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Alle elezioni con la Rosa nel pugno
domenica 06 novembre 2005
"Noi ci presenteremo alle prossime elezioni politiche ed a quelle amministrative con la Rosa nel pugno. È il simbolo dell’Internazionale socialista e di molti altri importanti partiti europei. Non abbiamo potuto mai utilizzare come socialisti questo simbolo. Oggi ci viene offerta la possibilità di utilizzarlo con un riferimento, dato al nostro progetto, ai nomi di Blair, Zapatero e Fortuna. Noi da questo Consiglio Nazionale inizieremo un cammino che speriamo denso di frutti positivi. Noi chiediamo ad elettrici ed elettori che facciano diventare il nuovo nostro soggetto politico una forza importante nel centro sinistra". Così Enrico Boselli (intervento) ha aperto i lavori del Consiglio Nazionale dello Sdi (foto) che ha dato il via libera al nuovo progetto politico con i radicali sotto il simbolo della Rosa nel pugno.
"E' impensabile - ha proseguito Boselli, rispondendo a Bobo Craxi che sabato nell'assemblea congressuale del Nuovo Psi aveva proposto allo Sdi di presentarsi con il Garofano alle amministrative - che socialisti e radicali, mentre si presentano uniti alle elezioni politiche, possano andare in ordine sparso nelle altre prove elettorali''. Il nuovo soggetto politico, sottolinea il presidente dello Sdi, non vuole essere una pura e semplice sommatoria di socialisti e radicali ma vuole costituire "un punto di riferimento per tutte le elettrici ed elettori che richiedono una forte innovazione del centrosinistra. Ecco perché abbiamo definito il nuovo soggetto politico che vogliamo costruire non soltanto socialista e radicale, ma anche laico e liberale".
Lo Sdi rivendica il merito di essere stato il partito che "piu' volte si è adoperato per cercare di evitare che l'Ulivo, come prospettiva strategica, venisse archiviato. Noi socialisti - dice Boselli al consiglio nazionale - non abbiamo abbandonato l'Ulivo, ma abbiamo constatato che si era verificata una crisi alla quali bisognava prontamente reagire". Secondo Boselli, "la crisi dell'Ulivo non è stato un incidente di percorso", Rutelli "non ha solo bloccato la presentazione di una lista unitaria di una quota proporzionale alla Camera", ma anche assunto una posizione sul referendum sulla fecondazione assistita che è stata in sintonia con le posizioni più arretrate delle gerarchie ecclesiastiche".
Boselli, quindi, punta il dito contro il partito di Rutelli: "Con questa nuova impostazione la Margherita ha puntato a una divisione dei compiti tra centro e sinistra che e' l'esatto contrario di cio' che implicava la costruzione dell'Ulivo. Ed e' del tutto evidente che l'Ulivo non puo' svilupparsi se al suo interno una delle sue forze maggiori si caratterizza sulla base di principi religiosi e stabilisce rapporti preferenziali con le gerarchie ecclesiastiche".
Il leader dello Sdi commenta anche "la rapida riconversione fatta da Rutelli" che - secondo Boselli - "appare una mossa tattica" ma "non e' stata accompagnata da una profonda revisione critica delle posizioni neo-integraliste che la Margherita aveva assunto prima".
Boselli nella sua relazione ha chiesto che l'Ulivo promuova un manifesto della scuola pubblica e, riguardo alla questione irachena, ha auspicato che la presenza militare abbia "un carattere multinazionale, rispondendo ad organizzazioni multilaterali come sono le Nazioni Unite, la Nato e l'Unione Europea".
Dopo il dibattitto, che ha visto gli interventi di Corace, Girolamini, Gentile, Locatelli, Quadrana, Manieri, Intini, Scarano, Benzoni, La Volpe, Squadroni, Nencini, Crema e Signorile, l'assemblea ha approvato, con due astenuti, la relazione di Boselli e sancito il via libera alla Rosa nel pugno. "Il Consiglio nazionale di oggi rappresenta anche un'ulteriore tappa verso la formazione del nuovo soggetto politico insieme ai radicali, formazione che sarà presentata - ha concluso Boselli - prima della metà del mese".




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