Quella terra avvelenata dai bombardamenti israeliani su Gaza

Presentata una denuncia impressionante sugli effetti delle nuove armi usate dalle truppe israeliane

di Sergio Cararo*

Residui di elementi con effetti cancerogeni o mutageni in misure enormemente superiori alla media e con effetti devastanti sulla popolazione attuale e le generazioni future. E’ questo il risultato di una ricerca scientifica sul campo effettuata da un gruppo di scienziati italiani sui crateri lasciati dalle bombe israeliane su Gaza in questi anni.
I risultati della ricerca sono stati presentati questa mattina a Roma collegati in videoconferenza con la Striscia di Gaza. I professori Paola Manduca (università di Genova), Mario Barbieri (del CNR) e Maurizio Barbieri (università di Roma “ La Sapienza ) hanno illustrato gli sconvolgenti risultati delle ricerche che hanno condotto prelevando i residui sui crateri delle bombe israeliane sia nel 2006 che durante l’operazione “Piombo Fuso” a cavallo tra il 2008 e il 2009.
I confronti tra la presenza media sul terreno e quella riscontrata dagli scienziati dopo i bombardamenti su non lascia dubbi. Nei crateri di Beit Hanoun, Jabalya e Tufah ci sono residui di Tungsteno e Mercurio (producono effetti tossici e cancerogeni) in misura tra 20 e 42 volte superiore alla media il primo e tra 8 e 16 volte superiore il secondo. Ed ancora: Molibdeno (presente tra 25 e 3.000 volte il livello medio presente nel suolo) che è tossico per gli spermatozoi e produce elevati effetti sulla spermatogenesi. Non è finita: Cadmio – cancerogeno – presente fino a 7,3 volte superiore alla media; Cobalto – ha effetti mutageni e può causare la rottura della catena del dna – in misura 5 volte superiore a quella normale; Nichel, Manganese – di cui alcuni componenti sono cancerogeni – due volte superiori al livello medio. Sulla presenza di Stronzio è stata rilevata una quantità anomala ma non è stato possibile fare confronti con dati precedenti.
Insomma la terra di Gaza è stata avvelenata dai componenti chimici con cui sono composta le bombe usate dalle forze armate israeliane ed ai loro effetti immediati (centinaia di morti, di feriti, di mutilati) si devono aggiungere gli effetti nel tempo provocati da materiali cancerogeni e mutageni presenti in quantità rilevanti.
“Il nostro studio – spiega Paola Manduca, che insegna genetica all'università di Genova, portavoce del New Weapons Research Group – indica una presenza anomala di elementi tossici nelterreno. Occorre intervenire subito per limitare le conseguenze della contaminazione su persone, animali, e colture. Occorrono strategie di sostegno per le persone contaminate. Auspichiamo –aggiunge – che le indagini fino ad ora svolte dalla commissione Goldstone, voluta dalle Nazioni
unite, vadano oltre l’analisi del rispetto dei diritti umani, e prendano in considerazione e gli effetti sull’ambiente provocati dall'uso di varie tipologie di bombe e le ricadute sulla popolazione nel tempo. Una rapida raccolta di dati può essere realizzata secondo modalità che molti scienziati
possono descrivere agevolmente e programmare”.
La drammatica denuncia degli scienziati italiani del Newweapons Committee che analizzano proprio gli effetti delle nuove armi, è stata fatta in collegamento video con Gaza dove erano presenti il Ministro della salute palestinese, il prof. Samir Rafiki esperto di ambiente, Nassam Khalaf deputato del Ministero della salute ed altri scienziati e medici palestinesi.
A Gaza erano presenti diversi network televisivi internazionali come Al Jazeera e BBC. In Italia alla videoconferenza erano presenti solo giornalisti e medi attivisti dei mezzi di comunicazioni di massa alternativi.
Ad un anno dai bombardamenti israeliani e dal massacro di Gaza (1.400 palestinesi uccisi), le complicità di cui i crimini di guerra israeliani godono nel nostro paese sono ancora forti. Un motivo di più per spezzare l’assedio materiale, politico e mediatico a cui da troppo tempo i palestinesi di Gaza. Anche a questo servirà la “Gaza Freedom March” che a fine dicembre romperà l’assedio della Striscia con centinaia di attivisti provenienti da tutto il mondo che entreranno a Gaza.

* Forum Palestina