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Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Sul pugilato

  1. #1
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    Predefinito Sul pugilato

    Volevo sottoporre alla vostra attenzione il tema del pugilato affrontato sull'ultimo numero di Civiltà Cattolica.
    L'occasione era arrivata con la tragica morte di un pugile.
    Premetto che anche io ho praticato (e continuo seppur saltuariamente)il pugiato.
    Il giudizio venunto alla luca dalla lettura è una condanna senza appello con un misto di "pena" pre questi poveri derelitti che hanno praticato questo sport.
    Prendiamo questo sport nelle sue linee generali: due atleti (con la supervisione di una persona terza nell' agonismo) si misurano in uno spazio delimitato (il quadrato) attraverso le loro armi naturali (i pugni) e i loro scudi naturali (le gambe e il tronco per schivare e gli avambracci per parare) per una sessione di tempo ripetibile, ma certa (i canonici tre minuti).
    Questa è solo la manifestazione esteriore e finale di questo sport che inizia tra quattro mura umide, di solito, e che richiede molto sacrificio.
    L'allenamento è la base, imprescindibile per la preparazione di un incontro; si lavora in palestra molto assiduamente temprando il corpo per lo sforzo che deve compiere, ma soprattuto si impara a gestirlo imparando ad incanalare quell'aggressività che spinge alla vittoria-salvezza (pulsione innata e non sopprimibile). Il risultato è che una persona che pratica questo sport, spesso, ha meno bisogno di manifestare inutilmente la sua aggressività all'esterno(come succede sempre più spesso tra le lamiere di un auto), è capace di controllarla e di affrontare con la calma necessaria la situazione.
    Si può dire che addirittura è formativo per la personalità di una persona che da ragazzo impulsivo attraverso i sacrifici che questa pratica ririchiede si può trasformare in un uomo.
    Ma passiamo all'aspetto professionistico: io parlerei più di aspetto agonistico innanzitutto, in quanto il professionismo comprende una categoria a sè di pugilato alla quale i pugili, in Italia, arrivano dopo uncammino tortuoso. C'è il dilettantismo che è la pratica agonistica e diciamo incruenta di questo sport ed è anche cammino imprescindibile per tutti i professioinsti; viene praticato con guanti più pesanti, un casco protettivo e una canottiera di colore o rosso o blu. Di solito dentro le palestre avviene la selezione dei pugili che possono effettuare incontri.
    Il tempo di una ripresa è diminuito a due minuti e in tutto sono quattro anche per i tornei e gli incontri più importanti. Il punteggio viene calcolato in base a quanti colpi vanno a bersaglio (ora con le dannate "macchinette elettroniche"), ma vengono valutati anche altri fattori come la tecnica, la pulizia, e anche la continuità d'azione.
    Per chi riesce ad arrivare professionista (in Italia non è molto facile) gli incontri possono arrivare a dodici riprese (se c'è un titolo in palio) e queste sono aumentate fino a tre minuti, non si usa il casco protettivo e si combatte a torso nudo con guanti più leggeri.
    C'è una differenza abissale quindi tra i due "pugilati del ring".(1)
    Anche il lato economico tra i due è sensibilmente diverso; con il primo non si porta certamente a casa la pagnotta ogni giorno, mentre col secondo (se va bene) pure qualcosa di più.
    Gli ingaggi milionari sono prerogativa però solamente degli Stati Uniti, ma neanche lì i pugili si sono mai arricchiti in maniera sproporzionata per più di qualche anno.
    Di solito chi si arricchisce è il manager del pugile quotato e spesso questi introiti sono contesi anche dalla malavita.
    Ma questa non è una prerogativa del pugilato: ci sono esempi molto più significativi, Italia, su cui non mi soffermo.
    Non parliamo poi del seguito che ha questo sport in Italia. Gli appassionati devono fare le ore piccole su qualche televione straniera per vedersi l proprio beniamino combattere in qualche ring fuori porta e spesso non ne vengono neanche riportati i risultati dai media che di tutto scrivono. Ma parliamo del vero protagonista della discussione il knock out; il colpo che mette fuori combattimento l'avversario la linea di demarcazione tra paradiso o nferno. Quelli più frequenti avvengono a seguito di colpi alla punta del mento che provocano un disorientamento simile ad un ubriacatura o allo stare in alta quota. Son istantanei e senza conseguenze significative. Poi ci sono quelli avvenuti a seguito di un colpo al corpo che togliendo "il fiato" all'avversario non lo rende in grado di proseguire e quelli per abbandono o ferita (frequenti quelle sullo zigomo che impediscono la vista).
    Parafrasando Gasmann nei mostri è vero: " i cazzotti fanno male",
    ogni colpo che si riceve in testa è un pò come morire infatti, ma ogni volta è anche come rinascere perchè se è vero che la razionalità in quei momenti ti abbandona, ritroviamo quel sentire e quei meccanismi innati, frutto di un'allenamento corretto che fanno andare avanti.
    L' incontro pugilistico è solo il coronamento e il frutto di un periodo di ascesi spirituale prima che mentale o corporea in cui volontariamente tempriamo il nostro corpo alle sofferenze che ci aspettano.
    Le palestre di pugilato sono momento di aggragazione giovanile, di quartiere,dei posti sani dove i ragazzi possono crescre lontano da tante schifezze, e che soprattutto è presente nei quarteri più trascurati, quelli periferici.
    Lo sport è un fattore da non trascurare nella crescita di un giovane e il pugilato insieme a pochi altri (l'atletica, la lotta) è il più naturale e il più antico insieme.
    Non richiede speciale attrezzatura e bisogna solamente di un MAestro capace e che voglia il bene dell'allievo. Sport relegato al rango di "minore", soprattutto in Italia, vive già parecchio a stenti, perdendo la sua valenza pedagogica.
    Spero che queste mia considerazioni aiutino a migliorare la conoscenza spesso fuorviante o frammentaria che si ha di questo sport.



    (1) Cuba per esempio privilegia il dilettantismo in quanto il professionismo è considerato uno sport capitalistico tanto che il triplice campione olimpico Felix Savon ha rinunciato a ingaggi miliardari e ad un sicuro successo.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Ne abbiamo parlato qui:
    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=2
    Saluti.
    Bellarmino

  3. #3
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    Uh si parla del Calcio Fiorentino anche, non lo avavo visto....
    Molto interessante
    Credo che posterò qualcosa a riguardo
    Grazie

  4. #4
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    Originally posted by Achille
    Uh si parla del Calcio Fiorentino anche, non lo avavo visto....
    Molto interessante
    Credo che posterò qualcosa a riguardo
    Grazie
    Grazie a te.

  5. #5
    Non sono d'esempio in nulla
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    Thumbs down Ladrocinio e corruzione

    ROMA - Non ce l'ha fatta Vincenzo Cantatore a realizzare il suo sogno di riportare un titolo mondiale di pugilato in Italia, nella sua Roma, ma ha vinto lo stesso. E' stato, nonostante il verdetto non unanime che lo ha visto sconfitto dal 38enne Johnny Nelson, il campione della gente, l'uomo che ha fatto rinascere l'entusiasmo per la boxe, che ha riportato la gente a bordo ring: Palazzetto dello Sport stracolmo in ogni ordine di posti, gente in fila sotto la pioggia battente, vip del mondo dello spettacolo, della politica e degli altri sport che hanno fatto a gara per esserci.

    Scene che non si vedevano da decenni, e si tratta di un patrimonio che adesso non va disperso, anche perché i presenti hanno avuto ragione: a renderli scontenti è stata solo la sconfitta del pubblico di casa, ma è valsa comunque la pena spendere i soldi del biglietto perché il match è stato bello. Cantatore, che ora avrebbe già avuto la promessa di una rivincita da parte di Nelson, ha perso perché non è riuscito a far fruttare la sua maggior potenza.

    Il campione in carica, invece, ha fatto leva sull'abilità nella scherma puglistica, e sulla maggiore mobilità, ballando sul ring e spesso irridendo l'avversario, a cominciare dal modo in cui teneva la guardia, abbassata per dimostrare che non aveva paura di chi gli stava di fronte. Strafottente Nelson lo è stato anche prima del match, quando ha risposto ai fischi del pubblico all'inno inglese esibendosi in una perfetta spaccata durante 'Fratelli d'Italia'.

    Quello dell'inglese è stato un atteggiamento spavaldo ma molto dispendioso, pagato con un calo atletico dall'ottavo round in poi che avrebbe potuto costargli caro se Cantatore, andato spesso avanti ma a volte troppo guardingo, fosse riuscito a dare un seguito ai suoi poderosi, ma isolati, sinistri, con cui due volte, alla nona e all'undicesima ripresa, ha fatto vacillare il 38enne avversario. In particolare nella seconda occasione Nelson é apparso in chiara difficoltà poi però, legando l'avversario, è riuscito a superare il momento terribile e poi a chiudere in bellezza controllando il rivale nel round conclusivo, in cui Cantatore si è gettato all'attacco a testa bassa.

    La 13/a difesa del titolo si è rivelata quindi fortunata per l'Intrattenitore, così viene soprannominato Nelson, uno che è bravo soprattutto a tenere bada lo sfidante, mulinando il destro e muovendosi continuamente. Cantatore non è riuscito ad inquadrarlo bene e non può far altro che sperare in un'altra occasione: Roma comunque non lo dimenticherà facilmente.

    dal sito: http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...036221639.html

  6. #6
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    "Mi hanno rubato il match. Il campione sono io...". E' durissimo Vincenzo Cantatore ai microfoni della Rai dopo il match. Il romano non riesce ad accettare il verdetto che lo ha visto soccombere 2-1 ai punti contro l'inglese Nelson. "Questo cialtroni di giudici hanno portato la corona in Inghilterra perché c'é gente che li corrompe... - ha insistito infuriato il massimo romano - Cosa ha fatto quel pagliaccio di Nelson per tutto il match? Doveva vincere lui. Io ho preso i suoi colpi tutti sui guantoni, e lui è stato contato due volte... Dicessero quello che vogliono, io mi sento il campione". Anche Patrizio Oliva, all'angolo di Cantatore, rincara la dose: "Nelson? Ha sempre aspettato, si è messo lì a fare il buffone, non ha mai accettato il match. Non si può perdere così... - ha sibilato - Non esiste... Nelson non ha fatto niente per difendere il titolo, tanto che un giudice ci ha premiato".

  7. #7
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    Thumbs up Roberto Cammarelle medaglia d'oro nella boxe alle Olimpiadi di Pechino

    Portato a sette il medagliere olimpico del Gruppo Sportivo della Polizia di Stato

    L'Italia chiude con una medaglia d'oro nel pugilato i Giochi Olimpici di Pechino 2008. Roberto Cammarelle, il 28enne supermassimo (oltre 91 kg.) delle Fiamme Oro ha battuto nell'incontro finale per k.o. tecnico alla quarta ripresa il cinese Zhang Zhilei, un gigante di oltre due metri.

    Pugilato: Cammarelle un campione d'oro
    Pugilato: a Russo va l'argento
    Pugilato: Picardi ottiene il bronzo

    Cammarelle, lucano d'origine nato a Cinisello Balsamo (MI), ha conquistato la settima medaglia per gli atleti del Gruppo sportivo della Polizia di Stato quando, con il punteggio sul 13 a 4 a dimostrazione della superiorità assoluta dimostrata fin dai primi istanti, ha assestato un colpo ben preciso che ha fatto piegare le ginocchia all'avversario. «Knock down» tecnico a 19 secondi dell'ultima ripresa e fine del match.

    Era dalle Olimpiadi di Seoul, nel 1988, che l'Italia non vinceva un oro nella boxe. Al termine dell'incontro, Cammarelle è stato sommerso dall'abbraccio del team azzurro e dal presidente del Coni Gianni Petrucci, che gli è quasi saltato addosso per l'entusiasmo.

    Il capo della Polizia Antonio Manganelli si è congratulato telefonicamente con l'atleta delle Fiamme Oro che, con la sua vittoria, ha permesso che le Olimpiadi si chiudessero al suono dell'Inno di Mameli. Il Prefetto Manganelli si era già congratulato sabato 23 con l’Agente Scelto della Polizia di Stato Clemente Russo per la medaglia d’argento conquistata nella finale olimpica dei 91 kg.

    «Volevo entrare nella storia - ha detto Cammarelle scendendo dal podio - e penso di esserci riuscito. Dedico questa medaglia a me stesso. Me la meritavo».

    Il pugile sembra deciso a non voler passare al professionismo: «Resto nei dilettanti e difenderò il Mondiale il prossimo anno a Milano, a casa mia».

    http://www.diariodelweb.it/Articolo/...80825&Id=41496


  8. #8
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    Predefinito

    Si complimenti vivissimi ai ragazzi del pugilato italiani che hanno bissato i successi mondiali!!!
    Alcuni video:

    http://it.youtube.com/watch?v=ag8u9j66-Ko
    http://it.youtube.com/watch?v=NR3v8zOVwI4

 

 

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