Per Roma e Napoli, i due poli del progetto RomaNeapolis lanciato dal senatore Salvatore Lauro e dal direttore de L’opinione Arturo Diaconale, sta arrivando l’alta velocità. L’11 dicembre i treni che collegano le due città impiegheranno meno di due ore per percorrere i 204 chilometri di distanza. Si arriverà ad un’ora e 6 minuti quando sarà completato l’ingresso alla stazione di Napoli centrale. Per ora ci si fermerà ad Afragola, stazione progettata dall’architetto di fama internazionale Zaha Habid. Ci sono voluti 11 anni di lavori, di polemiche, di carte bollate, di ricorsi, di espropri, di incidenti. Alla fine l’opera è quasi giunta al traguardo. La linea si sviluppa sul territorio di 61 comuni. E’ anche collegata alla rete storica Roma-Cassino-Napoli attraverso tre interconnessioni a Frosinone nord, Cassino sud e Caserta nord.

I lavori affidati al General contractor “Iricav Uno” hanno superato il 90 per cento dello stato di avanzamento, per una spesa complessiva di 3546 milioni di euro, con l’impiego di 870 lavoratori. Nei primi 186 km, l’undici dicembre entreranno in servizio gli Etr 500, mentre per gli ultimi 20 km fino a Napoli centrale sarà utilizzata la linea esistente. Naturalmente verranno utilizzate tecnologie ultramoderne anche in materia di sicurezza e di controllo. I treni avranno via radio tutte le istruzioni per la circolazione mentre essi invieranno la propria posizione al posto centrale di controllo. Sulla costruzione di questa opera pesano tanti ritardi e polemiche legate anche alla tutela dell’ambiente e al recupero del patrimonio archeologico. Dal punto di vista economico, si tratta di un grosso sforzo fatto dalle Ferrovie per non perdere l’occasione di modernizzare il trasporto.

Ma può trattarsi anche di un grande evento sociale e culturale. Occorrerà, infatti, che le istituzioni, le forze politiche, i sindacati, i cittadini si rendano conto del potere di aggregazione che ha una diversa mobilità, un diverso modo di lavorare, di utilizzare il tempo libero. Roma e Napoli saranno distanti soltanto un’ora. Come è avvenuto in Francia il Tgv ha cambiato stili di vita e modi di lavorare. Un numero sempre maggiore di parigini lascia la capitale tutti i giorni per le altre città della provincia. Tanti parigini hanno scelto di vivere nel raggio di un’ora di distanza di treno facendo i pendolari per Parigi. I cosiddetti “navetteur”. Roma e Napoli potrebbero trovare molte sinergie sul piano del turismo, delle iniziative culturali. I tour operator potrebbero proporre pacchetti interessanti, abbinando per esempio il Colosseo e il Vesuvio, i due nomi più conosciuti del mondo. Ma potrebbero nascere anche nelle zone intermedie, come Frosinone, Cassino, Caserta, Aversa, poli industriali tali da attirare anche capitali stranieri.

Il “progetto RomaNeapolis” si riempie di contenuti nuovi e l’alta velocità potrebbe offrire lo slancio necessario per il decollo. La sfida treno contro aereo potrebbe evolversi in treno+aereo. I due aeroporti di Fiumicino (con in più Ciampino) e di Capodichino potrebbero integrarsi con le ferrovie e lanciare interessanti iniziative comuni. Anche l’Italia, con tutte le difficoltà che arrivano dai minori trasferimenti dallo Stato alle Ferrovie o Alitalia, sembra muoversi nella direzione giusta per non ripetere l’errore degli anni Cinquanta-Sessanta della preminenza della motorizzazione su gomma.


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