IRAN/ TENSIONI CON ROMA, CONVOCATO AMBASCIATORE A TEHERAN -punto
Continuano i test nucleari; Prodi: il mondo intervenga
02-11-2005 202 - Articoli a tema
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Roma, 2 nov. (Apcom) - La partecipazione dell'ambasciatore iraniano Bahram Ghasemi alla cena offerta a Villa Madama da Silvio Berlusconi per la fine del Ramadan non è servita ad allentare il clima di tensione, che si respira in queste ore fra Roma e Teheran.
Dopo gli attacchi a Israele, dall'Iran rimbalzano accuse verso gli italiani "sionisti" e verso la famiglia Agnelli. E la manifestazione organizzata per domani sera a Roma da Giuliano Ferrara e dal Foglio contro le dichiarazioni del presidente della Repubblica islamica, Mahmoud Ahmadinejad, ha suscitato una protesta formale da parte del regime degli ayatollah, con la convocazione dell'ambasciatore italiano Roberto Toscano.
Soltanto ieri, come riferisce l'Irna nella sua edizione online, Toscano aveva incontrato il vice di Ahmadinejad, Parziv Davoudi, che ha "consigliato" al diplomatico italiano di informare "accuratamente il suo governo sulla realtà della società iraniana in modo che le autorità italiane possano adottare delle posizioni nei confronti dell'Iran senza essere influenzati dalla propaganda sionista".
Davoudi non ha mancato di ricordare a Toscano i "legami storici" fra i due governi e la loro intensa cooperazione in diversi settori, primo fra tutti quello commerciale, auspicando una rapida conclusione di progetti congiunti in corso ad Assalouyeh, Bandar Abbas e nell'industria automobilistica, scrive l'agenzia di stampa iraniana. Con un interscambio pari a 4mila 322 milioni di euro nel 2004, l'Italia rappresenta il primo partner commerciale europeo dell'Iran.
Non ha invece trovato conferma ufficiale la notizia di una manifestazione che un non precisato "gruppo di studenti" vorrebbe tenere domani davanti alla sede diplomatica a Teheran, secondo una notizia diffusa dall'agenzia di stampa Fars, che ieri ha definito "sionisti" gli italiani che parteciperanno alla fiaccolata di Roma. Dopo le immediate reazioni di sdegno alle dichiarazioni di Ahmadinejad, Fini ha espresso in prima persona la solidarietà del popolo e del governo italiano ai vertici dello Stato ebraico, durante la sua visita lampo a Gerusalemme, che si è conclusa ieri. Solidarietà e "molta amicizia" a Sharon sono state riaffermate oggi, in una lettera, dal leader dell'Unione Romano Prodi.
"Chi con parole terribili come quelle pronunciate dal presidente dell'Iran, vuole spezzare questo percorso, deve essere fermato dall'azione politica della comunità internazionale" ha scritto Prodi. "Penso che l'Europa, e l'Italia nell'Europa debbano svolgere un ruolo attivo e coraggioso in tutta l'area, premendo fortemente sull'Iran perchè abbandoni parole e gesti inaccettabili e pericolosi".
Proprio ieri, al fianco del collega israeliano, Sylvan Shalom, il titolare della Farnesina ha dichiarato che un Iran in possesso di un'arma nucleare sarebbe "un grave pericolo non solo per Israele ma per tutta la comunità internazionale". E si è schierato a favore del deferimento di Teheran al Consiglio di Sicurezza Onu. Sulla stessa linea, oggi, anche Regno Unito e Francia, membri della troika Ue incaricata dei negoziati sul nucleare.
Ogni indizio, al momento, fa pensare che ci sarà un'evoluzione in questo senso. Un ordigno di modesto potenziale è scoppiato in mattinata davanti agli uffici di due compagnie britanniche, la British Airways e la British Petroleum, in piena Teheran. Gli scienziati iraniani - hanno riferito fonti europee - la prossima settimana, si metteranno al lavoro su una nuova partita di uranio nell'impianto nucleare di Isfahan.
E l'Iran ha confermato la sostituzione di una quarantina di diplomatici, considerati riformisti, fra cui gli ambasciatori in Francia, Regno Unito e Germania. Nel frattempo a Teheran sono continuate le manifestazioni organizzate dalle autorità per ricordare il 25esimo anniversario dell'occupazione dell'ambasciata americana. Gli slogan più ripetuti: "Morte all'America", "Morte a Israele" e "La tecnologia nucleare è un nostro diritto".


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