In Persia - così come in tutti i Paesi del mondo - non solo esistono vari gruppi collegati gerarchicamente alla “piramide del Male”, ma queste forze sono in eterna competizione tra loro per accaparrarsi l’osso del potere e del denaro.
In certe fasi se lo spartiscono. In altre, spinti dai loro stessi padroni, si azzannano per creare situazioni di odio, di paura e di guerra tali da determinare dei vortici oscuri nell’aura della Terra.
In Iran sono da secoli esistite delle correnti oscure facenti capo a gruppi occulti di religiosi o di nobili, legati a particolari gruppi islamici o determinate logge massoniche. In un continuo gioco di alleanze e di lotte intestine.
Mediante l’avvento della rivoluzione islamica, ormai oltre un quarto di secolo fa, una parte delle vecchie logge massoniche, influenzata da ambienti internazionali “neri” – gli stessi ambienti che da noi hanno prodotto l’aberrazione “atlantica” della P2 - ha fatto una alleanza con determinate sette islamiche per rovesciare un circuito rivale. Formalmente rappresentato dalla Shah, ma non solo.
Le forze del Male, provocando questa crisi tra due correnti comunque a loro legate, si sono garantite la creazione di un vortice che ha già prodotto decenni di guerra, odio, tortura, paura e milioni di morti.
Voglio riportare un episodio del tutto sconosciuto, che è esplicativo di questa situazione.
Un giorno, durante le prime ore della rivoluzione, tre giovani islamici, che partecipavano in modo entusiastico alle varie azioni rivoluzionarie, entrano di loro iniziativa nella villa di un ricco personaggio della élite iraniana, nel prestigioso quartiere di Elaieh, per arrestarlo e fare una perquisizione, in quanto avevano saputo che era Gran Maestro di una loggia massonica importante. E tra gli “ideali” della rivoluzione islamica c’era quello di liberarsi della massoneria. Naturalmente non lo trovano: era appena fuggito di corsa informato da qualcuno… Ma nella concitazione non aveva fatto in tempo a bruciare o a portare via il proprio archivio. I tre danno una occhiata alle carte e rimangono folgorati: il Gran Maestro era in possesso di una lista di “fratelli laici” molto importanti, ma soprattutto di una lista di religiosi islamici di altissimo livello, appartenenti ad una loggia coperta e segreta. I nomi gli fanno tremare i polsi, ma nell’entusiasmo pensano:”Bene, almeno diamo una ripulita anche nelle nostre file…”. Mettono le liste in due borse distinte, si precipitano dal mullah che presiedeva alle operazioni rivoluzionarie nella zona e gli consegnano le borse.
La notte stessa cominciano gli arresti di tutti gli appartenenti alla prima lista… Ma i ragazzi aspettano invano di vedere gli arresti della lista segreta…. Anzi col tempo vedono che i religiosi di quella lista assumono posizioni sempre più importanti nella struttura del regime iraniano. Passati alcuni mesi tornano dal mullah al quale avevano consegnato le borse per chiedergli conto della seconda lista, ma lui…serafico, insiste che lui quella lista non l’ha mai ricevuta, e che loro chiaramente non ricordano bene…
Non vi ricorda una situazione simile in Italia? Mai sentito parlare di signori che erano in una certa lista ormai dimenticata e che ora occupano posizioni di potere di grande importanza?
Le situazione post-rivoluzionaria iraniana ha fatto in modo che, come avviene in tutte le rivoluzioni, il fronte rivoluzionario abbia cominciato a “mangiare” se stesso: purghe, epurazioni, attentati, processi, colpi di stato veri e finti, che hanno ridotto lo schieramento dei rivoluzionari, fino ad arrivare a pochissimi gruppi, tutti o quasi controllati dai poteri oscuri trasversali alla politica mondiale.
Ormai chi contava in Iran – fino alle elezioni-farsa dei giorni scorsi - erano solo i “pragmatici” affaristi e gli integralisti reazionari.
I primi, rappresentati da Rafsanjani, sono un gruppo legato da sempre a certe lobbies e correnti europee, e soprattutto americane, una volta potentissime, ma al momento “perdenti” sulla scena mondiale.
I secondi coagulano il potere crescente di un gruppo sostanzialmente segreto di cui nessuno sa nulla: l’Hojattieh. Una vecchia congrega integralista islamica, ufficialmente sciolta, ma che ormai è arrivata a controllare ed influenzare, con i suoi uomini, chiamati “gli uomini in grigio”, il potere che conta in Iran: l’Imam Khamenei, l’onnipotente Consiglio dei Guardiani, il sistema giudiziario, le varie milizie rivoluzionarie dai Pasdaran ai Bassiji, i servizi di sicurezza ed il Parlamento. I pochi uomini in grigio - che hanno a suo tempo ricevuto un anello con una speciale, rara pietra scura, segno di appartenenza all’Hojattieh - ormai controllano il Paese. Le loro connessioni segrete sono con gli ambienti internazionali “neri” dai quali proviene il potere politico-militare che in questo momento domina l’occidente ed il mondo. Questo collegamento non è di dominio pubblico ed avviene a livelli altissimi di strateghi del male.
Fatto sta che ci sono alcuni strani occidentali che da sempre si occupano dei contatti con questi gruppi, e che ritroviamo ad altissimo livello in strane situazioni, come il caso Iran Contras, come mediatori di affari petroliferi, come organizzatori di guerre, e persino in oscuri affari italiani, come Sigonella, la P2, il caso Moro. Ora pare siano tra gli ispiratori della politica estera americana, imposta a tutti noi….E da tempo stanno preparando una esplosione del vortice iraniano. Enormi apparati sono all’opera da alcuni anni a predisporre la gestione di questa nuova crisi.
La creazione di una situazione critica: il nemico perfetto
La nomina del falco Ahmadinejad, espressione - che lui lo sappia o meno - della setta Hojattieh, rientra perfettamente nei piani di chi vuole creare una situazione esplosiva in Iran, che coinvolga tutta la regione ed assorba energie del mondo. I “falchi” americani non potevano trovare di meglio per portare avanti i loro piani sulla regione. Chi meglio di un regime oppressivo e radicale, intenzionato a creare problemi e ad andare avanti con la tecnologia atomica, può servire meglio i loro piani? I falchi iraniani hanno prodotto un regime che é “il nemico perfetto”… Come perfetti erano Gheddafi, Khomeini, Saddam Hussein, Bin Laden… Ma di chi erano espressione veramente questi uomini? Di quali strategie, di quali gruppi?
Quindi i falchi interni all’Iran e quelli esterni hanno attivamente collaborato per combattere i pragmatici di Rafsanjani: quello che sta per succedere in Iran deve essere strettamente controllato dallo stesso gruppo internazionale ora vincente sulla scena mondiale, senza interferenze… La gestione dei fronti che si combatteranno deve essere coordinata con la maggiore cura possibile, per creare il massimo di crisi e per gestirla con intelligenza negli anni.
Ora Rafsanjani e la sua famiglia rischiano la vita e tutte le immense fortune che hanno accumulato… Ma questo è spesso il destino di chi vende l’anima e non legge tutte le clausole del “contratto col diavolo”.
Anche questo, non vi ricorda qualche recente “capitombolo” nello scenario italiano?
Certo, i falchi in giro per il mondo difficilmente fanno quello che fanno coscientemente per il Male dell’uomo, ma ognuno ha venduto la propria anima per il proprio egoistico bene:”voglio mettere le mani sul petrolio iraniano…”; voglio vendere miliardi di dollari di armi…”; “voglio dominare la zona..”; voglio vincere il “risiko” del potere mediorientale…”; “voglio compiacere gli americani..”; voglio diventare un politico importante…” ; “ voglio obbedire al mio Gran Maestro senza farmi troppe domande…”. E per questo “dimenticano” che stanno facendo del male al prossimo.
Tutta una vendita delle anime in cambio di beni effimeri, che arriva fino al poveretto che andrà in guerra imbottito di stupidaggini sulla esportazione della democrazia, ma in fondo solo perché così “si guadagnano due soldi in più” da spendere in telefonini, macchine, ed altri prodotti delle multinazionali….
Le strategie oscure ed il futuro dello scenario iraniano
Quali scenari si presentano ora per l’Iran, per il popolo iraniano stretto nella morsa di due fronti - quello islamico e quello dei “liberatori democratici” - solo apparentemente opposti?
Questo regime può fornire, sia per la politica nucleare che per i diritti umani, infinite occasioni per interventi esterni e per disordini interni.
Fino a qualche tempo fa approfittare di cose del genere era impossibile, anche per una potenza militare come gli Stati Uniti, perché l’Iran ha una popolazione estremamente numerosa, fiera, agguerrita e ben armata. Ma ora la situazione geopolitica è del tutto mutata:
- le basi americane circondano completamente l’Iran: nell’Oceano Indiano, in tutto il Golfo Persico, in Iraq, in Azerbaijan, in Uzbekistan, Kirghizistan, Turkmenistan, in Afghanistan, in Pakistan;
- l’Hojattieh è al potere senza rivali;
- lo stesso gruppo trasversale è al potere negli Stati Uniti e nella maggioranza dei paesi europei; questo gruppo fa capo ad un sistema di forze oscure dal quale dipendono anche il terrorismo islamico ed il gruppo ora al potere in Iran;
- l’Onu è infiltrata e ridotta al silenzio;
- i pochi governi europei almeno parzialmente indipendenti sono incapaci o non vogliono opporsi.
E per di più gli stessi gruppi internazionali stanno fomentando tutti i possibili separatismi nel territorio persiano che, tranne la parte centrale, altro non è che un mosaico imperiale di popolazioni differenti. Gli arabi del khuzistan, i curdi, gli azeri, i turcomanni, i beluci, hanno i loro movimenti separatisti pronti ad entrare in campo, con facilissime linee dirette di comunicazione e di rifornimento di armi con le basi americane sparse oltre i confini. Un Iran che dovesse ritrovarsi senza le zone separatiste sarebbe un Iran senza petrolio…
Basterà un nonnulla “ben coordinato” e l’Iran esploderà in un guerra civile sanguinosa per anni. Chi ha in mano le leve dei due fronti, può agevolmente controllare la durata e l’ampiezza del vortice di morte, distruzione e odio che influenzerà la zona per anni. Una crisi di questo tipo rimetterà in discussione tutti i governi e tutti gli equilibri della zona.
Le armate nere dei potentati fatti dagli uomini che hanno “venduto l’anima” riceveranno il bottino di guerra in potere, petrolio, soldi, monopoli…
I cittadini americani, le vittime principali di questa strategia dell’odio, della paura e della violenza, daranno il principale contributo di sangue e di denaro. Le povere popolazioni mediorientali avranno milioni di morti e la perdita delle proprie risorse. L’Europa manderà i propri figli a morire, per prendere una fettina della torta del saccheggio, forzandosi a turarsi gli occhi, il naso e le orecchie.
Il resto del mondo, al quale dovrebbero andare le risorse necessarie a sfamare e curare miliardi di persone, vedrà la propria situazione peggiorare ulteriormente, perché quelle ricchezze che potrebbero salvarlo finiranno in armi dai costi pazzeschi…
Ma, soprattutto, un altro buco nero assorbirà per anni parte delle risorse e delle energie che l’umanità dovrebbe usare per la crescita della propria coscienza.
Questo schema ha già funzionato in modo molto efficiente nel conflitto arabo-israeliano, nell’esplosione della Jugoslavia, in tanti conflitti africani, asiatici e sudamericani.
E prima nelle grandi guerre e nelle grandi stragi del secolo scorso…
Non esplosioni casuali, ma la creazione e lo sfruttamento di situazioni locali da parte di forze coscienti, per produrre vortici oscuri di violenza e di paura. Per tenere bassa la frequenza dell’umanità.


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Almeno loro hanno una ragione, sbagliata o no. Voi fate solo pena. Raccogliete le briciole del padrone.

