Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Repùbrica de Sardigna
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    Question leggetevi l'ultima uscita di cossiga... sulla questione "entrate fiscali"

    In questa lettera c'è tutta la schizzofrenia della nostra classe politica, più schiava che orgogliosa...
    incapace di camminare con le proprie gambe...
    ma sempre pronta a far valere i propri diritti economici sulla base del sangue versato per l'italica patria!

    buona lettura


    Onorevole Presidente! Caro Berlusconi!

    Ti scrivo nella mia qualità di sardo e di “anziano” dei rappresentanti sardi al Parlamento Nazionale, assemblea rappresentativa di cui, prima da deputato e poi da senatore, elettivo ed indi di diritto ed a vita, faccio parte dal 1958, salva la non felice parentesi in cui fui presidente della repubblica.
    Ti scrivo da repubblicano, da autonomista e da “sardista”, da italiano ed insieme da “nazionalitario sardo”.
    Un grave contenzioso è aperto tra il Governo, più “continentale” che “nazionale”, invero! ed il Governo della Regione Autonoma della Sardegna, contenzioso riguardo al quale l’abile Ministro dell’Economia e della Finanze,uomo intelligente, preparato ed abile non solo “mena il can per l’aia”, ma ha imparato anche a…”portare e far girare le pecore al pascolo”.
    I sardi, figli di una “nazione incompiuta” e senza Stato, nel 1847 sacrificarono alla Causa dell’Unità Nazionale la loro autonomia di Stato sovrano, ammainarono la loro bandiera “rosso crociata”, che aveva sventolato su un “legno” alla battaglia navale di Lepanto, battaglia con la quale dopo Poitiers e prima di Vienna, si fermò l’attacco islamico contro la cristianità e l’invasione mussulmana dell’Europa. Nel Risorgimento, un giovane della piccola nobiltà autoctona sarda, mio prozio, tenente del Reggimento di fanteria di linea “Crema”, di stanza a Chambery, co-capitale del Regno di Sardegna, in forza di una sentenza di una corte marziale militare che lo aveva condannato alla pena di morte per le sua attività a favore della Causa Nazionale, propugnata da Giuseppe Mazzini, con una sentenza confermata da Sua Maestà Carlo Felice, fu fucilato sugli spalti del castello di quella città e gettato in una fosse comune insieme a carabinieri (l’Arma l’ha sempre tenuto nascosto,perchè sempre un po’ “Reale” ama ancora considerarsi nei suoi vertici! “granatieri guardie” ed altri fanti Nella 1^ Guerra Mondiale, la Sardegna nella Brigata “Sassari”, in altri reggimenti ed in particolare nel IX Reparto d’Assalto, le “fiamme nere” di cui fu un eroe un mio zio ( ed alla cui mia partecipazione alle celebrazioni di riconsegna delle tue mostrine, il tuo ministro della difesa ed il tuo capo di stato maggiore della difesa, sudditi del Regno delle Due Sicilie, ironia della Storia e della…cronaca, hanno posto il veto!).La Sardegna è stata sempre fedele alla Nazione italiana, ed ha portato sempre rispetto grande al Governo “nazionale”, ritenendo che fosse il governo di “tutti gli italiani”, e non preferenzialmente dei “continentali” e dei “siciliani”, rispetto molto maggiore di quello che i nostri fratelli catalani ed in nostri “cugini primi” baschi, “nazioni compite, ma anch’esse senza Stato” portano verso il Governo “spagnolista"di Madrid!Voglio anche ricordare l’apporto, anche di sangue e di sacrificio!che i sardi: membri della Polizia di Stato (perché per legge e per funzione “poliziotti” sono tutti!), i carabinieri, le guardie di finanza, e i membri della polizia penitenziaria hanno dato, anche comparativamente!alla causa della legalità repubblicana. E che dire della penalizzazione del turismo sardo, della piccola pesca praticata dai sardi, dei pericoli terroristici e di inquinamento che derivano all’Isola dalla molteplicità di basi militari nazionali, americane e della NATO ancora dislocate in Sardegna, dopo che da tempo la Guerra Fredda è finita e l’Italia ha cessato di essere l’ “avamposto” dell’Alleanza Atlantica, e che sono funzionali soltanto alla strategia statunitense di “gendarme del mondo”?Abbiamo mai chiesto ( e penso che abbiamo fatto molto male a non farlo!) la “monetarizzazione” di questi danni?
    .
    Lo Stato è dolosamente e gravemente moroso verso la Regione, in base alle leggi vigenti ed al di fuori di ogni regalia! Comprendo che in vista delle elezioni politiche generali, il Governo abbia fatto delle forse inattese “regalie” alla Sicilia, perché amministrata dal centrodestra, e non intenda farle alla Sardegna, che quasi certamente il centrodestra ha definitivamente abbandonato: ma noi non chiediamo “regalie”, ma quello che ci spetta!
    Ho consigliato all’amico Renato Soru di rafforzare certo l’azione di pressione politica, ma anche di compiere qualche “atto di violenza giudiziaria”, chiamando in giudizio civile ed amministrativo lo Stato ed i suoi dirigenti, ed anche denunziando questi ultimi all’autorità giudiziaria penale, per gli eventuali reati che abbiano compiuto omettendo i dovuti atti di pagamento al Tesoro della Regione. Forse sarà poi il caso di passare in Sardegna anche ad “atti di violenza” a bassa intensità, ad esempio per impedire che i nostri soldi vengano portati fuori dall’Isola o che vengano raccolti!dato che noi non possiamo contare sulla oggettiva solidarietà di organizzazioni criminali come la mafia e la ‘drangheta: “aiutateci a combatterle, meglio dandoci soldi che varando leggi!” Ma ho detto all’amico Renato Soru che, per principio e con finalità più vaste, ma anche a fini finanziari, svoltesi le elezioni politiche generali, chiunque vinca, si, anche se vince il centrosinistra!( che non sarà nei nostri confronti più generoso del centrodestra!), occorre dar vita ad un grande moto “nazionalitario” autonomo, promuovendo una grande riforma dell’autonomia, anche costituendo indipendentemente dalle leggi dello Stato, il Consiglio Regionale in “assemblea costituente di fatto”, anche con la eventuale collaborazione di una “convenzione regionale” che ne sia espressione, e che svolga nei suoi confronti funzioni di consiglio e di proposta, ed in cui siano rappresentante tutte le componenti istituzionali locali, le componenti religiose, culturali, sociali e sindacali dell’Isola. Seguiamo l’esempio della Catalogna e dei Paesi Baschi! E “pigliamoci”, se necessario anche con la forza, e non soltanto con quella della legge! l’autonomia speciale che ci spetta, ed anche i soldi!
    Non ritenere, caro Silvio, che i sardi non solo “abbiano”, ma “siano” anche “pecore” (anche se è venuto per noi sardi il momento di rivalutare anche le pecore di fronte ai governi nazionali!). abbiamo nella nostra storia fatto una rivoluzione giacobina contro i Savoia ed abbiamo anche cacciato i piemontesi! Non credo che tu, caro Silvio, né il possibile tuo successore Romano Prodi, il “pacifista senza se e senza ma!”, …manderete… le truppe! E quali? La sardissima Brigata “Sassari”? Proprio non ve lo consiglierei!
    Da parte del centrodestra è in corso una grande offensiva contro le “autonomie speciali”. Credimi, caro Silvio, i franco-provenzali e gli italiani della Valle d’Aosta, i tedeschi e gli italiani del Tirolo del Sud, i ladini, i tedeschi e gli italiani trentini del Trentino, i ladini,gli sloveni e gli italiani del Friuli Venezia Giulia, sapranno resistere: e noi saremo con loro!
    Questa lettera è una minaccia?E’ anzitutto un richiamo alle tue centrali responsabilità, ed anche una sommessa, ma non tanto! preghiera, da amico ad amico. Ma certo, è e vuole essere anche una minaccia!Perché in politica, viene il momento in cui si deve passare alle minacce e, se è necessario, anche alla violenza legittimata dai diritti e dai principi, anche se non formalmente legale!
    Ed io sarò con i fratelli sardi, in Parlamento, ma se necessario e per quanto me lo permetterà la mia ferita validità fisica, anche in piazza e nelle strade, come nipote di un pastore dell’Anglona e discendente di un’ Eroe del Risorgimento e di un Eroe della 1^ Guerra Mondiale, come sardo.
    Con amicizia

    Francesco Cossiga

  2. #2
    Jùliu Kerki
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    bene Frà, questa andrebbe inserita nel 3d dove cerco di spiegare il meccanismo in cui se il fine è diverso, mai, MAI si potrà parlare di unità di intenti.
    J
    PS
    lo copio nell'altro 3d

  3. #3
    Forumista assiduo
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    cavolo,dopo l'incontro di ieri con soru, son già al lavoro per risolvere il probblema, ecco le prove:




    ecco la soluzione:



    ecco la conferma:



  4. #4
    Trigu, terra, traballu
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    Onorevole Presidente! Caro Berlusconi!

    Ti scrivo nella mia qualità di sardo e di “anziano” dei rappresentanti sardi al Parlamento Nazionale, assemblea rappresentativa di cui, prima da deputato e poi da senatore, elettivo ed indi di diritto ed a vita, faccio parte dal 1958, salva la non felice parentesi in cui fui presidente della repubblica.
    Ti scrivo da repubblicano, da autonomista e da “sardista”, da italiano ed insieme da “nazionalitario sardo”.
    Un grave contenzioso è aperto tra il Governo, più “continentale” che “nazionale”, invero! ed il Governo della Regione Autonoma della Sardegna, contenzioso riguardo al quale l’abile Ministro dell’Economia e della Finanze,uomo intelligente, preparato ed abile non solo “mena il can per l’aia”, ma ha imparato anche a…”portare e far girare le pecore al pascolo”.
    I sardi, figli di una “nazione incompiuta” e senza Stato, nel 1847 sacrificarono alla Causa dell’Unità Nazionale la loro autonomia di Stato sovrano, ammainarono la loro bandiera “rosso crociata”, che aveva sventolato su un “legno” alla battaglia navale di Lepanto, battaglia con la quale dopo Poitiers e prima di Vienna, si fermò l’attacco islamico contro la cristianità e l’invasione mussulmana dell’Europa. Nel Risorgimento, un giovane della piccola nobiltà autoctona sarda, mio prozio, tenente del Reggimento di fanteria di linea “Crema”, di stanza a Chambery, co-capitale del Regno di Sardegna, in forza di una sentenza di una corte marziale militare che lo aveva condannato alla pena di morte per le sua attività a favore della Causa Nazionale, propugnata da Giuseppe Mazzini, con una sentenza confermata da Sua Maestà Carlo Felice, fu fucilato sugli spalti del castello di quella città e gettato in una fosse comune insieme a carabinieri (l’Arma l’ha sempre tenuto nascosto,perchè sempre un po’ “Reale” ama ancora considerarsi nei suoi vertici! “granatieri guardie” ed altri fanti Nella 1^ Guerra Mondiale, la Sardegna nella Brigata “Sassari”, in altri reggimenti ed in particolare nel IX Reparto d’Assalto, le “fiamme nere” di cui fu un eroe un mio zio ( ed alla cui mia partecipazione alle celebrazioni di riconsegna delle tue mostrine, il tuo ministro della difesa ed il tuo capo di stato maggiore della difesa, sudditi del Regno delle Due Sicilie, ironia della Storia e della…cronaca, hanno posto il veto!).La Sardegna è stata sempre fedele alla Nazione italiana, ed ha portato sempre rispetto grande al Governo “nazionale”, ritenendo che fosse il governo di “tutti gli italiani”, e non preferenzialmente dei “continentali” e dei “siciliani”, rispetto molto maggiore di quello che i nostri fratelli catalani ed in nostri “cugini primi” baschi, “nazioni compite, ma anch’esse senza Stato” portano verso il Governo “spagnolista"di Madrid!Voglio anche ricordare l’apporto, anche di sangue e di sacrificio!che i sardi: membri della Polizia di Stato (perché per legge e per funzione “poliziotti” sono tutti!), i carabinieri, le guardie di finanza, e i membri della polizia penitenziaria hanno dato, anche comparativamente!alla causa della legalità repubblicana. E che dire della penalizzazione del turismo sardo, della piccola pesca praticata dai sardi, dei pericoli terroristici e di inquinamento che derivano all’Isola dalla molteplicità di basi militari nazionali, americane e della NATO ancora dislocate in Sardegna, dopo che da tempo la Guerra Fredda è finita e l’Italia ha cessato di essere l’ “avamposto” dell’Alleanza Atlantica, e che sono funzionali soltanto alla strategia statunitense di “gendarme del mondo”?Abbiamo mai chiesto ( e penso che abbiamo fatto molto male a non farlo!) la “monetarizzazione” di questi danni?
    .
    Lo Stato è dolosamente e gravemente moroso verso la Regione, in base alle leggi vigenti ed al di fuori di ogni regalia! Comprendo che in vista delle elezioni politiche generali, il Governo abbia fatto delle forse inattese “regalie” alla Sicilia, perché amministrata dal centrodestra, e non intenda farle alla Sardegna, che quasi certamente il centrodestra ha definitivamente abbandonato: ma noi non chiediamo “regalie”, ma quello che ci spetta!
    Ho consigliato all’amico Renato Soru di rafforzare certo l’azione di pressione politica, ma anche di compiere qualche “atto di violenza giudiziaria”, chiamando in giudizio civile ed amministrativo lo Stato ed i suoi dirigenti, ed anche denunziando questi ultimi all’autorità giudiziaria penale, per gli eventuali reati che abbiano compiuto omettendo i dovuti atti di pagamento al Tesoro della Regione. Forse sarà poi il caso di passare in Sardegna anche ad “atti di violenza” a bassa intensità, ad esempio per impedire che i nostri soldi vengano portati fuori dall’Isola o che vengano raccolti!dato che noi non possiamo contare sulla oggettiva solidarietà di organizzazioni criminali come la mafia e la ‘drangheta: “aiutateci a combatterle, meglio dandoci soldi che varando leggi!” Ma ho detto all’amico Renato Soru che, per principio e con finalità più vaste, ma anche a fini finanziari, svoltesi le elezioni politiche generali, chiunque vinca, si, anche se vince il centrosinistra!( che non sarà nei nostri confronti più generoso del centrodestra!), occorre dar vita ad un grande moto “nazionalitario” autonomo, promuovendo una grande riforma dell’autonomia, anche costituendo indipendentemente dalle leggi dello Stato, il Consiglio Regionale in “assemblea costituente di fatto”, anche con la eventuale collaborazione di una “convenzione regionale” che ne sia espressione, e che svolga nei suoi confronti funzioni di consiglio e di proposta, ed in cui siano rappresentante tutte le componenti istituzionali locali, le componenti religiose, culturali, sociali e sindacali dell’Isola. Seguiamo l’esempio della Catalogna e dei Paesi Baschi! E “pigliamoci”, se necessario anche con la forza, e non soltanto con quella della legge! l’autonomia speciale che ci spetta, ed anche i soldi!
    Non ritenere, caro Silvio, che i sardi non solo “abbiano”, ma “siano” anche “pecore” (anche se è venuto per noi sardi il momento di rivalutare anche le pecore di fronte ai governi nazionali!). abbiamo nella nostra storia fatto una rivoluzione giacobina contro i Savoia ed abbiamo anche cacciato i piemontesi! Non credo che tu, caro Silvio, né il possibile tuo successore Romano Prodi, il “pacifista senza se e senza ma!”, …manderete… le truppe! E quali? La sardissima Brigata “Sassari”? Proprio non ve lo consiglierei!
    Da parte del centrodestra è in corso una grande offensiva contro le “autonomie speciali”. Credimi, caro Silvio, i franco-provenzali e gli italiani della Valle d’Aosta, i tedeschi e gli italiani del Tirolo del Sud, i ladini, i tedeschi e gli italiani trentini del Trentino, i ladini,gli sloveni e gli italiani del Friuli Venezia Giulia, sapranno resistere: e noi saremo con loro!
    Questa lettera è una minaccia?E’ anzitutto un richiamo alle tue centrali responsabilità, ed anche una sommessa, ma non tanto! preghiera, da amico ad amico. Ma certo, è e vuole essere anche una minaccia!Perché in politica, viene il momento in cui si deve passare alle minacce e, se è necessario, anche alla violenza legittimata dai diritti e dai principi, anche se non formalmente legale!
    Ed io sarò con i fratelli sardi, in Parlamento, ma se necessario e per quanto me lo permetterà la mia ferita validità fisica, anche in piazza e nelle strade, come nipote di un pastore dell’Anglona e discendente di un’ Eroe del Risorgimento e di un Eroe della 1^ Guerra Mondiale, come sardo.
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    Francesco Cossiga
    penso che il compito di qualsivoglia movimento indipendentista, sia impedire che la società produca (o meglio continui a produrre)elementi di questo tipo, schizofrenici e con una confusione in testa che fa dire nella stessa frase tutto ed il contrario di tutto

    il pensiero si riassume: "dammi i soldi sennò m'incazzo, se me ne dai un pò, puoi continuare a prendermi a calci in culo e amici come prima"

  5. #5
    Indipendentista sardu
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    Il mio commento alla lettera di tziu Cossiga l'ho già messo nel thread della dichiarazione di Soru... Confesso che il senso di nausea (nonchè di preoccupazione per la salute mentale di questo anziano signore) non è ancora passato...

  6. #6
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    est semper issu: su tzitadinu onorariu de sos bascos e traitore de sa vera patria sua.

 

 

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