Durante l'incontro col ministro degli esteri Gianfranco Fini, stamane il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha espresso disappunto per l'incontro avuto nei giorni scorsi a Beirut dall'ambasciatore d'Italia, Franco Mistretta, col ministro libanese dell'Energia e delle risorse idriche, Mohammed Fneih, esponente di Hezbollah. A quanto si e' appreso da una nota, il capo del governo ebraico ha ricordato che in occasione della precedente visita di Fini in Israele aveva chiesto al capo della diplomazia italiana di adoperarsi affinche' Hezbollah venisse messa nella lista nera dell'Ue come organizzazione terrorista. "Invece di lavorare per questo obiettivo - avrebbe lamentato - vi incontrate coi rappresentanti di Hezbollah e date legittimita' a questa organizzazione ancor prima che consegni le armi e metta fine agli atti di terrore contro Israele".
"Hezbollah - avrebbe incalzato - e' una minaccia per la stabilita' regionale e per la stessa stabilita' interna del Libano". "Dobbiamo lavorare - avrebbe sottolineato - per disarmare Hezbollah e ottenere che l'esercito israeliano si schieri lungo la frontiera con Israele". Fini avrebbe assicurato che Israele non ha ragione di dubitare dell'impegno dell'Italia contro il terrorismo. "Conosciamo molto bene la natura di Hezbollah e il suo coinvolgimento nel terrorismo", avrebbe affermato. L'incontro dell'ambasciatore Mistretta con il ministro libanese, avrebbe garantito, "non ha alcun valore per quanto concerne i buoni rapporti fra Israele e l'Italia, ne' il nostro atteggiamento deciso contro il terrorismo".


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Non che cambi qualcosa... è una vicenda semplicemente disgustosa e che sia proprio Fini l'emblema della sommissione italiana ad Israele dovrebbe far pensare quanti ancora legittimano l'esistenza di AN (che non ha motivo d'essere). Più che un circonciso, il "nostro" Ministro è un eunuco.

