, dopo le preghiere che avevo offerto per lei e le chiesi: « Non ti hanno giovato per nulla le mie preghiere? ». Mi rispose che le mie preghiere non le erano servite a nulla e che niente poteva aiutarla. Domandai: « E le preghiere fatte per te da tutta la Congregazione, anche quelle non ti hanno giovato niente? ». Mi rispose: « Niente. Quelle preghiere sono andate a profitto di altre anime ». E io le dissi: «Se le mie preghiere non le giovano per niente, la prego di non venire da me ». E scomparve immediatamente. Io però non cessai di pregare. Dopo un certo tempo venne di nuovo da me di notte, ma in uno stato diverso. Non era tra le fiamme come prima ed il suo volto era raggiante, gli occhi brillavano di gioia e mi disse che avevo il vero amore per il prossimo, che molte altre anime avevano avuto giovamento dalle mie preghiere e mi esortò a non cessare di pregare per le anime sofferenti nel purgatorio e mi disse che essa non sarebbe rimasta a lungo in purgatorio. I giudizi di Dio sono veramente misteriosi!

    21.III.35

    Appena mi misi a letto, mi addormentai subito, ma verso le undici satana diede uno scossone al mio letto. Mi svegliai immediatamente e cominciai tranquillamente a pregare il mio Angelo Custode. All'improvviso vidi le anime che stanno espiando in purgatorio. Il loro aspetto era come un'ombra e fra loro vidi molti demoni. Uno cercò di infastidirmi, gettandosi sul mio letto e sui miei piedi sotto forma di gatto ed era molto pesante, direi alcuni pud. Continuai per tutto il tempo a recitare il rosario. Sul fare del mattino quelle figure se ne andarono e potei prendere sonno. La mattina, quando arrivai in cappella, sentii nell'anima questa voce: «Sei unita a Me e non aver paura di nulla. Ma sappi questo, figlia Mia, che satana ti odia. Benché odi ogni anima, egli arde di un odio particolare contro di te, perché hai sottratto molte anime al suo dominio».

    1.III.1936

    Maria è la mia Maestra, che m'insegna sempre come vivere per Iddio. O Maria, il mio spirito s'illumina nella Tua mitezza e umiltà. Una volta che entrai in cappella per cinque minuti di adorazione e pregai per una certa persona, compresi che non sempre Dio accerta le nostre preghiere per quelle anime per le quali noi preghiamo, ma le destina per altre anime e non portiamo loro sollievo nelle pene che soffrono nel fuoco del purgatorio. La nostra preghiera però non va perduta. il rapporto confidenziale dell'anima con Dio. Iddio si avvicina all'anima in una maniera particolare, nota solo a Dio e all'anima. Nessuno si accorge di questa unione misteriosa; in questa unione primeggia l'amore e solo l'amore fa tutto. Gesù si dà all'anima in un modo soave, dolce, e nel Suo profondo c'è la quiete. Gesù le concede molte grazie e la rende capace di condividere i suoi pensieri eterni e talvolta rivela all'anima i suoi divini intendimenti.

    9.VII.1937.

    Questa sera è venuta da me una delle suore defunte: mi ha chiesto un giorno di digiuno e di offrire per lei in quel giorno tutte le pratiche di pietà. Le ho risposto che ero d'accordo. Il giorno dopo fin dal mattino ho espresso l'intenzione di offrire tutto a favore di quella suora. Durante la santa Messa per un momento ho vissuto il suo tormento, ho provato nell’anima una fame così grande di Dio che mi sembrava di morire per il desiderio di unirmi a Lui. La cosa è durata un breve momento, ma ho capito che cos'è la nostalgia delle anime del purgatorio. Subito dopo la santa Messa ho chiesto alla Madre Superiora il permesso per il digiuno, ma non l'ho ottenuto perché sono ammalata. Quando sono entrata in cappella, ho sentito queste parole: «Se lei, sorella, avesse digiunato, avrei ottenuto il sollievo soltanto questa sera, ma per l'obbedienza, che le ha proibito di digiunare, ho ottenuto il sollievo immediatamente. L'obbedienza ha un grande potere». Dopo tali parole udii: « Dio gliene renda merito ».

    15.VIII.1937.

    Durante la meditazione la presenza di Dio è penetrata vivamente in me ed ho conosciuto la gioia della SS.ma Vergine al momento della Sua Assunzione in cielo... Durante la cerimonia che si è svolta in onore della Madre di Dio, verso la fine della stessa, ho visto la Vergine SS.ma, che mi ha detto: «Oh, quanto Mi è gradito l'omaggio del Vostro amore!». E in quello stesso momento ha coperto col Suo manto tutte le suore della nostra Congregazione. Con la mano destra ha stretto a Sé la Madre Generale Michaela e con la sinistra me, e tutte le suore erano ai Suoi piedi coperte dal Suo manto. Poi la Madre di Dio ha detto: «Ognuna di voi che persevererà nello zelo fino alla morte nella Mia Congregazione, eviterà il fuoco del purgatorio, e desidero che ciascuna si distingua per queste virtù: umiltà e mitezza, purezza e amor di Dio e del prossimo, compassione e Misericordia». Dopo queste parole è scomparsa tutta la Congregazione, sono rimasta sola con la Madonna, la quale mi ha istruita circa la volontà di Dio, come applicarla nella vita, sottomettendomi totalmente ai Suoi santissimi decreti. È impossibile piacere a Dio non facendo la Sua santa volontà. «Figlia Mia, ti raccomando Vivamente di compiere fedelmente tutti i desideri di Dio, poiché questa è la cosa cara ai Suoi occhi. Desidero ardentemente che tu ti distingua in questo, cioè in questa fedeltà, nell'adempiere la volontà di Dio. La volontà di Dio anteponila a tutti i sacrifici ed olocausti». Mentre la Madre Celeste parlava con me, è entrata nella mia anima una profonda comprensione della volontà di Dio. O mio Gesù, delizia del mio cuore, quando la mia anima è imbevuta della Tua divinità, accetto con identico equilibrio la dolcezza e l'amarezza. L'una e l'altra cosa passeranno, una sola cosa conserverò nell'anima, l'amor di Dio; questo m'impegno a conquistarlo, per tutto il resto mi preoccupo relativamente.

    10.XI.1937

    Quando venne a mancare Suor Domenica, la notte verso l'una venne da me e mi fece capire che era morta. Pregai fervorosamente per lei. La mattina le suore mi dissero che era morta, risposi che lo sapevo poiché era venuta da me. La suora infermiera mi pregò di dare una mano a vestirla. Mentre rimasi con lei, il Signore mi fece conoscere che soffriva ancora in purgatorio. Raddoppiai le mie preghiere per lei, ma nonostante il fervore col quale prego sempre per le suore defunte, mi sbagliai nei giorni e, invece di offrire tre giorni di preghiere come prescrive la regola, io per errore ne offrii due. Il quarto giorno mi fece conoscere che le dovevo ancora delle preghiere e che ne aveva bisogno. Formulai immediatamente l’intenzione di offrire un giorno intero per lei, e non solo quel giorno, ma di più, secondo quanto mi suggeriva l'amore del prossimo. Dato che Suor Domenica, dopo morta, appariva molto bella e non dava l'impressione del cadavere, alcune suore espressero il dubbio che fosse in letargo ed una suora mi disse di andare con lei a metterle uno specchietto davanti alla bocca per vedere se si appannava, poiché se era viva, si sarebbe appannato. Fui d'accordo e facemmo come avevamo detto, ma lo specchietto non si appannò, anche se a noi sembrava che si fosse realmente appannato. Il Signore però mi fece conoscere quanto ciò Gli fosse dispiaciuto, e venni ammonita severamente a non agire mai contro la convinzione interiore. Mi umiliai profondamente davanti al Signore e Gli domandai perdono.

    1.II.1938.

    Quando entrai per un momento in cappella, il Signore mi fece conoscere che fra le anime che sceglie ne ha alcune elette in modo particolare, che chiama ad una santità superiore, ad un'unione eccezionale con Sé. Sono anime serafiche, dalle quali Iddio esige che Lo amino più delle altre anime, benché vivano tutte nello stesso convento; talvolta però questo amore più intenso lo esige da una sola anima. Quest'anima comprende la chiamata, poiché Iddio gliela fa conoscere interiormente, però può seguirla e può anche non seguirla. Dipende dall'anima rispondere alla chiamata dello Spirito Santo oppare opporsi allo stesso Spirito Santo. Ho saputo che c'è un luogo in purgatorio, dove le anime espiano di fronte a Dio per colpe di questo genere. Questa fra le varie pene è la più dura. L'anima segnata in modo particolare da Dio si distinguerà ovunque, in paradiso, in purgatorio e all'inferno. In paradiso si distingue dalle altre anime per una gloria maggiore, per lo splendore e per una più profonda conoscenza di Dio. In purgatorio per una sofferenza più acuta, poiché conosce più a fondo e desidera più violentemente Iddio. All'inferno soffrirà più delle altre anime perché conosce meglio Colui che ha perduto. Il sigillo dell'amore esclusivo di Dio che è in lei non si cancella. O Gesù, mantienimi nel Tuo santo timore, in modo che non sprechi le grazie. Aiutami ad essere fedele alle ispirazioni dello Spirito Santo, permetti che mi si spezzi il cuore per amore verso di Te, piuttosto che tralasci un solo atto di quest'amore.

    26.V.1938.

    Una notte venne da me l'anima di una certa signorina e mi fece sentire la sua presenza, facendomi sapere che aveva bisogno delle mie preghiere. Pregai per un po', ma il suo spirito non si allontanò da me. Ed allora dissi dentro di me: «Se sei uno spirìto buono, lasciami in pace, e le indulgenze di domani saranno per te». Ed in quel momento quello spirito abbandonò la mia stanza. Conobbi che era in purgatorio. Oggi più che qualsiasi altra volta ho sperimentato sul mio corpo la Passione del Signore. Ho sentito che era per un peccatore agonizzante. Oggi il Signore mi ha istruito nuovamente sul modo di accostarmi al Sacramento della penitenza: «Figlia Mia, come ti prepari alla Mia presenza, così ti confessi davanti a Me, Mi copro semplicemente dietro il sacerdote. Non analizzare mai quale è quel sacerdote dietro cui Mi nascondo e svelati nella confessione come fai davanti a Me e io colmerò la tua anima della Mia luce». Cristo e Signore, mi conduci su tali precipizi che, quando li osservo, sono presa dallo spavento, ma nello stesso momento mi riempio di pace stringendomi al Tuo Cuore. Accanto al Tuo Cuore non ho paura di nulla. Nei momenti di pericolo mi comporto come un bimbo portato in braccio dalla madre. Quando vede qualcosa che lo minaccia, stringe più forte il collo materno e si sente sicuro.

    26.V.1938.

    Oggi Gesù mi ha fatto sapere che dovevo parlar poco con una certa religiosa. Una speciale grazia del Signore mi ha sostenuta durante quel colloquio che, in caso contrario, non sarebbe stato a lode di Dio. Il Signore mi ha detto: «Entra spesso in purgatorio, poiché là hanno bisogno di te». O mio Gesù, comprendo il significato di queste parole che mi rivolgi, ma permettimi prima di entrare nel tesoro della Tua Misericordia. «Figlia Mia, scrivi che per un'anima pentita sono la Misericordia stessa. La più grande miseria di un'anima non accende la Mia ira, ma il Mio Cuore nei suoi confronti prova una grande Misericordia». O mio Gesù, dammi la forza di sopportare le sofferenze, in modo che non mi rifiuti di bere il calice dell'amarezza. Alutami Tu stesso, affinché il mio sacrificio Ti sia gradito; non lo contamini l'amor proprio, anche se si prolunga negli anni. La purezza d'intenzione Te lo renda ben accetto, sempre nuovo e vitale. Una lotta perenne, uno sforzo incessante, questa è la mia vita, per adempiere la Tua santa volontà, ma tutto ciò che è in me, sia la miseria che la forza, tutto Ti lodi, o Signore.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  9. #9
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    LE SS. MESSE GREGORIANE

    Tutti ne hanno sentito parlare.

    Si tratta della celebrazione ininterrotta di trenta SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio.

    La pia pratica è nata così.

    Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato: mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci, per la quale era incorso nella pena di scomunica. Essendo il monaco deceduto poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica, non solo continuò a lasciarlo nella scomunica, ma lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro.

    Qualche tempo dopo, preso da compassione, il Santo chiamò l'economo del monastero e gli disse: «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di trenta SS. Messe, senza interromperla». Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni.

    Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente trenta.

    D'allora invalse l'uso di far celebrare trenta SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10). Si può qui rispondere ad una critica facile a sentirsi: «Vedi, si dice, basta avere del denaro e te la cavi anche nell'altra vita. Certa gente fa di qua ciò che vuole e poi, con la celebrazione di Messe, si compra anche il Paradiso».

    Sentite allora cosa risponde un'Anima del Purgatorio: «Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un nuovo dolore aggiunto agli altri per queste povere Anime: il vedere cioè che le preghiere che si fanno per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. «Il sollievo di ciascun'anima dalle pene è proporzionato al suo merito. Le une ricevono di più, le altre di meno. Pe esempio, l'Anima X non ha avuto alcun beneficio dalle SS. Messe fatte celebrare in suo suffragio. Le religiose non hanno alcun diritto di disporre dei loro beni: ciò è contro la Povertà» . (Manoscritto del Purgatorio).

    Spiega san Padre Pio:

    E' assai più dilettevole offrire suffragi per le Anime tutte, lasciando a Dio il dispensare i suoi stessi benefici. Tu, anima pia, che vuoi dedicare una Messa in suffragio ad un tuo parente o amico, non pretendere dal tuo obolo la salvezza della sua anima, essa dipende unicamente dalla grazia di Dio e dalla purezza del tuo cuore, il tuo obolo è utile alla comunità dentro la quale la Santa Messa sarà celebrata, e nella Comunione dei Santi ogni suffragio diventerà gloria di un Anima santa che si unirà al Coro dei Beati in Cielo. Preghiamo e facciamo pregare.

    Preghiamo per i nostri cari Morti.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  10. #10
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    CORONCINA PER LE ANIME DEI SACERDOTI CHE SOFFRONO NEL PURGATORIO




    STORIA DI UN’ANTICA DEVOZIONE

    L’antica devozione delle "trentatrè offerte del Sangue di Gesù" viene ora trasformata in una apposita Coroncina per facilitarne la pratica e la diffusione. Questa pia pratica, oltre che portare sollie_vo immediato ai sacerdoti purganti, ottiene per chi prega grazie singolari ed opera meravigliose conversioni fra i peccatori, strappa dalla tiepi_dezza i cristiani poco fervorosi. Rende i sacer_doti apostoli zelanti, spesso risana le infermità del corpo, addolcisce la sofferenza con una gio_iosa rassegnazione alla Volontà Divina ed infine fa desiderare all'anima una perfezione più alta. Le persone, le quali cominciano a recitare con fiducia, umiltà e fervore, sopratutto con per_severanza questa preghiera, possono sperimen_tare in breve la verità di queste affermazioni.

    Attesta un' anima santa del Purgatorio. "Voi viventi potete tutto per noi e noi possiamo tutto per Voi; è uno scambio di preghiere ". Scrive S. Teresa d'Avila: "Tutto ciò che non ho potuto ottenere dai Santi, infallibilmente l'ho ottenuto sempre per intercessione delle Anime Sante del Purgatorio. Nessuno ha idea di come si soffre in Purgatorio. Tra queste anime però, condannate nel carcere della Giustizia Divina, Dio ha una speciale predilezione per le anime dei sacerdoti, che riguarda come la "pupilla dei suoi occhi". Se per un bicchiere di acqua dato in Suo nome, Dio promette una ricompensa, come non concederà tutte le grazie a coloro che porgono il calice con il Sangue di Gesù per estinguere la "sete di Dio'; provata dal sacerdote che soffre maggiormente in Purgatorio ed è il più abbando_nato? Se consideriamo la gloria che il sacerdote occupa in Paradiso per la sua altissima dignità, comprendiamo con quale ardente desiderio Dio voglia la liberazione di queste anime a Lui con_sacrate che sulla terra furono rivestite dei poteri del suo Divin Figlio e sulla cui fronte brilla: "Tu es sacerdos in aeternum".

    Con la nostra preghiera avremo, quindi, dei potenti mediatori che apriranno i tesori infiniti del Cuore misericordioso di Dio per tutti i viven_ti. "Siate misericordiosi ed otterrete miseri_cordia" ha detto Gesù. Chi compatisce e dona sollievo alle acutissime pene di queste anime sofferenti, a sua volta, quando sarà tra le fiamme divoratrici del Purgatorio e la preghiera dei pro_pri parenti sarà scarsa, avrà sulla terra cuori generosi che accelereranno la sua liberazione ed i Sacerdoti suffragati si prostreranno dinanzi al Trono di Dio per supplicare in suo favore.


    I FRUTTI MERAVIGLIOSI DI QUESTA PREGHIERA

    I. Una signora di Bolzano, da lunghi anni offriva il Sangue di Gesù per i sacerdoti defunti, ma poi sopraffatta dalle faccende domestiche e dall'impegno per il marito ammalato, tralasciò questa pia pratica. Un pomeriggio mentre essa era assopita in un leggero sonno vide affollarsi la stanza di innumerevoli sacerdoti e le sembrò che quel luogo non fosse più capace di contenerli tutti. Erano di ogni età e di ogni nazione e rima_nevano in angosciosa attesa. Ella stupita volle chiedere che cosa aspettassero: ma ad un tratto vide venire verso di lei un giovanissimo sacerdo_te che le disse: 'Aspettiamo le trentatrè offerte del Sangue di Gesù per sollevarci dalle nostre pene". Comprese allora la Signora la grande efficacia di questa devozione che aveva trascura_to e che d'allora non tralasciò più.

    II. Un gruppetto di anime ferventi con rammarico vedevano il loro parroco sempre più allontanarsi dagli ideali più elevati ed incammi_narsi verso la perdizione. Con grande fiducia e fervore esse offrirono il Sangue di Cristo per Lui. In breve tempo, con loro grande consolazio_ne, videro il sacerdote mutare vita e diventare modello di ogni virtù, riamato e stimato da tutti i suoi fedeli.


    LA VISIONE DI S. GERTUDE

    Gesù, apparendo un giorno a S. Geltrude, disse: "Tutte le volte che liberi una anima dal Purgatorio fai un atto a Me sì gradito, che più non lo sarebbe se riscattassi Me stesso dalla sof_ferenza. A tempo debito, ricompenserò i miei liberatori, secondo l’abbondanza delle mie ric_chezze. I fedeli libereranno un’anima più o meno presto a secondo che pregheranno con più, o meno fervore, e anche a secondo dei meriti che ciascuno avrà acquistato durante la vita". (Rivelazioni di S. Geltrude, Libro V, Cap. 18) "Le persone che hanno dimenticato le anime purganti vengono a loro volta dimenticate".




    CORONCINA PER LE ANIME DEI SACERDOTI PIÙ ABBANDONATI




    Nel none del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

    O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.

    Gloria al Padre

    San Michele Arcangelo difendici nella lotta per essere salvati nell’estremo giudizio.

    De profundis

    Dal profondo a Te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono: perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella tua parola. L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

    De profundis clamavi ad te, Domine: * Domine, exaudi vocem meam.
    Fiant aures tuae intendentes, in vocem deprecationis meae.
    Si iniquitates observaveris, Domine: * Domine, quis sustinebit?
    Quia apud te propitiatio est, * et propter legem tuam sustinui te, Domine.
    Sustinuit anima mea in verbo eius, * speravit anima mea in Domino.
    A custodia matutina usque ad noctem, speret Israël, in Domino.
    Quia apud Dominum misericordia, * et copiosa apud eum redemptio.
    Et ipse redimet Israël, * ex omnibus iniquitatibus ejus.

    Requiem aeternam dona eis, Domine: et lux perpetua luceat eis.
    Requiescant in pace. Amen.

    L’Eterno riposo, dona loro, o Signore, e risplenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.


    Si usi una normale coroncina del Santo Rosario.


    Sui grani grossi si reciti:


    Nostra Signora del Sacro Cuore, prega per questa Anima Consacrata.


    Sui grani piccoli:

    Eterno Padre, Vi offro il Sangue Preziosis_simo di Gesù, per l'anima di quel sacerdote che nel Purgatorio maggiormente soffre ed è più abbandonata.

    Alla fine della coroncina si pregano queste orazioni:

    I. O Signore Gesù Cristo, Sacerdote Eterno, che nella Tua vita terrena con genero_sa sollecitudine hai soccorso ogni povero afflitto e abbandonato, Ti supplico di rivolge_re il Tuo sguardo compassionevole verso l'a_nima del sacerdote che nel Purgatorio soffre più atrocemente ed è da tutti dimenticata ed abbandonata. Guarda come quest'Anima Santa tormentata dalla voracità delle fiamme e con voce straziante chiede pietà e soccorso.

    II. O Cuore Misericordioso di Gesù, che nell'Orto degli Ulivi, nell'amara solitu_dine, in preda ai più crudeli tormenti spiri_tuali e sanguinosi spasimi, pregasti: "Padre, se è possibile allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà,", per questa Tua rassegnazione e dolorosa passione ed agonia, Ti prego d'aver pietà dell'Anima Santa per cui Ti supplico e degnati di sollevare le sue sofferenze e con_solarla nel suo abbandono come Ti ha con_solato il Tuo Padre Celeste per mezzo del Suo Angelo. Amen.

    L'Eterno riposo

    ALLA MADONNA DEL SACRO CUORE PER LE ANIME SACERDOTALI

    Madre della Misericordia e Madre dell'Eterno Sacerdote, Regina degli Apostoli, volgi il tuo sguardo di pietà verso l'anima sacerdotale cui ti prego. O dolce Regina del Sacro Cuore, mostra la Tua potenza e libera l'Anima di questo sacerdote dalle pene del Purgatorio per i meriti del Preziosissimo Sangue di Gesù. Ricordati, o Madre Ammirabile, dei sacerdoti che sono oggi in agonia e salva quelli che stanno forse, in questo momento gettando la loro corona sacerdotale sotto i piedi del demonio per la loro dannazione eterna. San Giuseppe, San Michele Arcangelo, Santi Apostoli, Vescovi, Sacerdoti e Anime beate del Paradiso, intercedete per queste Anime sacerdotali e religiose che soffrono. Consolatele, sostenetele, affrettate la loro liberazione e il loro ingresso glorioso in Paradiso. E voi, Anime Sante, intercedete per noi, e otteneteci la grazia... (la si chieda), se essa serve alla gloria di Dio e per la sal_vezza della nostra anima, affinché possiamo far conoscere a tutti la vostra potente inter_cessione e questa devozione per la gloria di Dio e per la nostra felicità eterna.
    Amen.

    *********************
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 
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