Il Nigergate secondo Furio Colombo


di Salamandra
Il Nigergate è un giallo spionistico che va e viene sui giornali italianierché?
“Sui giornali americani va e resta, invece. Il New York Times e il Washington Post il ogni santa mattina se ne occupano. E la domenica mattina, da quattro settimane, sulle tv americane che ospitano i talk show politici, il tema è stato sempre il Nigergate e l’attività di complotto dei due maggiori indiziati, Libby e Rove, i due più stretti collaboratori di Cheney e Bush junior.


Non si nota alcuna distrazione su questo argomento, tanto che anche oggi il New York Times ne parla ampiamente.
E’ tipico dei media americani, che una volta acciuffata una bugia non la riabbandonino più fino a quando non si svela il mentitore. Dall’inizio della questione Nigergate, nata con l’incriminazione della giornalista del NYT, Judith Miller, incriminata per oltraggio alla Corte per non aver rivelato che Libby era la sua fonte, da allora l’indice di popolarità del presidente Bush è precipitato al 30%
Da noi, però, non accadrebbe una cosa simile.
“Sarebbe accaduta, e in effetti è accaduta prima di Berlusconi. L’Espresso rivelò il tentato golpe di stato Borghese- Di Lorenzo. Dal giorno in cui è uscito sui giornali italiani il titolo “Nazione infetta, capitale corrotta”, ai tempi di più recenti di Mani pulite ( si ricordi il Corriere della sera che diede notizia in prima pagina dell’avviso di garanzia a Berlusconi, mentre si trova a Napoli come presidente del consiglio), fatti del genere sono capitati non spesso ma alcune volte.
Dal periodo di Berlusconi in avanti, invece, non sono accaduti mai più e sappiamo ormai con certezza che fino al 9 aprile del 2006, quando si andrà a votare per le politiche, non potranno accadere.
Perché ogni singolo conduttore di talk show è un fedele e ogni giornale è sotto intimidazione.
Quindi, non stiamo assistendo ad un glorioso confronto della stampa americana contro un inferiore giornalismo italiano. Stiamo, invece, assistendo alla più clamorosa delle anomalie del mondo industriale democratico: l’America ha un governo di destra e una stampa libera; l’Italia ha una governo di destra ( che però si chiama Berlusconi) ed è considerato un paese “parzialmente libero”!
Fino a che dura Berlusconi, non possiamo confrontare il nostro sistema delle comunicazioni con quello di altri paesi, che godono di piena libertà.
C’è la possibilità di tornare liberi e a testa alta per il sistema dei media in Italia?
Certamente c’è, se si pensa che ci sono giornalisti che sono stati licenziati o rimossi o pregati di andarsene, perché non si sono piegati. Quindi, vuol dire che dietro di loro c’è un bel numero di colleghi silenziosi che però non si sono messi al servizio del padrone.


da www.articolo21.info