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Un testo per molti "profetico"...ma che di profetico non ha nulla se non il racconto di FANTASCIENZA......del quale è imperniato
La presentazione dice:
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Tra "fantasy" e fantascienza classica, nove tra i migliori racconti pubblicati nel 1976-77 da "Magazine of Fantasy & Science Fiction". Nel 1974 una scelta analoga, imperniata sul racconto di Silverberg "Buone notizie dal Vaticano", sollevò un certo scandalo: l'idea che un futuro Conclave potesse eleggere Papa un "computer" parve offensiva. Ma da allora sono passati quattro anni, durante i quali un pubblico sempre più vasto s'è familiarizzato con gli sconcertanti paradossi della fantascienza. "Il dilemma di Benedetto XVI" non è che un altro di questi paradossi.
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Un altra recensione lo presenta così (in neretto metterò i passi che a mio parere sono degni di un approfondimento al di la poi del racconto fantasioso...):
Che il successore di Giovanni Paolo II si sarebbe chiamato Benedetto XVI , gli appassionati di fantascienza lo sapevano già da quando fu eletto, nel 1978. Il numero 745 di Urania, pubblicato nel marzo di quel fatidico anno, si intitolava infatti Il dilemma di Benedetto XVI.
Il racconto, scritto da Herbie Brennam, è un po’ la dimostrazione di quanto la fantascienza possa guardare avanti. In un futuro non ben definito, Brennam immagina che il Vaticano sia stato trasferito a Ginevra e ricostruito più o meno pietra su pietra. Non è spiegato bene il perché, ma tra le circostanze più divertenti ci sono i centurioni mandati dal comune di Roma a sostituire le guardie svizzere e i programmi trasmessi in olografia da TeleVaticano.
In realtà, mimetizzati sotto una patina straniante, quasi surreale, Brennam tratta i materiali tipici dell’utopia negativa: sullo sfondo, infatti, c’è la vicenda di Victor Ling, il tiranno che opprime il popolo di Anderstraad con la sua dittatura sanguinaria. I protagonisti del racconto riconosco in lui il nuovo Hitler, l’ennesima incarnazione del male. Leggere ulteriori riferimenti alla situazione attuale sarebbe un giochino fin troppo facile (ma viviamo o no nell’epoca in cui si vanno realizzando le peggiori visioni distopiche?).
Ad ogni modo, il tema fondamentale del racconto è proprio questo: .................il dovere di lottare contro il Male che ritorna, perennemente, per sconvolgere il mondo. È questa l’ossessione e il dilemma di Benedetto XVI, , che vive - nel racconto del libro - tormentato dalle visioni dell’Apocalisse di San Giovanni e della Battaglia dell’Armageddon. Sintomi allucinatori o segni di santità?
Il Papa si rivolge allora a un grande psichiatra, il dottor Steinmann: “Vi chiediamo di decidere, nel più breve tempo possibile, se io sono matto”. Benedetto XVI, infatti, ha intenzione di armare lo Stato del Vaticano e sferrare un attacco militare contro la nazione di Anderstraad. Il finale si chiude in modo troppo veloce e sicuramente ambiguo: Steinmann dichiara il Papa sano di mente e al tempo stesso confida a un cardinale che Benedetto XVI è, in realtà, affetto da “schizofrenia monodirezionale”. Steinmann spera infatti segretamente che la guerra di Bendetto XVI possa spazzare per sempre la dittatura di Victor Ling.
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che ne pensate????![]()





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