Scontri a Parigi: i manifestanti danno fuoco a disabile, 500 auto incendiate
PARIGI - E’ di più di 500 auto incendiate e 78 arresti il bilancio dell’ottava notte di scontri alla periferia di Parigi, estesisi per la prima volta anche ad altre città francesi. Si è trattato delle violenze più gravi nella rivolta contro le forze dell’ordine seguita alla morte di due giovani, folgorati in una cabina elettrica dove si erano nascosti per sfuggire a un controllo della polizia. La speranza che la festa per la fine del Ramadan potesse placare gli animi dei giovani immigrati, per lo più musulmani di origine nordafricana, è andata delusa.
L’episodio più sconcertante è avvenuto a Sevran, a nord di Parigi: una donna handicappata di 56 anni che viaggiava in autobus è stata cosparsa di benzina da un giovane prima che il mezzo fosse bersagliato con bottiglie molotov. La donna, che non era riuscita a fuggire come gli altri passeggeri, è stata salvata dall’autista. E’ ricoverata con ustioni di secondo e terzo grado sul 20 per cento del corpo.
A Trappes, nella «banlieue» a ovest di Parigi, è stato dato alle fiamme un deposito di autobus e 27 veicoli sono andati distrutti tra esplosioni e fiamme alte decine di metri.
Ma gli incidenti più gravi si sono registrati ancora una volta a Seine-Saint-Denis, il dipartimento a nord-est della Ville Lumiere dove è nata la rivolta: cinque negozi dati alle fiamme, lancio di bottiglie molotov e sassaiole contro municipi, commissariati, stazioni dei vigili del fuoco e scuole, 150 vetture date alle fiamme.
Cinque poliziotti (ne erano stati schierati 1.300 solo a Seine-Saint-Denise) sono rimasti feriti nel lancio di pietre e oggetti in vari quartieri. Un vigile del fuoco ha riportato ustioni al volto. E la peggiore rivolta delle ’banlieues’ dagli anni ’80 continua ad allargarsi: incidenti si sono verificati anche a Digione, nella Francia orientale, a Marsiglia, nel sud, e in Normandia, a nord.
La risposta politica a una crisi che sta mettendo a dura prova la credibilità del presidente Jacques Chirac oscilla tra la tolleranza zero del ministro dell’Interno, Nicolas Sarkozy, e la linea di dialogo del premier Dominique de Villepin che ha promesso un piano d’azione per «trovare le giuste soluzioni» ai problemi dei giovani delle periferie degradate.
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I "manifestanti"??????
Ma cosa manifestano?????




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