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    Predefinito "La rivolta di una generazione che non ha piu' avvenire"

    L'intervista allo storico Le Goff. "L'odio è soprattutto rivolto
    contro la società e contro uno dei suoi simboli di successo"
    "La rivolta di una generazione
    che non ha più avvenire"
    "Le colpe del governo sono enormi"
    di PIETRO DEL RE


    Jacques Le Goff
    "Più che ai moti studenteschi del Sessantotto, la violenza dei ragazzi di banlieue mi fa pensare alla rivolta dei Ciompi che vide opporsi nella Firenze del Trecento i lavoratori tessili alla borghesia cittadina", dice Jacques Le Goff, grande medievalista, raffinato scrittore ed esperto conoscitore della storia d'Italia. "Mi vengono in mente anche le sommosse dei chartists, durante i primi movimenti operai nell'Inghilterra appena industrializzata". La conversazione di Le Goff spazia da jacqueries a sanguinosissime repressioni, da insurrezioni a teste mozzate. Poi però il celebre studioso comincia a sparare a zero sullo stato francese e sulle colpe del suo massimo rappresentante, il presidente Jacques Chirac, che definisce una "nullità politica". "Non è il governo di centrodestra che ha creato la situazione attuale, ma è lui che l'ha aggravata".

    Professor Le Goff, come si è giunti a questa crisi?
    "È una situazione latente, che cova sotto le ceneri da diversi anni. Perché è esplosa proprio adesso? Per via delle drammatiche condizioni economiche, sociali e culturali in cui si trovano questi giovani che non sono minimamente integrati e che non hanno avvenire".

    Ma che cosa ha scatenato il caos?
    "Vede, non è esatto sostenere che la polizia francese sia interamente razzista, però è innegabile che tra le sue forze ci sia un certo numero di uomini razzisti e violenti. Qualche giorno fa due giovani banlieusards sono morti durante gli scontri: ebbene, il ruolo della polizia in quell'incidente è rimasto oscuro. Poi ci sono state le dichiarazioni del ministro degli Interni, Nicolas Sarkozy, che ha trattato questi giovani di racaille (feccia, ndr). Quest'ultimo fatto ha modificato lo stato d'animo dei rivoltosi, i quali adesso si sentono abbandonati e insieme disprezzati".

    Quali soluzioni suggerisce per riportare la calma?
    "Bisognerebbe anzitutto trovare un lavoro ai disoccupati per integrarli in quella società che vorrebbero distruggere. Ma questo mi sembra un obbiettivo difficilmente raggiungibile perché le politiche sociali del governo francese sono disastrose".

    Crede che le scuse del ministro Sarkozy, richieste sia da parte dei rivoltosi sia dall'opposizione, servirebbero a placare gli animi?
    "Credo che i problemi di rispetto e di disprezzo siano fondamentali. Del resto, la ricerca del perdono è diventata una consuetudine politica. Va di moda. Giovanni Paolo II ha chiesto scusa agli ebrei per le persecuzioni subite durante l'inquisizione. Chirac, e questo è un punto sul quale si è comportato correttamente, ha chiesto scusa per gli eccessi della colonizzazione francese, soprattutto in Algeria. Molti europei esigono dai turchi che questi chiedano scusa per il genocidio degli armeni. Detto ciò, non credo che basterebbe un "mi dispiace" pronunciato da Sarkozy per risolvere la crisi".

    E allora come rispondere a tanta violenza?
    "L'ostilità dei giovani è rivolta anzitutto contro la polizia, poi contro il governo, infine contro l'insieme della società. È per questo che, sia pure in modo inconsapevole, scatenano il loro odio contro uno dei simboli del successo nella nostra società: l'automobile. L'atto simbolico della rivolta è incendiare le macchine".

    Quindi?
    "Le colpe prima del governo Raffarin e poi di quello Villepin sono enormi, poiché hanno fatto scomparire quelle strutture che servivano a smussare le tensioni. Mi riferisco, per esempio, alla polizia di quartiere che aveva anche il compito di discutere con i giovani. Oggi, nelle banlieues esiste soltanto una "polizia di repressione". Sono stati anche cancellati molti ruoli di mediazione. Penso a quegli operatori sociali incaricati di far regnare una certa pace sociale creando forme di dialogo tra le comunità".

    Sono "organizzati" questi giovani, come sostengono le autorità?
    "Non credo. Si tratta piuttosto di fenomeni di contagio, di imitazione, che fanno sì che le violenze si propaghino all'interno della regione parigina".

    Come andrà a finire?
    "Sono ottimista e ma anche pessimista: ottimista perché non credo che si arriverà a una violenza generalizzata; pessimista perché le cause profonde del disagio di questi giovani dureranno ancora a lungo, almeno fino al 2007, ovvero fino a quando al potere ci sarà Chirac. Fino a quella data, lo stato sarà incapace di trovare soluzioni adeguate".

    Da Rio a Nairobi e da Parigi a Roma? Crede che un giorno non troppo lontano si parlerà di mondializzazione della violenza nelle periferie?
    "Può darsi. Ma al momento quello che accade nelle favelas brasiliane è molto diverso da quanto accade nelle banlieues parigine. Ma non possiamo escludere che queste differenze vadano assottigliandosi".

    Non pensa che nell'era della televisione uno dei motivi che spingono alla devastazione e al saccheggio sia quello di apparire in video?
    "Sicuramente. Credo tuttavia che nelle periferie parigine la violenza non sia un fine ma un mezzo: è lo strumento di rivendicazione per portare i problemi di una generazione sulla pubblica piazza".


    (7 novembre 2005)

  2. #2
    legio_taurinensis
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    Questi sono i frutti dello scellerato liberismo nato dalla disillusione del cosiddetto boom economico degli anni '60. Ha creao una società rimbambita dal mito del consumismo e della vita facile, che non si è più posta il problema di occuparsi della propria esistenza.

    Rendiamo grazie ai liberatori e ai portatori di democrazia.

  3. #3
    TORINO E' GRANATA
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    ed un GRAZIE ai moretti francesi.....INGRATI non lo vogliamo fare ???

  4. #4
    Super Troll
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    Unhappy Mi sembra un'analisi molto superficiale

    Questa di le Goff mi sembra un'analisi molto superficiale e deludente, ma davvero crede che la rivolta sia imputabile al solo centrodestra di Chirac? Ovviamente il governo di Chirac non è immune da colpe e Chirac stesso è solo un vecchio marpione trasformista pronto a recitare ogni ruolo (contro le Pen al ballottaggio per l'elezione presidenziale faceva il difensore del politicamente corretto poi ha fatto il liberista poi l'antiamericano e quindi si è schierato a fianco di Bush contro la Siria) ma da qui a pensare che tutto dipenda dal fatto che il centrosinistra non sia al governo è proprio un'analisi da asilo di infanzia.Tra l'altro il signor Le goff dimentica che fu la sinistra stessa a votare per Chirac .

  5. #5
    legio_taurinensis
    Ospite

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    i moretti francesi hanno solo, giustamente, approfittato della coglionaggine di chi li ospita. Vedasi similitudine italia.

  6. #6
    Massimiliano71
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    Nessuno vuole ammettere che è il fallimento della politica di accoglienza e del progetto di società multirazziale.
    In Italia saremmo ancora in tempo a fermarci visto che sono presenti al massimo due generazioni di immigrati, ma quando saremo alla terza op alla quarta anche le nostre strade saranno scenario di questi eventi.

  7. #7
    TORINO E' GRANATA
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    Testo originale scritto da Massimiliano71
    Nessuno vuole ammettere che è il fallimento della politica di accoglienza e del progetto di società multirazziale.
    In Italia saremmo ancora in tempo a fermarci visto che sono presenti al massimo due generazioni di immigrati, ma quando saremo alla terza op alla quarta anche le nostre strade saranno scenario di questi eventi.
    questa è l'unica certezza...

  8. #8
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito

    povera mia nipote tra vent'anni.....


    spero solo ke non segua l'esempio di tante troiette torinesi che si prendono per gli R&B man....

  9. #9
    TORINO E' GRANATA
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    Testo originale scritto da Emiliano
    povera mia nipote tra vent'anni.....


    spero solo ke non segua l'esempio di tante troiette torinesi che si prendono per gli R&B man....
    vuoi mettere il "sale" sulla FERITA ????
    Se mia moglie un domani mi darà una bambina...giuro che fin da piccola imparerà a memoria i TESTI che gli dirò io....

  10. #10
    legio_taurinensis
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    no quello non lo faccio.

    Mia nipote crescerà imparando le idee e i valori che sia giusto insegnarle. Non vado a imporle di essere comunista o fascista come fate voi.

    Le insegnerò solo che ha una terra, dei valori e dovrà rispettare prima di tutto quelli, prendendo in considerazione che ci sono TANTI italiani single, umiliati e magari discriminati perchè hanno dei difetti fisici o perchè sono meno abbienti di altri, ma che possono valere molto piu' di quelle scimmie che si mettono a ballare coi pantaloni larghi fino al culo.

 

 
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