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News inserita lunedì 7 novembre 2005 alle ore 21.50 da Redazione Papaboys
VATICANO: AL VIA IL PRIMO CONGRESSO SULL'INFINITO, SCIENZA E FEDE, DUE ELEMENTI INSCINDIBILI
ROMA - (7 Novembre, h. 21.24) - Sappiamo dove può condurre una ragione scientifica fine a se stessa: la bomba atomica e la possibilità di clonare esseri umani sono frutto di una ragione che si è voluta liberare da ogni vincolo etico o religioso. Ma siamo anche consapevoli dei pericoli di una religione che recide i suoi vincoli con la ragione e diventa così preda del fondamentalismo". A parlare è il cardinale Paul Poupard Presidente del Pontificio consiglio della Cultura che Presenzierà il primo Convegno internazionale del Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest) sull'Infinito nelle Scienze, nella Filosofia e nella Teologia. L’evento si svolgerà dal 9 all'11 novembre alla Pontificia Università Lateranense (Aula Pio XI, Piazza San Giovanni in Laterano, 4).Per questo, scienziati, matematici, filosofi e teologi di tutto il mondo si ritroveranno, per la prima volta in Vaticano, per discutere di "questioni dinatura filosofica, sui grandi problemi esistenziali sull'origine ed il destino dell'universo - continua Poupard - sull'origine della vita e dell'uomo, sui problemi di natura che riguardano le applicazioni scientifiche specialmente in campo biomedico". "Il progetto STOQ - spiega il cardinale - mira a creare un nuovo clima di dialogo all'interno della Chiesa cattolica tra la cultura scientifica che pervade così fortemente il nostro mondo e la nostra vita quotidiana".
Al Convegno internazionale saranno presenti fisici e matematici provenienti dall'Università di Oxford e dall'Institute for Advanced Study di Princeton, dove lavorarono Einstein e Goedel; per la parte teologica ci saranno il cardinale Poupard, Cottier, l'arcivescovo di Lublino, Jozef Zycinski, oltre ai raddini Adin Steinsaltz dell'Israel Institute of Talmudic Publications e al rabbino Benedetto Carucci del Seminario rabbinico di Roma. Hanno accettato di confrontarsi scienziati del calibro di Juan Maldacena, teorico delle super-stringhe, Joe Silk, decano di astrofisica a Oxford, il preside dello Ias di Princeton, il matematico Enrico Bombieri, il filosofo Nino Cocchiarella – ma altro cervello italiano emigrato negli Usa, massimo esperto di ontologia formale -, Rodolfo Guzzi, dell'Agenzia Spaziale Italiana. "Un convegno del genere non era mai stato organizzato. E' il frutto di un rapporto di ricerca tra scienza e fede. Un rapporto che interroga l'umanità, indipendentemente dal credo di ogni essere umano" spiega monsignor Gianfranco Basti, docente di metafisica al Laterano e direttore del progetto Stoq, il primo consorzio ufficiale tra le università pontificie per la ricerca sulla relazione scienza-fede. "E' un argomento affascinante – prosegue monsignor Basti - molti dei relatori che arriveranno a Roma dal 9 all'11 di novembre non sono nemmeno credenti. Tuttavia nel mondo accademico si fa strada la consapevolezza che per troppo tempo questi due campi, la ricerca teologica e quella scientifica, sono rimasti indifferenti l'uno dall'altro.
Finanziato dalla Templeton Foundation, con il supporto di altri sponsor italiani ed esteri, STOQ è uno dei più prestigiosi programmi di ricerca sul rapporto fra scienza, filosofia e teologia, coordinato dal Pontificio Consiglio per la Cultura, partecipato dalle Università Pontificie Lateranense e Gregoriana e dal Pontificio Ateneo ‘Regina Apostolorum’: in soli due anni di attività ha coinvolto oltre 650 fra studenti e professori provenienti da 56 nazioni del mondo, con 11 tesi di dottorato sui temi riguardanti la scienza e il rapporto tra filosofia e teologia.




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