Le violenze avvennero nel 2000 durante il trasferimento di alcuni detenuti
SASSARI — Sostanziale conferma della sentenza di primo grado al processo d'appello per i pestaggi che sarebbero avvenuti nel carcere San Sebastiano di Sassari il 3 aprile del 2000, durante il trasferimento di un gruppo di detenuti. I giudici hanno confermato la condanna dell'ex provveditore regionale del Dap, Giuseppe Della Vecchia, riducendogli però la pena di due mesi come è accaduto anche per l'ex direttrice di San Sebastiano, Maria Cristina Di Marzio (da un anno a 10 mesi e 20 giorni). Pena aumentata di quattro mesi, invece, per il comandante delle guardie, l'allora ispettore Ettore Tomassi (un anno e 4 mesi in primo grado), e per il medico del penitenziario Antonio Adamo (quattro mesi). Il procuratore generale Francesco Palomba aveva chiesto l'assoluzione per tutti gli agenti, sollecitando invece la condanna per l'ex direttrice Cristina Di Marzio (400 euro di multa per il solo reato di omissione di denuncia) e la conferma delle pene inflitte dal Gup a Della Vecchia, Tomassi e Adamo. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio Della Vecchia aveva voluto rendere dichiarazioni spontanee, protestando la propria innocenza. Nel febbraio di due anni fa, il processo con il rito abbreviato si era concluso con la condanna dei principali imputati (un anno e sei mesi all'ex provveditore regionale Giuseppe Della Vecchia; un anno e 4 mesi all'allora ispettore Ettore Tomassi; un anno all'ex direttrice del carcere Cristina Di Marzio; 4 mesi per il medico del penitenziario Antonio Adamo) e con l'assoluzione o il proscioglimento di altri 64 su un totale di 90 rinviati a giudizio. «Giustizia sarà fatta solo in minima parte - aveva detto il procuratore generale - purtroppo il processo deve basarsi su certezze che in questo caso mancano. Nel mucchio ci può essere magari un solo colpevole, ma non è possibile distinguerlo».
Il Tempo




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