ROMA - Banche al lavoro sulla ricapitalizzazione di Alitalia, mentre il ministero dell’Economia riapre il dossier Fintecna. L’ingresso della società posseduta dal Tesoro nel capitale di Alitalia Servizi dovrebbe essere vagliato oggi in una riunione in via XX settembre cui dovrebbe partecipare anche Deutsche Bank, la principale banca coinvolta nell’aumento di capitale. Il contratto tra Fintecna e Alitalia, che prevede la cessione in fasi successive di una partecipazione di controllo di Alitalia Servizi, è subordinata infatti alla sottoscrizione da parte di una o più banche di un impegno a garantire il buon esito della ricapitalizzazione. Di qui la necessità di un confronto. Intanto ieri sono proseguiti i contatti tra gli istituti di credito che potrebbero, al massimo la prossima settimana, rientrare nel consorzio di collocamento. Al momento, se, come pare, l’aumento dovesse essere di 1-1,5 miliardi, Deutsche lo sottoscriverebbe per circa 300 milioni, Banca Intesa potrebbe partecipare per 100-150 milioni, il resto, più o meno 150 milioni, andrebbe a carico delle altre banche: la giapponese Nomura, la francese Société Générale, l’olandese Abn Amro e le italiane Unicredit, Capitalia e forse San Paolo-Imi.
Per ora Alitalia conferma il consiglio d’amministrazione di lunedì che dovrebbe varare l’operazione, ma non è detto che questo non slitti o non venga riconvocato il venerdì successivo se la formazione del consorzio non si concretizzasse entro questo weekend, o, nel caso contrario, se fosse necessario dettagliare l’aumento di capitale. Restano fermi i sindacati che, prima di mettere nero su bianco i risparmi di 65 milioni cui si sono impegnati, hanno deciso di aspettare il perfezionamento dell’operazione per poterne conoscere precisamente i dettagli.
Antonella Baccaro
Corriere della Sera




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