Personalmente un'infinità, e non necessariamente perché non mi siano piaciuti.
Quelli che mi vengono in mente su due piedi:
"Il pendolo di Foucault" di Eco. C'è chi può e chi non può.
"Il tamburo di latta" di Grass, letto per due terzi, prestato -e mai più rivisto- a un mio amico un paio di anni fa.
"Lettere di mio figlio sul '68" di Mario Capanna, regalatomi incautamente dai miei genitori
"Alla ricerca del tempo perduto" di Proust. Devo averlo lasciato in sospeso per un accavallarsi di libri...
"I fratelli Karamazov" di Dostojevski, letto all'incirca per un quarto, chissà se lo riprenderò mai in mano. Mi sa che rimarrà un rimpianto.
"Il Nuovo Testamento" AA. VV., gli Atti degli Apostoli e l'Apocalisse non hanno mai esercitato fascino su di me.




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