BANDIERA ROSSA S.P.A.
di Marco Zacchera
Così va il mondo a sinistra......
Ascoltando il quotidiano rapporto sugli intrecci politico-affaristici, mi stupisco che qualcuno faccia ancora finta di stupirsi dell’incredibile groviglio di intrecci e di affari che legano i partiti politici – o almeno molti di essi – a società, banche ed assicurazioni.
Sono cresciuto in una città dove i comunisti “doc” degli anni ’70 consideravano loro dovere morale comprare auto cecoslovacche della Skoda – anche se facevano un po’ pena – assicurandosi alla Unipol ed ovviamente facendo la spesa alla Coop.
Incidentalmente, la concessionaria della Skoda era ovviamente gestita da un noto esponente del PCI, il magazzino COOP stato eretto a Verbania fra le polemiche, perché in totale dispregio dei regolamenti urbanistici.
Era (e qualche volta ancora è) spontanea volontà di appartenenza, nella illusoria certezza che così facendo si aiutava anche la propria forza politica.
Così l’ Unipol cominciò ad assicurare buona parte delle auto dei vigili urbani nei comuni amministrati dal PCI, mentre il Monte dei Paschi di Siena (banca da sempre vicina alla sinistra) catturava le tesorerie degli enti locali politicamente amici.
Sull’altro fronte, DC e socialisti avevano un enorme impero finanziario dove i democristiani - con in zona la cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde a far da padrona - detenevano buona parte del potere bancario e relative fondazioni. Insomma: alla Unipol comunista faceva da controcanto la Cattolica Assicurazioni e – chissà come mai – tanti conoscenti di fede DC sono stati assunti alla Popolare di Novara, magari passando per l’anticamera di Scalfaro, leader novarese di quella DC cattolica ed anticomunista, tutta rosari e comunioni, ma di una ipocrisia nauseante.
Nulla di nuovo quindi sotto il sole, salvo che in questi anni si era ripetuto da sinistra per un milione di volte che il Cavaliere faceva i propri affari con le imprese di famiglia agevolate da leggi scritte su misura, mentre i rapporti tra grande finanza e sinistra sfumavano sullo sfondo anzi, qualcuno li pensava vergini e puritani.
Per questo a sinistra l’impatto morale è più duro, perché una parte della “base” non può che prendere atto come una parte dei propri leaders gli affari li faceva (li ha sempre fatti…) in stile Cavaliere, comprando o vendendo società.
Chi è senza peccato, però, stia attento a scagliare la prima pietra perché le irritate critiche della Margherita ai propri alleati non possono cancellare antichi ricordi di Prodi alla guida dell’IRI o della Cirio, così come imprenditori d’assalto alla De Benedetti (con il cuore a sinistra, ma il portafoglio ambivalente) hanno sempre politicamente vagabondato tra i vari segmenti del centro-sinistra.
Ricordi più attuali sono quelli di Tanzi (quello di Parmalat) a finanziare Nomisma, la società di studi che notoriamente fa capo al Professore (tra l’altro: ma Prodi, professore di che ?)
Si ripropone così l’antica questione delle lobby e delle amicizie, delle privatizzazioni che diventano soprattutto affari per gli amici, delle autority che non controllano o che sparano megamulte che poi alla fine non paga nessuno. Molta ipocrisia e poca certezza, con la gente che assiste disgustata al balletto degli attacchi e delle smentite e con Fassino diventa sempre più magro: povero compagno Piero, ti voglio bene…




Rispondi Citando