VIVA SEMPRE IL SETTE NOVEMBRE, VIVA LA RIVOLUZIONE PROLETARIA MONDIALE
In Francia stanotte 1500 vetture incendiate, poliziotti attaccati e feriti, scontri dovunque. è una rivolta proletaria di grandi dimensioni. non ci siamo sbagliati a seguirla fin dal suo nascere giovedì 28 ottobre, magari nel fastidio di qualche admin incompetente. hic Rodhus, hic salta
ciao Oreste. Mi fa piacere risentirti e leggerti. Mi fa piacere risentirci in linea. oggi ti saluto e ti immagino camminare trasandato e indaffarato come sempre. magari potremmo sederci da qualche parte di via Rambuteau o in qualche bar vicino alla vecchia Bourse du travail, la prima storica camera deel lavoro vicino a place de la republique, la dove i poligrafici prestavano la salle per fare qualche riunione di esuli. cara vecchia Republique, centro su cui convergeva la rabbia di Belville, la grande banlieue dell'epoca della Comune. E anche adesso la rabbia entra a Parigi dalla soglia dell'est, da quelle sterminate serie di cités più o meno degradate che adesso sono scoppiate e sono insorte. Dopo anni di rafles, di rastrellamenti, di angherie. Non ce ne meravigliamo. Quel che mi meraviglia è l'estensione: dal pas de Calais à Bordeau, da Pau a Toulouse a Marseille si sono rivoltati. Finite le mobilettes, le marce che finivano con Harlem Desir, i socialisti e qualche rokettaro in grandii barbecues dalle parti del parco di Versailles! Finita la filantropia della sinistra buonista. Qui siamo arrivati a questa formidabile rivolta delle banlieues e non solo. Il vento è girato. Comincia di nuovo a fischiare. Un nuovo ciclo è cominciato. Sono del tutto d'accordo con le tue emozioni e le tue osservazioni, Oreste. Sono d'accordo nel denunciare certo antimperialismo di maniera che ben conosciamo, tanto più duro e truce quanto più è distante il focolaio di lotta da appoggiare.( Mi vengono in mente graziose e compite ragazzine di Trento che si infervorano per il Nepal). Ma non è neanche Oreste da sottovalutare l'esotico, in quanto stiamo osservando. Vale a dire l'importanza della guerra contro l'Iraq, e prima e sempre l'Intifada palestinese. Voglio dire specificamente : l'importanza della resistenza palestinese e irachena. Sentivo un'intervista di schiena a un ragazzo di una cité di Lyon: diceva qui non scherziamo, qui ci sentiamo come in Iraq!! E' questo legame che mi sembra di dover sottolineare tra guerra interna e guerra esterna.
Lo voglio sottolineare particolarmente oggi, Oreste, oggi 7 novembre, data appunto di una grande insurrezione.
Che ne dici, Oreste, del 7 novembre?? Noi qui siamo arrivati Oreste, a questa nuova generazione che ha già cominciato a darci il cambio. La vediamo finalmente e non solo in America Latina, ma anche in Europa. Ho seguito in diretta il riformarsi del movimento nelle scuole, università, nelle valli, nel territorio. Senza mai dimenticare la connessione col movimento contro la guerra, il padre di tutti i movimenti.
Auguriamo a questa nuova generazione di essere più fortunata, decisa, ampia e risolutiva di noi! Ma qualcosa ci resta ancora da fare. Sulla base delle nostre oramai lunghissime esperienze ci resta da dire qualcosa sul telos, sul fine a cui convergere e sulle false piste su cui siamo talvolta scivolati.
Ti ribadisco una valutazione e mi piacerebbe sentire la tua. Il sette novembre, la rivoluzione proletaria è più che mai il telos, il fine a cui tendere. In modo ampio articolato larghissimo, non settario con al centro, forse, un blocco e non un partito monolitico che sovradetermini e schiacci. Ma un movimento complessivo che unisca molti livelli sociali, econimici, politici e che sappia incidere in maniera decisiva, che unisca le lotte, le ribbellioni, le rivolte. Come solo la rivoluzione inglese, francese, russa seppero fare.
Le immagini e le notizie che ci arrivano da tutto il mondo e oggi particolarmente dalla Francia ci dicono che questo non solo è possibile, ma è anche l'unica soluzione reale.
Basta coi gamberi rossi. E' ora di nuovo di andare avanti. Ciao Oreste, buona giornata a te e a tutti i proletari e il popolo di Francia che noi tanto amiamo.
VIVA SEMPRE IL SETTE NOVEMBRE




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