Ma la «teste Omega» accusa l'avv. Vittorio Dotti Non calunniò il giudice Priore: assolta Stefania Ariosto
Stefania Ariosto
MILANO Assolta perchè il fatto non costituisce reato. Si è concluso così ieri a Milano il processo di primo grado nel quale Stefania Ariosto, la superteste nei processi sulle cosiddette «toghe sporche», era imputata di calunnia nei confronti dell'ex giudice istruttore romano Rosario Priore. La sentenza è arrivata dopo un paio d' ore di camera di consiglio e dopo che, in mattinata, l'udienza aveva riservato anche un piccolo colpo di scena: le dichiarazioni spontanee della «teste Omega» sul suo ex compagno, l'avvocato Vittorio Dotti, ex capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Chi ha denunciato è stato lui, e io mi limitai a dire quanto mi aveva riferito», ha affermato Stefania Ariosto riferendosi a quanto aveva rivelato ai pm milanesi nel '95, compresi alcuni particolari sul giudice Priore che le sono costati il processo. «Dotti ha creato la circostanza affinchè io divenissi teste - ha sottolineato l' Ariosto - e la responsabilità di questa calunnia è sua... deve essere stanato perchè ha tradito tutti». E proprio per queste dichiarazioni definite dallo stesso Dotti «una balla colossale e un estremo tentativo di difendersi, scaricando le responsabilità su altri», Stefania Ariosto potrebbe rischiare un nuovo procedimento sempre per calunnia. Gioia e commozione da parte di Stefania Ariosto alla lettura del dispositivo della sentenza che la assolveva. Con le lacrime agli occhi, l'ex superteste ha detto: «Sono contenta come una pazza. Sono stata assolta con la formula piena ed è la formula che mi meritavo e che ho chiesto al giudice».
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