«Linguaggio non compatibile con la sua carica e l'onore dell'Italia»
Teheran attacca Fini per le sue dichiarazioni «Che andasse o no alla marcia non era importante. E' certo però che le relazioni politiche ed economiche sono connesse»
TEHERAN - «Questo linguaggio non è compatibile con la carica di ministro degli Esteri e con la gloria e l'onore della nazione italiana». Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Hamid Reza Asefi, ha commentato le dichiarazioni fatte giovedì dal ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini, che aveva annunciato la sua rinuncia a prendere parte alla fiaccolata davanti all'ambasciata iraniana a Roma perché, tra l'altro, temeva reazioni da parte iraniana con «conseguenze lesive dei nostri interessi nazionali e della sicurezza dei nostri connazionali».
«Qualcuno - ha aggiunto Asefi, parlando durante la sua consueta conferenza stampa settimanale - ha perso il senso della sua posizione nella realtà. Che (Fini) andasse o non andasse alla manifestazione, per noi non era importante. E non deve pensare che qualcosa di speciale sarebbe accaduto». Quanto alla sicurezza degli italiani in Iran, Asefi ha affermato che «l'ospitalità iraniana è ben conosciuta nel mondo e a nessun straniero è mai stato mancato di rispetto in Iran». «Al contrario - ha detto ancora il portavoce del ministero degli Esteri iraniano - l'ostilità contro gli stranieri e l'Islam è qualcosa che viene dall'Occidente».
Asefi ha sottolineato che Teheran, dopo la disputa di questi giorni, non intende «prendere misure affrettate» per quanto riguarda i rapporti economici con l'Italia, che è il primo partner commerciale della Repubblica islamica nell'Unione europea. «Ma è chiaro - ha avvertito - che le relazioni politiche ed economiche saranno bilanciate e connesse le une con le altre. Le relazioni bilaterali devono essere basate sul rispetto e su una posizione di eguaglianza». Asefi ha detto che lo stesso concetto, valido non solo per l'Italia ma in generale per le relazioni dell'Iran con tutti i Paesi, è stato sottolineato oggi dal presidente Mahmud Ahmadinejad durante una visita al ministero degli Esteri. «Il presidente - ha spiegato il portavoce - ha detto che le autorità economiche della Repubblica islamica non sono autorizzate a prendere alcuna iniziativa senza il coordinamento con il ministero degli Esteri e le autorità politiche del sistema». Nelle ultime settimane le importazioni dalla Gran Bretagna e dalla Corea del Sud sono state fortemente limitate dopo che i due Paesi hanno preso una posizione decisamente critica del programma nucleare iraniano in seno all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).
06 novembre 2005
corriere.it




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