Maurizio Blondet
08/11/2005

TEHERAN - Con l’elezione in Iran dell’ex sindaco di Teheran Mahmud Ahmadinejad, nella repubblica islamica ha preso il potere una società segreta sciita, la Hujjatiya.
Così almeno sostengono i servizi di spionaggio sauditi, che sembrano molto allarmati di questa scoperta, al punto da aver messo a punto delle misure di sicurezza preventiva molto rigide per evitare infiltrazioni nel regno saudita, che è massicciamente sunnita.
La Hujjatiya è un gruppo religioso che si era formato nella clandestinità nel 1953, per sfuggire alla sorveglianza dello Scià.
Derivato da una corrente chiamata Mehdawi (il nome fa riferimento al dodicesimo imam, «l’imam nascosto» della Scià, di cui si attende il ritorno), la Hujjatiya professa una dottrina insieme gnostica, fatalista e determinista: sicché ad esempio rifiuta l’idea coranica di retribuzione divina delle azioni, poiché ogni azione umana è necessariamente determinata e dunque non implica né scelta, né colpa, né merito.



In odio ai Pahlavi, la società segreta non si è opposta, se non ha favorito, all’avvento al potere dell’ayatollah Khomeini, che quando è tornato dal suo esilio a Parigi ha tenuto i suoi primi incendiari discorsi nella madrassa della Hujjatiya a Qom.
Ma in seguito Khomeini l’ha combattuta.
E una sorta di armistizio tra Khomeini e il gruppo segreto si è stabilito solo durante la guerra con l’Iraq di Saddam.
Ma dalla morte di Khomeini (1989) la Hujjatiya pare abbia rafforzato e consolidato la sua rete, sia nella piccola borghesia del bazar di Teheran, sia nelle scuole religiose di Qom e Mashad: qui vive la sua guida religiosa, l’ayatollah Muhammad Mesbah al-Yazdi.
Secondo i servizi sauditi, della società farebbe parte Ahmadinejad, ma non da solo.
Anche il ministro del controspionaggio Gholam Hossein Mohseni Ejehi ne sarebbe un adepto; e così il ministro della Difesa Mohammed Mostafa Najar e quello degli Esteri, Manucher Motaki.

I pasdaran (guardie della rivoluzione) sarebbero egemonizzati dalla società segreta, come la Vavak (la polizia segreta islamica, gemella della Savak dello Scià).
Lo stesso Ali Khamenei, l’ayatollah supremo successore di Khomeini, sarebbe «ostaggio» di questo movimento.
E la società segreta avrebbe avocato a sé la questione del nucleare iraniano, con la sostituzione al posto di segretario della sicurezza nazionale del diplomatico Hassan Rohani con l’adepto Ali Lariani.
Se l’ipotesi è fondata, getta una luce anche più significativa sul recente discorso di Ahmadinejad (passato sui media come «cancellare Israele dalla carta geografica»): Ahmadinejad si è riferito alle «profezie» avveratesi di Khomeini (la caduta dell’URSS, di Saddam e dello Scià) per invitare alla ferma fede-deterministica nel prossimo avverarsi dell’altra, «un mondo senza l’America e senza il sionismo».

Maurizio Blondet

(Fonte: Intelligence online, n. 509).




Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.