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  1. #1
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    Predefinito Cittadella: sit-in per l'immigrato discriminato

    il mattino Domenica 6 novembre 2005

    PROTESTA A CITTADELLA

    Cerca un posto ma è «riservato» a lavoratori italiani
    La manifestazione davanti alla sede del centro per l'impiego di Cittadella Ferrari


    Sit-in al centro per l'impiego per l'immigrato discriminato


    ClTTADELLA.
    Offerta di lavoro per soli italiani, al centro provinciale per l'impiego di Cittadella.
    Per questa discriminazione, Rete del lavoro migrante Padova-Alta, associazione Japoo, Ascan e Zattera Urbana, con l'adesione di Fiom-Cgil, Cgil Padova e Rifondazione Comunista, hanno manifestato ieri mattina davanti all'ufficio dellavoro, all'incrocio di Borgo Bassano, solidarizzando con Ismail Aityahya, 42 anni, marocchino, regolare, in Italia dal '97.


    Col permesso di soggiorno dal 2000, il nordafricano vive a Limena ed è laureato a Lione (Francia) in ingegneria elettronica. Venerdì si era recato nel centro provinciale per l'impiego di Cittadella per un posto di lavoro.

    Ma qui, ricorda, lo aspettava una brutta sorpresa. «Da poco - spiega Aityahya - sono rimasto disoccupato e ho notato un'offerta di lavoro, come elettricista, alla Technocar spa di Limena; l'impiegata mi ha però detto, consultata la scheda, che l'annuncio era riservato a soli lavoratori italiani».

    Nel volantino di protesta, si legge che «si tratta di un atto assolutamente illegale», che va a cozzare contro la costituzione e le leggi del lavoro; illegale è pure il fatto che «l'azienda presenti richieste di questo tipo e una struttura pubblica le avalli e non le denunci».

    Daniela Ruffini, assessore all'accoglienza del Comune di Padova, presente al sit-in di protesta a Cittadella, sottolinea la natura «discriminatoria» dell'atto e invita la Provincia ad «assumersi le proprie responsabilità».
    Ruffini chiama in causa anche il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, definito dai manifestanti «alfiere della legalità», perché prenda posizione sulla vicenda.

    L'assessore provinciale al lavoro, Roberto Tosetto, spiega che «se simili episodi sono effettivamente avvenuti, li stigmatizzo decisamente». Tosetto però non condivide il modus operandi dei manifestanti.

    «Si rischia di fomentare sospetti, senza risolvere nulla: di certo i nostri uffici non hanno mai ricevuto, ne mai riceveranno, disposizioni discriminatorie da me, ne tanto meno dal presidente; i nostri centri per l'impiego - tiene a sottolineare costituiscono invece una realtà completamente integrata e molti sono gli investimenti in questo senso, dall'apprendimento della lingua ai mediatori culturali».

    Quanto a Bitonci e all'epiteto di«alfiere del la legalità», il sindaco di Cittadella commenta: «Me ne vanto».
    Poi aggiunge: «Certe chiamate in causa, su materie che non sono assolutamente di competenza dell'amministrazione comunale, mirano solo a politicizzare una questione; è un fatto specifico, che non può essere generalizzato; la nostra gente è molto più tollerante di quanto certe persone vogliano far pensare».

    (Silvia Bergamin)

  2. #2
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    Predefinito Re: Cittadella: sit-in per l'immigrato discriminato

    In origine postato da Maxadhego
    il mattino Domenica 6 novembre 2005

    PROTESTA A CITTADELLA

    Cerca un posto ma è «riservato» a lavoratori italiani
    La manifestazione davanti alla sede del centro per l'impiego di Cittadella Ferrari


    Sit-in al centro per l'impiego per l'immigrato discriminato


    ClTTADELLA.
    Offerta di lavoro per soli italiani, al centro provinciale per l'impiego di Cittadella.
    Per questa discriminazione, Rete del lavoro migrante Padova-Alta, associazione Japoo, Ascan e Zattera Urbana, con l'adesione di Fiom-Cgil, Cgil Padova e Rifondazione Comunista, hanno manifestato ieri mattina davanti all'ufficio dellavoro, all'incrocio di Borgo Bassano, solidarizzando con Ismail Aityahya, 42 anni, marocchino, regolare, in Italia dal '97.


    Col permesso di soggiorno dal 2000, il nordafricano vive a Limena ed è laureato a Lione (Francia) in ingegneria elettronica. Venerdì si era recato nel centro provinciale per l'impiego di Cittadella per un posto di lavoro.

    Ma qui, ricorda, lo aspettava una brutta sorpresa. «Da poco - spiega Aityahya - sono rimasto disoccupato e ho notato un'offerta di lavoro, come elettricista, alla Technocar spa di Limena; l'impiegata mi ha però detto, consultata la scheda, che l'annuncio era riservato a soli lavoratori italiani».

    Nel volantino di protesta, si legge che «si tratta di un atto assolutamente illegale», che va a cozzare contro la costituzione e le leggi del lavoro; illegale è pure il fatto che «l'azienda presenti richieste di questo tipo e una struttura pubblica le avalli e non le denunci».

    Daniela Ruffini, assessore all'accoglienza del Comune di Padova, presente al sit-in di protesta a Cittadella, sottolinea la natura «discriminatoria» dell'atto e invita la Provincia ad «assumersi le proprie responsabilità».
    Ruffini chiama in causa anche il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, definito dai manifestanti «alfiere della legalità», perché prenda posizione sulla vicenda.

    L'assessore provinciale al lavoro, Roberto Tosetto, spiega che «se simili episodi sono effettivamente avvenuti, li stigmatizzo decisamente». Tosetto però non condivide il modus operandi dei manifestanti.

    «Si rischia di fomentare sospetti, senza risolvere nulla: di certo i nostri uffici non hanno mai ricevuto, ne mai riceveranno, disposizioni discriminatorie da me, ne tanto meno dal presidente; i nostri centri per l'impiego - tiene a sottolineare costituiscono invece una realtà completamente integrata e molti sono gli investimenti in questo senso, dall'apprendimento della lingua ai mediatori culturali».

    Quanto a Bitonci e all'epiteto di«alfiere del la legalità», il sindaco di Cittadella commenta: «Me ne vanto».
    Poi aggiunge: «Certe chiamate in causa, su materie che non sono assolutamente di competenza dell'amministrazione comunale, mirano solo a politicizzare una questione; è un fatto specifico, che non può essere generalizzato; la nostra gente è molto più tollerante di quanto certe persone vogliano far pensare».

    (Silvia Bergamin)
    al posto di Bitonci avrei detto che è giusto e sacrosanto che il lavoro vada prima ai miei concittadini Veneti....punto

  3. #3
    email non funzionante
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    Predefinito qualcosa mi sfugge

    l'immigrato aspirante elettricista era laurato in ingegeria in francia.
    perchè viene qua ? non sarà stato espulso ?

  4. #4
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    Predefinito Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da dime can
    l'immigrato aspirante elettricista era laurato in ingegeria in francia.
    perchè viene qua ? non sarà stato espulso ?
    Vero dime can, e poi c'è anche un'altra piccola questione: non si può obbligare le aziende ad assumere lavoratori extracomunitari, magari maghrebini, se l'esperienza insegna che non valgono un'unghia di quelli padani: la qualità del lavoro degli extra è nettamente inferiore a quella di qui e su questo non ci piove.
    Alla faccia della caritas

  5. #5
    motan
    Ospite

    Predefinito Re: Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da novis
    Vero dime can, e poi c'è anche un'altra piccola questione: non si può obbligare le aziende ad assumere lavoratori extracomunitari, magari maghrebini, se l'esperienza insegna che non valgono un'unghia di quelli padani: la qualità del lavoro degli extra è nettamente inferiore a quella di qui e su questo non ci piove.
    Alla faccia della caritas
    Le aziende non hanno l'obbligo di assumere tramite i centri per l'impiego. Se non vogliono stranieri facciano autonomamente la selezione. Nel momento in cui decidono di avvalersi di tali centri non possono discriminare in base alla nazionalità:

    L. 189/02 art. 2 Comma 3.
    La Repubblica italiana, in attuazione della convenzione dell'OIL n. 143 del 24 giugno 1975, ratificata con legge 10 aprile 1981, n. 158, garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti nel suo territorio e alle loro famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.

  6. #6
    motan
    Ospite

    Predefinito Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da dime can
    l'immigrato aspirante elettricista era laurato in ingegeria in francia.
    perchè viene qua ? non sarà stato espulso ?
    Improbabile.
    L'accordo di Shengen (L.388/93, art. 25 c. 1) e la legge 39/90 condizionano il mantenimento/rilascio del permesso di soggiorno a un extra-UE espulso da un altro stato aderente alla convenzione, ad una consultazione con lo stato UE da cui è stato espulso.

    Articolo 25
    Qualora una parte contraente preveda di accordare un titolo di soggiorno ad uno straniero segnalato ai fini della non ammissione, essa consulta preliminarmente la parte contraente che ha effettuato la segnalazione e tiene conto degli interessi di quest'ultima; il titolo di soggiorno sarà accordato soltanto per motivi seri, in particolare umanitari o in conseguenza di obblighi internazionali.
    Se il titolo di soggiorno viene rilasciato, la parte contraente che ha effettuato la segnalazione procede al ritiro di quest'ultima, ma può tuttavia iscrivere lo straniero nel proprio elenco delle persone segnalate.
    Qualora risulti che uno straniero titolare di un titolo di soggiorno in corso di validità rilasciato da una delle Parti Contraenti é segnalato ai fini della non ammissione, la parte contraente che ha effettuato la segnalazione consulta la parte che ha rilasciato il titolo di soggiorno per stabilire se vi sono motivi sufficienti per ritirare il titolo stesso...

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da motan
    Le aziende non hanno l'obbligo di assumere tramite i centri per l'impiego. Se non vogliono stranieri facciano autonomamente la selezione. Nel momento in cui decidono di avvalersi di tali centri non possono discriminare in base alla nazionalità:

    L. 189/02 art. 2 Comma 3.
    La Repubblica italiana, in attuazione della convenzione dell'OIL n. 143 del 24 giugno 1975, ratificata con legge 10 aprile 1981, n. 158, garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti nel suo territorio e alle loro famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani.
    Lo so benissimo che ci sono le leggi procomunitari e che c'è anche il famigerato art. 3 della Cost., tutte cose varate sotto il diktat del socialismo e assolutamente inadatte a governare la realtà attuale. Le leggi sono solo strumenti, il loro successo dipende unicamente dal modo in cui questi strumenti sono usati e in Itaglia sono stati usati malissimo, tanto che oramai sono del tutto delegittimati.
    Anche a prescindere da questo una legge che imponga ad un imprenditore di non discriminare nell'assunzione tra un lavoratore italiano che si è formato qui e un lavoratore che si è formato nel terzo mondo è sbagliata, dal momento, caro Motan, che l'imprenditore rischia i SUOI soldi e non quelli di qualcun altro. Dunque se l'imprenditore decide di assumere l'extra fatti suoi, dovrà garantirgli parità di trattamento, ma se non lo vuole assumere non può essere obbligato a farlo.

  8. #8
    motan
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da novis
    Lo so benissimo che ci sono le leggi procomunitari e che c'è anche il famigerato art. 3 della Cost., tutte cose varate sotto il diktat del socialismo e assolutamente inadatte a governare la realtà attuale. Le leggi sono solo strumenti, il loro successo dipende unicamente dal modo in cui questi strumenti sono usati e in Itaglia sono stati usati malissimo, tanto che oramai sono del tutto delegittimati.
    Anche a prescindere da questo una legge che imponga ad un imprenditore di non discriminare nell'assunzione tra un lavoratore italiano che si è formato qui e un lavoratore che si è formato nel terzo mondo è sbagliata, dal momento, caro Motan, che l'imprenditore rischia i SUOI soldi e non quelli di qualcun altro. Dunque se l'imprenditore decide di assumere l'extra fatti suoi, dovrà garantirgli parità di trattamento, ma se non lo vuole assumere non può essere obbligato a farlo.
    Infatti io dicevo che non è obbligato ad assumere un extra-UE. Basta che non faccia uso dei centri per l'impiego, altrimenti deve sottostare a dei vincoli precisi.

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da motan
    Infatti io dicevo che non è obbligato ad assumere un extra-UE. Basta che non faccia uso dei centri per l'impiego, altrimenti deve sottostare a dei vincoli precisi.
    e perchè i centri per l'impiego devono funzionare in base a leggi e criteri che tu stesso definisci sbagliate?

  10. #10
    motan
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: qualcosa mi sfugge

    In origine postato da novis
    e perchè i centri per l'impiego devono funzionare in base a leggi e criteri che tu stesso definisci sbagliate?
    Io non sostengo che leggi sono sbagliate, dico solo che l'azienda ha libertà di scelta nel come assumere.
    Se non ha intenzione di prendere un extra-UE, ma si avvale di un centro per l'impiego, passa automaticamente dalla parte del torto.
    Comunque la 189/02 è la Bossi-Fini che impone parità di trattamento ai lavoratori (che io contesto ma per altri motivi legati al sistema delle quote).

 

 

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