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Discussione: Morto Valcareggi

  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Morto Valcareggi

    Addio Ferruccio, ricordo del c.t.
    Gianni Rivera: "È andato via uno dei protagonisti del calcio nazionale che ha avuto ottimi risultati. Era una persona amabile, si viveva bene con lui, poi tecnicamente c'era poco da chiarire. A quei tempi un allenatore faceva le cose che riteneva opportune e non era tenuto a dare spiegazioni. I calciatori sbagliano i gol o li prendono quando magari potrebbero evitarli e allo stesso modo i tecnici possono fare errori nel fare le formazioni. La staffetta Valcareggi fu costretto a farla perchè subì le pressioni di Mandelli e della Federcalcio, a quell'epoca la Figc era anche molto influenzata dai giornali, lui o stava lì a quelle condizioni o avrebbe dovuto rinunciare all'incarico. Per me la staffetta era un 'non sense', ma si sa, ne abbiamo già parlato all'epoca"
    Giacinto Facchetti: "Mi dispiace molto. Mi legano a Valcareggi i miei più bei ricordi con la maglia azzurra, l'Europeo del 1968 e il Mondiale del 1970. Ero capitano in quelle due manifestazioni e avevamo un ottimo rapporto. Rimarrà sempre il dispiacere di non essere riusciti a trionfare consecutivamente in Europa e nel Mondo".
    Sandro Mazzola: "Ricordo un allenatore che sapeva gestire molto bene uomini e gruppo, un tecnico che era sempre disponibile al dialogo, ma poi decideva sempre lui. È stato uno dei migliori allenatori che abbia mai avuto, ha vinto un Europeo che l'Italia non ha più vinto e ha ottenuto un secondo posto ai Mondiali, non mi sembra poco. Sarebbe molto riduttivo ricordarlo per la staffetta e non per le vittorie, Valcareggi ha ridato un titolo a una Nazionale che non vinceva dal '38 e che spesso aveva raccolto solo figuracce. Era bravo e preparato, altrimenti non sarebbero mai arrivati quei successi, ricordatevi che nell'Europa del calcio eravamo considerati spaghetti e maccheroni, grazie a lui non fu più così. Non ha mai spiegato il perchè della staffetta, ci siamo visti anche qualche tempo fa, ma non ha mai voluto parlare di quelle scelte. Io e Rivera non eravamo d'accordo sulla staffetta, ma lui non adottava quella decisione per piacere bensì per una questione tecnica".
    Gigi Riva: "Oggi è arrivato alla fine della sua lunga, bellissima partita. La sua era l'Italia più amata di tutte: dal '38 non si vinceva più nulla, nemmeno a pari e dispari. Oggi si seguono i calciatori per le veline, per il gossip: allora il suo volto e la sua nazionale entravano nelle case delle famiglie italiane. E ancora oggi mi accorgo dalla gente che la sua resta la nazionale più amata".
    Giancarlo De Sisti: "Se ne è andato un mito, una leggenda che ha vissuto nell'umiltà e nell'umiltà è diventato grande. Di lui ho solo ricordi straordinari, tutti legati al mio miglior periodo da calciatore. Per me è stato un secondo padre, non potrei pensare altro di un allenatore che mi ha sempre dato fiducia, stima, mi ha sempre utilizzato, mi ha valorizzato. Gli sono enormemente riconoscente. Ci vedevamo poco e non ci lasciavamo andare a manifestazioni d'affetto vistose: ma sapevamo che in fondo al cuore la stima reciproca è sempre stata enorme. Mi ha sempre stimolato al tiro in porta, diceva che un centrocampista ci deve provare almeno cinque volte per tempo. Poi aveva una grande capacitá di caricare i giocatori".
    Franco Carraro: "Tutto il mondo del calcio piange la scomparsa di Ferruccio Valcareggi con il quale ho avuto la fortuna di collaborare. Non è stato soltanto un tecnico capace e intelligente, sotto la cui guida la Nazionale italiana è tornata al successo; con i suoi comportamenti sempre pacati e sereni, ispirati a solidi principi morali, Valcareggi è stato un esempio di stile e di sana passione sportiva per tutto l'ambiente del calcio".
    Marcello Lippi: "Conoscevo Valcareggi da molti anni e la sua scomparsa mi addolora molto. Inutile dire che sia un grande lutto anche per il mondo del calcio che ha perso un grande personaggio. Era una grande persona alla quale ero molto legato".
    Enrico Albertosi: "Mi dispiace molto per la sua scomparsa, il calcio ha perso una grande persona. Se ne è andato, purtroppo, un uomo squisito che ho avuto come allenatore sia alla Fiorentina sia alla Nazionale".
    Tarcisio Burgnich: "Ho passato con lui quasi dieci anni, visto che già era nello staff di Fabbri. Per noi era un padre, ci rispettava. Non era un allenatore burbero, ma sempre aperto al dialogo. Non pretendeva mai l'impossibile. Era sempre lui a cercare di calmare le acque. Anche allora c'era chi voleva giocare sempre e chi si arrabbiava se stava fuori. Lui era sempre quello che placava gli animi, che sdrammatizzava con il dialogo. Riteneva il gruppo la cosa più importante, perchè lui era come il papà a cui tutti portano rispetto. Se c'era qualche problema lui era sempre disponibile per risolverlo".
    Aldo Agroppi: "Valcareggi ha lasciato un grande insegnamento. Non ha mai fatto una polemica, è morto senza nemici, amico di tutti. Il contrario di quello che succederà a me. Chiuse a Piombino la carriera di calciatore e iniziò quella di allenatore. Qui divenne amico di mio padre e della mia famiglia, tanto che quando esordii in Nazionale con lui in panchina mi diceva che mi convocava perché era amico di mio babbo, non certo perchè io valessi qualcosa. E questa battuta me l' ha ripetuta per tutta la vita".
    Furio Valcareggi: "Mio padre era un uomo per bene. Al di là dei suoi meriti professionali sarà ricordato da tutti sempre così; ha vissuto una vita di qualità".

  2. #2
    SubZero
    Ospite

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    Qualche italiano degno c’è anche in quest’epoca. Così era Ferruccio Valcareggi che se n’è appena andato nella sua Firenze




    Firenze, 2 nov. - Ferruccio Valcareggi si e' spento a 86 anni. E' stato l'unico ct della Nazionale a vincere un campionato Europeo. Protagonista, suo malgrado, della staffetta tra Sandro Mazzola e Gianni Rivera, sfioro' la vittoria ai Mondiali del Messico nel 1970, arrendendosi solo allo stratosferico Brasile di Pele'. Valcareggi nacque a Trieste il febbraio 1919; la sua carriera da calciatore (261 presenze e 44 gol totali) ebbe inizio con la maglia della Triestina nel 1938, prima di passare, due anni dopo, alla Fiorentina. Mezzala, in Toscana trascorse tre anni, per trasferirsi poi al Bologna e ritornare, poi, alla Fiorentina. Furono poi la Lucchese, il Vicenza e il Piombino le altre sue squadre. Proprio in quest'ultima ebbe inizio la sua carriera da allenatore: era il 1953. Alla guida del Prato ricevette il seminatore d'oro, mentre nel 1966 con Helenio Herrera fu nominato responsabile tecnico della squadra azzurra con la quale, nel 1968, vinse il Campionato d'Europa. Nel 1970, ai Mondiali del Messico, dopo la storica semifinale contro la Germania, vinta 4-3 ai supplementari venne sconfitto per 4-1 dal Brasile. Poca fortuna, invece, ai campionati del mondo del 1974. Ha chiuso la carriera di allenatore nella Fiorentina, subentrando a De Sisti nel 1984/85.


    ciao Ferruccio

  3. #3
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    Grazie Zio Uccio sia come tifoso viola che come tifoso della Nazionale, grazie ancora e buon gioco nei grandi pascoli del cielo.

 

 

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