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Edizione 248 del 04-11-2005
L’Unione invita i radicali al vertice e Mastella chiude con Prodi e compagni
“Crediamo che ci siano gli estremi legali per chiedere indietro l’euro versato”, precisa l’Udeur
di Ruggiero Capone
Lunedì prossimo si svolgerà il vertice per il programma dell’Unione. Ed all’incontro parteciperanno i Radicali e non l’Udeur di Clemente Mastella. Del resto il leader del Campanile ha detto a chiare lettere di non gradire un vertice con Marco Pannella e Emma Bonino. E per tutta risposta la sinistra dell’Unione ha risposto “meglio Pannella che Mastella”. “La coalizione ha già problemi di stabilità quando si tratta di affrontare i temi più caldi in politica estera, economica e sociale. Con i radicali dentro - ribatte Mastella con toni da addio - rischiano di precipitare lungo una china che non si risale: la ventata di clericalismo anticlericale che arriva con i Radicali - spiega il leader dell’Udeur - rischia di deteriorare i nostri rapporti con il mondo cattolico. Per quel che mi riguarda andremo da soli”. E nella serata di ieri una nota dell’Udeur ha fugato anche gli ultimi dubbi. “Il programma del centro-sinistra non può aprire ai radicali - precisa una nota dei Popolari-Udeur -.
Non vogliamo entrare nel merito dei contenuti, perché sulle proposte riguardanti la sacralità della vita e la centralità della persona non si media. Vogliamo invece precisare alcuni aspetti tecnico-giuridici, circa l’impossibilità reale di un accordo politico con i radicali. L’Unione - ricorda la nota - è nata da un patto fondativo tra i partiti costituenti e non può essere allargata a nuove forze politiche in maniera unilaterale. Anche sul programma è stata definita una sorta di carta costituzionale a San Martino in Campo. Quella carta è stata firmata da 4.300.000 elettori delle primarie e rappresenta un quadro di riferimento valoriale e di principi nei quali si colloca l’Unione. Nessuno di noi può quindi mettere in discussione quei punti, né può aggiungerne o toglierne alcuni, figuriamoci qualcuno che non ha contribuito a scriverli.
Per noi, Popolari-Udeur, tutto questo rappresenta un contratto tra i partiti dell’Unione e tra l’Unione ed i suoi elettori. Se si mettono in discussione il patto fondativo e la carta costituzionale circa i valori e i principi alla base del patto, si rompe l’alleanza. Ma non perché esce l’Udeur, ma perché verrebbero disattesi gli intenti, le motivazioni, gli aspetti formali e sostanziali che hanno portato a quel patto. A questo punto la coalizione diventerebbe illegittima e gli elettori delle primarie potrebbero giustamente accusare l’alleanza di essere stati presi in giro, avendo fatto firmare loro un documento che verrebbe stravolto dalle richieste dei radicali. Crediamo - conclude la nota - che ci siano gli estremi legali anche per richiedere indietro l’euro versato”.




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