http://www.progettotorino.org/presidionotav.htm
Dopo i molteplici fatti che riguardano la costruzione del TAV e i conseguenti movimenti NO TAV, la nostra Base Militante decide di scendere in piazza a Torino contro la costruzione del Treno ad Alta Velocità, un progetto ambizioso, costoso, secondo noi inutile e pericoloso.
La costruzione del TAV è così lontana da qualunque forma di progresso economico e sociale del paese, come invece ce lo stanno dipingendo a livello nazionale. Senza contare che, come al solito, l'opposizione di migliaia di persone di qualunque credo è stata ignorata e, recentemente, presa in giro.
Sabato 05 Novembre, in galleria San Federico, ha preso forma il nostro pensiero: circa 50 persone hanno manifestato sotto la sede della Lyon Turin Ferroviaire, l'azienda che ha l'appalto per i lavori della tratta centrale della linea del treno ad Alta Velocità in val Susa.
I lavori si svolgeranno in un'area a rischio di dissesto idrogeologico, i cui ecosistemi sono già stati sfasati negli ultimi decenni. I lavori, concomitanti con quelli degli impianti olimpici, provocheranno il prosciugamento e l'inquinamento di molte falde acquifere. Gli scavi per la costruzione delle nuove gallerie nelle montagne rischieranno di portare alla luce materiali dannosi per la salute, quali l'amianto e l'uranio. Dati gli interessi in gioco nessuno può affermare con certezza che qualora i sondaggi rivelino l'effettiva presenza di tali materiali (presenza, tra l'altro, già provata) i lavori verranno interrotti. Ma oltre al fattore ambientale, si deve aggiungere che i servizi di trasporto della Valle già esistenti, e che continueranno ad essere utilizzati per la popolazione che non si potrà permettere di prendere il TAV, sono e resteranno fatiscenti e male organizzati. La stampa e le televisioni presentano il TAV come un'opera che non potrà che portare del bene alla collettività. Il TAV sarà dunque un bene per il cittadino. Ma per quale cittadino? Quello che conta, quello che comanda, quello che paga...
Sulla base di tutti i fattori ambientali, politici, sociali, che fanno da teatrino su tutta la mobilitazione pro e no TAV, di fronte all'ennesimo episodio di mal governo da parte di un'amministrazione pubblica schiava soltanto dei propri interessi personali, siamo scesi in piazza per esprimere la contrarietà alla costruzione del TAV, attraverso l'unica arma rimasta a disposizione, lo sdegno.
Il nostro sdegno ha preso forma con l'esposizione di uno striscione che scriveva "DI AMIANTO SI MUORE", affiancato da bandiere, e un coreografico "cimitero" di cartone che portava i nomi dei paesi che più subirebbero conseguenze a livello ambientale se il TAV verrà compiuto. Cori urlati a gran voce dai partecipanti rimbombavano nella galleria "LTF NON CI FA PAURA, LA NOSTRA LOTTA SARÀ PIÙ DURA", "IL TAV NON PASSERÀ, LA VAL DI SUSA NON SI USA", "PUOI CHIAMAR PROGRESSO QUANTO VUOI… MA L'AMIANTO LO RESPIRIAMO NOI", al suono di questi canti di ribellione, molta gente si avvicinava incuriosita, chiedeva, si informava. Il nostro volantino, volutamente "tragico" (così com'è la triste realtà…), ha raggiunto il suo scopo… far preoccupare, chiedere di più, informarsi… perché se è vero che la stampa può deviare le menti, nessuno può rimanere indifferente nel vedere una cinquantina di giovani e non che si prestano in una battaglia di sensibilizzazione per il futuro di tutti. A metà manifestazione il nostro stereo suonò una canzoncina di qualche tempo fa, e al suono di "Scuola di Polizia" appare un altro striscione "31/10/05 VERGOGNA!", riferito chiaramente al giorno in cui migliaia di cittadini sono stati repressi e raggirati dalla polizia e da chi manovra le operazioni di speculazione…
Mascherine protettive, cimiteri, volantini ad effetto, striscioni duri, cori rimbombanti ed uno stereo di sottofondo di sicuro non avranno minimante toccato la coscienza di chi "sta in alto", ma sicuramente ora qualche centinaio di persone ha le idee più chiare su ciò che sta succedendo…
FOTO http://www.progettotorino.org/presidionotav.htm




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