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Discussione: la Cina è vicina

  1. #11
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    Predefinito Re: Re: Quella cinese è concorrenza sleale

    Originally posted by agaragar
    Originally posted by Irish
    In Cina un operaio può permettersi di mangiare e - al massimo - avere una bicicletta che funzioni.
    300 milioni di telefonini......

    Possono essere mandati al lavoro bambini di otto anni senza che nessuna legge lo proibisca.
    tranne quella dell'obbligo scolastico a 17 anni, 2 più che in italia....

    Si possono far sparire le persone che danno fastidio senza che nessuno possa reclamare.
    solo se condannate da un tribunale....

    La gente vive in una condizione di semi-schiavitù, senza assicurazioni e con pochissimi diritti.
    ci sono assicurazioni e pensioni, e i lavoratori vivono tutti in case popolari ad affitto bassissimo,
    il lavoro in cina costa molto più che in pakistan....


    Il vero problema, piuttosto, è come mai non vengono censurati del tutto in Europa i prodotti cinesi?
    o quelli italiani della mafia e del terrorismo.

    Il boom economico cinese si poggia su una concorrenza sleale che dovrebbe essere sanzionata a livello internazionale.
    è giusto che tutti i paesi poveri abbiano un vantaggio competitivo fino al raggiungimento dei paesi più sviluppati...
    sarebbe il caso che entrabi documentiate le vostre affermazioni, sembrate credibili entrambi,,,ma chissa!!!

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  2. #12
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    Predefinito Re: Re: Re: Quella cinese è concorrenza sleale

    Originally posted by ukrainaineuropa
    sarebbe il caso che entrabi documentiate le vostre affermazioni, sembrate credibili entrambi,,,ma chissa!!!
    i 300 milioni di telefonini lo trovi sul sito CIA

    l'obbligo scolastico a 17 anni su ogni sito che parla della scuola in Cina

    parimenti ci sono paesi molto più poveri della Cina dove i lavoratori guadagnano molto meno, ma chi ha mai visto un televisore pakistano?...

    le case in Cina sono proprietà del governo, come le case popolari in europa...

    le affermazioni di irish sono pure cazzate, altro che bambini di 8 anni, c'è solo il fatto che la manodopera guadagna meno in moneta dei paesi occidentali, ma i prezzi bassissimi dei beni di prima necessità compensano la cosa, oggi un operaio cinese ha un reddito REALE pari al 60-70% di uno italiano,
    ma la Cina si sviluppa in fretta, fra solo 5 anni avrà già un reddito medio, vedi la Corea che ha superato i salari italiani.


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  3. #13
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    Predefinito

    a crescita cinese, la diminuzione della povertà, la necessità di un approfondimento


    di Enrico Lobina


    L’Indice di Sviluppo Umano (ISU) è un indice elaborato dalla UNDP (United Nations Development Programme), una delle più prestigiose e influenti agenzie dell’ONU. La UNDP, sull’onda dell’elaborazione di economisti quali Amartya Sen, sostiene che lo sviluppo umano non può essere calcolato solamente in base alla crescita economica, e per questo ha elaborato l’ISU, che tiene conto dell’aspettativa di vita alla nascita, del tasso di analfabetismo e del reddito procapite.


    In base a queste elaborazioni, la UNDP ha dichiarato l’8 settembre 2005 che la Cina ha registrato negli ultimi due decenni uno dei più rapidi miglioramenti dello sviluppo umano nella storia. Dal 1990 il suo ISU è aumentato di circa il 20%.


    Un altro degli obiettivi della UNDP è di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più povere. A tal fine, l’assemblea delle Nazioni Unite ha votato nella seduta plenaria del 2000 gli Obiettivi del millennio. Uno dei primi è dimezzare la povertà, basandosi sui livelli del 1990, entro il 2015. La Repubblica Popolare Cinese ha già raggiunto questo traguardo: circa 130 milioni di persone considerate povere nel 1990 non lo sono più. In generale, la UNDP prevede che l’obiettivo del dimezzamento della povertà entro il 2015 sarà raggiunto grazie alle sorprendenti performance della Cina, dell’India, del Viet Nam e di altri paesi asiatici, mentre l’Africa sub-sahariana continuerà a vivere in mezzo alla povertà.


    Le cause principali della riduzione della povertà cinese sono la portentosa crescita economica e il ruolo attivo dello stato. Alla fine del periodo maoista, la Cina ha deciso, a differenza dell’Unione Sovietica di Gorbachev, di non capitolare di fronte all’avversario, ma di elaborare una strategia di sviluppo autonoma.
    Sergio Garavini, primo segretario di Rifondazione Comunista, così sintetizzò nel 1995 le scelte cinesi:
    Il punto è che la Cina ha saputo - dopo la morte di Mao - fare un bilancio critico, ma non liquidatorio, della fase precedente e delle condizioni di eccezionalità che l’avevano contraddistinta; ha trovato gradualmente la via di un modello di sviluppo che andasse oltre Mao, senza bisogno di demonizzare Mao, con una politica di riforme - ancora in corso - adeguate alla nuova fase storico-politica (modello che si sta sperimentando, che non viene considerato esaustivo e definitivo, che si è pronti a correggere sulla base dell’esperienza, ma che ha permesso di fronteggiare la crisi del “socialismo reale”, evitare il crollo, andare avanti). Mentre l’Urss e le direzioni del PCUS che sono venute dopo Stalin, non hanno saputo veramente andare “oltre Stalin”; lo hanno denigrato o rimosso, ma non hanno saputo elaborare e attuare un progetto organico di riforme del sistema sovietico capace di rivitalizzarlo nella nuova fase storica; non hanno saputo adeguarlo al nuovo contesto interno e internazionale per renderlo capace di reggere la competizione economica e tecnologica con i Paesi capitalistici più avanzati, passando da una fase estensiva ad una intensiva dello sviluppo economico, fino ad imboccare la via della stagnazione burocratica e poi della crisi. E, con la catastrofe finale della politica gorbacioviana, hanno condotto l’Urss non sulla via della riforma del socialismo, ma sulla via della sua autoliquidazione.


    A dieci da questa analisi, possiamo solamente aggiungere che la politica di riforme cinesi, pur tra mille contraddizioni, si è rivelata l’unica in grado di migliorare il benessere della popolazione. L’ultima dimostrazione è data dalla Corea del Nord, che nell’ultimo anno ha aperto le prime zone economiche speciali. La Russia, al contrario, è tra i paesi il cui ISU, tra il 1990 e oggi, è maggiormente arretrato.



    Come ha scritto Francesco Piccioni nel Manifesto del 1 ottobre 2005, Se si guarda alla Cina con occhiali ideologici – ‘un paese capitalista come gli altri’ oppure ‘l'ultimo paese comunista’ - si rischia seriamente di non capirci niente. Troppi i dati che contrastano con gli schemi semplificati. I dati, infatti, ci dicono che la Cina non è un paese capitalista, e la presentazione dell’ultimo “Piano dettagliato in cinque anni” (la nuova terminologia per “piano quinquennale”) ne è la dimostrazione: l’obiettivo non è più la crescita, ma la riduzione delle differenze tra ricchi e poveri, tra regioni costiere e regioni interne. Ma non si tratta neanche di un paese comunista, fosse anche l’ultimo. Il Partito Comunista Cinese, infatti, ha consapevolmente accettato di entrare a far parte del mercato mondiale capitalista, basato sulla proprietà privata e sul concetto di profitto. Ciò ha permesso la nascita, come nel periodo della Nuova Politica Economica sovietica degli anni venti, di una media e grande borghesia la quale, per la sua stessa natura, è in contrasto con la direzione del PCC. A tal proposito, sarebbe da verificare l’efficacia e i risultati della teoria delle “tre rappresentanze” di Jiang Zemin.



    La Cina, insomma, è un paese che meriterebbe ben altra attenzione e profondità da parte di studiosi, partiti, militanti, movimenti. Sui suoi sviluppi interni, ma anche sul suo ruolo internazionale. Oggi tutti i maggiori analisti europei e mondiali, tra cui Giulietto Chiesa, concordano nel ritenere che la Cina è contemporaneamente il grande nemico degli USA, che fa di tutto per renderla succube economicamente e militarmente, e l’unica potenza in grado di tener testa da sola, in prospettiva, all’imperialismo a stelle e striscie.


    Dal punto di vista interno, gli sforzi del PCC per conquistare il consenso dei cinesi sono costanti. Come ha scritto Luigi Vinci, europarlamentare di Rifondazione Comunista, “il PCC dunque non ritiene, sulla scia delle attuali condizioni della Cina, che in essa possano oggi costituirsi le libertà politiche tipiche dell’Occidente. Tuttavia questo ragionamento, che nei suoi tratti di fondo ritengo, personalmente, realistico, concreto, e perciò condivisibile (e che questa Cina, socialista, continui ad esistere e continui nel suo sviluppo io credo debba importare assai), non taglia la testa al toro. Giacché, entro i notevoli limiti che la realtà cinese frappone al movimento politico del Pcc, un maggior grado di democrazia può, penso, essere praticato. […] è infine indubbio che in tutto questo il potere statale abbia l’appoggio della virtuale totalità della popolazione”.

  4. #14
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Quella cinese è concorrenza sleale

    Originally posted by agaragar

    nel 2004 sono stati venduti 68 milioni dicellulari con un incremento del 14 percento (http://blogs.zdnet.com/ITFacts/?p=1122)

    l'obbligo scolastico a 17 anni su ogni sito che parla della scuola in Cina
    esatto

    parimenti ci sono paesi molto più poveri della Cina dove i lavoratori guadagnano molto meno, ma chi ha mai visto un televisore pakistano?...

    le case in Cina sono proprietà del governo, come le case popolari in europa...
    in Cina il terreno si puo´solo prendere in affitto(come in Germania del resto)
    le affermazioni di irish sono pure cazzate, altro che bambini di 8 anni,
    (no comment,vai in cina irish invece di parlare di cose che non conosci)

    c'è solo il fatto che la manodopera guadagna meno in moneta dei paesi occidentali, ma i prezzi bassissimi dei beni di prima necessità compensano la cosa, oggi un operaio cinese ha un reddito pari al 60-70% di uno italiano,
    ma la Cina si sviluppa in fretta, fra solo 5 anni avrà già un reddito medio, vedi la Corea che ha superato i salari italiani.
    recenti analisi della cia collocano il pil cinese gia al secondo posto,almeno in termini di potere d aquisto,secondo alcuni esperti(fonte LIMES)la cina aggancera gli usa nel 2015
    quest´anno il PIL supererá la GB´

  5. #15
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Quella cinese è concorrenza sleale

    Originally posted by TANGDAREN
    recenti analisi della cia collocano il pil cinese gia al secondo posto,almeno in termini di potere d aquisto,secondo alcuni esperti(fonte LIMES)la cina aggancera gli usa nel 2015
    quest´anno il PIL supererá la GB´
    veramente ha già superato abbondantemente il Giappone che ha un reddito triplo rispetto alla GB, considerato non il reddito monetario ma a parità di potere d'acquisto.

    avendo un prodotto prossimo al 60% di quello americano, con un diffrenziale di sviluppo annuo del 4-5% dovrebbe superare gli USA in una decina d'anni,
    ma la produzione industriale è già molto superiore a quella USA.
    Addio Tomàs
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  6. #16
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    Predefinito Re: Re: Quella cinese è concorrenza sleale

    Originally posted by Red Shadow
    Il punto è che la Cina ha saputo - dopo la morte di Mao - fare un bilancio critico, ma non liquidatorio, della fase precedente e delle condizioni di eccezionalità che l’avevano contraddistinta; ha trovato gradualmente la via di un modello di sviluppo che andasse oltre Mao, senza bisogno di demonizzare Mao, con una politica di riforme...
    Non c'è bisogno di nessuna critica a Mao, la Cina di oggi fu completamente impostata da lui,

    lui ruppe con l'urss nel 1960, e ci voleva un Mao per farlo...

    Lui liquidò dolorosamente il vecchio compagno d'armi ma stalinista dogmatico Lin Piao, leader della sinistra dogmatica, appunto, del partiro,
    altro che banda dei 4!

    Lui mise Deng negli organi dirigenti del partito...

    Altro che criticare Mao, i cinesi, a 25 anni dalle riforme, stanno addirittura riabilitando lo stesso Lin Piao, il generale che non perse mai una battaglia,
    la cui liquidazione fu una dolorosa necessità.
    Addio Tomàs
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  7. #17
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    Il fatto che continui a sostenere che tutti i lavoratori in Cina stanno bene è veramente pazzesco... tu non sei normale.
    Ma bello è che i cinesi stessi dicono che non è così, soltanto tu spari cazzate del genere. Il mese scorso ho parlato con una interprete cinese che sta facendo uno stage alla camera di commercio della mia città... se ti sentisse come minimo scoppierebbe a riderti in faccia, ma come minimo.

  8. #18
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    Originally posted by -ART-
    Il fatto che continui a sostenere che tutti i lavoratori in Cina stanno bene è veramente pazzesco... tu non sei normale.
    Ma bello è che i cinesi stessi dicono che non è così, soltanto tu spari cazzate del genere. Il mese scorso ho parlato con una interprete cinese che sta facendo uno stage alla camera di commercio della mia città... se ti sentisse come minimo scoppierebbe a riderti in faccia, ma come minimo.
    Il fatto che tu continui a non capire un cazzo dimostra che non sei normale.

    E grazie al cazzo che un operaio tedesco sta meglio di un cinese, ma non certo un pakistano, un argentino o un congolese,
    nessun paese in via di sviluppo ha mai avuto l'intelligente programmazione cha ha la Cina, nemmeno l'europa dell'800,
    forse solo la germania Bismarkiana.

    Intanto lo sviluppo cinese è regolare e senza soste da 25 anni, ma anche la geniale trovata di tenere bassi i prezzi interni per permettere insieme bassi salari e buon tenore di vita, è una trovata tutta cinese.

    Noi chi avevamo agli albori dello sviluppo?....Bava beccaris, mussolini e l'alleanza con Hitler....

    Per quanto riguarda "l'interprete cinese"....sarà una fessa come te, ce ne sono anche in Cina

    Dice un vecchio plovelbio cinese
    "siediti sulla riva del fiume e aspetta...."
    La Cina è un colosso, basterà aspettare pochi anni e tutti i problemi, anch'essi giganteschi, saranno risolti,
    cosa potrete inventarvi allora?

    mi pare normale che un paese sottosviluppato(e la cina era il paese più povero del mondo nel 49) parta con salari più bassi dei paesi ricchi....


    Addio Tomàs
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  9. #19
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    Originally posted by -ART-
    Ma bello è che i cinesi stessi dicono che non è così, soltanto tu spari cazzate del genere. Il mese scorso ho parlato con una interprete cinese che sta facendo uno stage alla camera di commercio della mia città... se ti sentisse come minimo scoppierebbe a riderti in faccia, ma come minimo.
    e cazzarola! che campione statistico! UNA cinese su un miliardo e mezzo, magari di Taiwan, magari cattolica visto che si trova in italia....

    Anche il giappone era sottosviluppato quando fu bombardato dal commodoro Perry,
    anche i Coreani erano alla fame nel 1970....
    Addio Tomàs
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  10. #20
    ART
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    E' inutile che scrivi trafile di citazioni storiche o cambi argomento per giustificare le stronzate che dici: tu hai detto che TUTTI gli operai cinesi hanno alloggio a basso prezzo e non se la cavano poi troppo male, quando tutti sanno che non è così, nel senso che moltissimi lavoratori cinesi non hanno niente di tutto questo e lavorano tutta la giornata per 4 soldi.
    La ragazza cinese (e non di Taiwan) con cui ho parlato io mi ha solo aggiornato un po' sulla situazione, una situazione che tutti tranne i pochissimi poveri idioti sognatori ultra-indottrinati come te ammettono.

 

 
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