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    Predefinito Alcune verità sulla....

    ....Cirielli

    Chi vi parla, a proposito della legge ex Cirielli, di costituzionalità, di eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, di retroattività buona o cattiva, di favori, e altre amenità del nostro latinorum giuridico, mente.
    In politica la menzogna è una funzione ordinaria del discorso, della retorica pubblica e privata. Anche noi che scriviamo nei giornali diciamo bugie, ma c’è uno scambio tra la nostra sostanziale irrilevanza e la possibilità di dirne una di meno.
    Questo è il caso.
    Sulla legge che contiene una clausola di salvezza dell’onorevole Previti e del premier Berlusconi dai processi che li riguardano possiamo permetterci di dire un’innocua verità.
    Che è la seguente.
    Qualunque cosa si pensi dei contenuti materiali e delle procedure di quei processi – e noi non siamo giudici – è chiaro a chiunque non sia fazioso che si tratta di campagne giudiziarie politicizzate, figlie di una stagione di violenta e brutale aggressione del giudiziario contro “il politico” che ha distrutto una forma repubblicana e tutti i partiti che hanno firmato la Costituzione, nessuno escluso, salvando un pezzo della classe dirigente oggi raccolta nel centrosinistra e bastonando elvaggiamente, con il criterio discriminatorio che Di Pietro riassunse bene nella frase “io a quello lo sfascio”, lo schieramento avversario, da Andreotti a Craxi a Berlusconi.
    Berlusconi e i suoi, che hanno vissuto come tutti nell’illegalismo italiano, e in compagnia di tutti, hanno reagito da undici anni e si sono difesi con il consenso popolare, sia quando erano in maggioranza sia quando erano in minoranza, vincendo all’ingrosso la battaglia data con tutti i mezzi.
    La clausola della prescrizione che li riguarda è l’ultimo di questi mezzi.
    Il peggiore, perché li costringe a dire molte bugie, conferisce a quegli ipocriti servi del giustizialismo il crisma della verità, perché dissimula l’autodifesa politica in una legge che, in tema di recidiva, farà scoppiare le carceri e ripropone una disgustosa separazione di destini tra colletti bianchi e poveri cristi.
    Con il governo Berlusconi avrebbe dovuto succedere esattamente il contrario.
    I magistrati che fanno politica con mezzi altrettanto disgustosi avrebbero dovuto essere messi in condizione di non nuocere.
    Il golpe contro l’immunità parlamentare, passaggio decisivo della campagna reazionaria e antidemocratica di Mani pulite, avrebbe dovuto essere spazzato via dal ripristino dell’articolo 68 della Costituzione, inventato dai Nenni, dai Terracini, dai Togliatti, dai Dossetti, dai Calamandrei per difendere la politica degli eletti del popolo dalla prepotenza politica o corporativa dei funzionari togati.
    Ai poveri cristi in attesa di giudizio dovevano essere offerte più garanzie, investimenti in carceri degne della comune umanità e in un sistema di giustizia liberato dai suoi aspetti borbonici, rispondendo alla giusta attesa di sicurezza sociale con pene certe e in tempi brevi.
    Con cento deputati di maggioranza, non è che fosse così complicato realizzare queste riforme e mettere in difficoltà gli avversari, condannandoli a divenire migliori di come sono o a gettare la maschera che copre il loro spirito forcaiolo.
    Detto questo, l’emendamento dell’Udc, promosso dal nuovo segretario che ha avuto i suoi guai con la giustizia e ha coperto con la sua resistenza alte responsabilità politiche comuni al suo partito e alla sua classe dirigente, senza eccezioni, fa un po’ ribrezzo.
    Vogliono separare per ragioni politiche il destino di Berlusconi da quello di Previti, ragionano come quei pm che attuarono la decimazione denunciata da Sergio Moroni prima di spararsi un colpo in testa nella cantina di casa sua.

    Ferrara su il Foglio

    Ps: non basta un veloce accenno al sostituto di Follini ma avrei gradito più “cattiveria” in quello che Ferrara scrive.
    Dimentica che il potere che la magistratura “impegnata” ha rapinato alla “Politica” è stato ceduto da uno Stato governato da oltre cinquant’anni dai “potenti” democristiani” coperti dai “potenti” clericali e assecondati dai “potenti” comunisti, quelli che – dicevano loro- erano l’unica vera e forte e onesta opposizione.
    Dimentica che l’unico partito di vera opposizione, quello “fascista” e quindi, in quanto tale, ammanettato e reso innocuo nell’angolino non occupato dalla “resistenza antifascista”, convinto che così facendo sarebbe riuscito a metter fuori la testa dalla “cacca” che tutto copriva, applaudiva alla “magistratura pulita, libera e indipendente” che arrivava là dove la
    “democrazia” non poteva arrivare.
    Bene: queste ottime persone si sono intruppate chi in FI e chi nella CdL.
    Penso che con quella gente attorno Berlusconi abbia fatto il possibile.

    Inoltre Ferrara dimentica il potere del Quirinale, a prescindere dall’Inquilino.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    Vi è chi in questi ultimi tempi va rivolgendo una qualche critica a iniziative ed interventi del presidente della Repubblica, la cui cortina di assoluta discrezione da cui sono avvolti viene strappata da abili giornalisti. Si arriva addirittura a parlare di indebita ingerenza.
    Vittorio Feltri, con la consueta perspicacia, ha ragione a ritenere che farà tutto quello che teme.
    Il problema è che è legittimato a farlo.
    Vi è anzitutto una cosa da chiarire.
    Il presidente della Repubblica non è il capo di uno Stato monarchico: non può essere infatti un " presidente apolitico" per il solo fatto che è il capo di uno Stato repubblicano, la cui nomina promana da un accordo politico tra soggetti politici.
    Inoltre, poiché anche la vita delle istituzioni " horret vacum", più deboli sono politicamente i governi, come nell'ultimo scorcio della Prima Repubblica, ed ancora di più successivamente ( e la parabola discendente non è ancora finita...), e più si rafforza il ruolo politico del capo dello Stato, l'unico organo stabile.
    Di conseguenza sempre più " politica" diventa la funzione di " garanzia" del capo dello Stato.
    Durante le importanti e decisive presidenze Scalfaro e Ciampi questa evoluzione ha avuto un acceleramento. Oggi la funzione di " garanzia" non è più soltanto una funzione di " garanzia formale" a tutela della costituzionalità, ma che ha anche come parametri i principi " fondamentali" della Costituzione, tra cui il limite al potere della maggioranza, la quale può riformare le leggi fondamentali sono con il " concorso" tra le forze maggiori dell'" arco costituzionale".
    Essa è anche una funzione di " garanzia sostanziale" dell'equilibrio politico- istituzionale, in tutti i suoi aspetti.
    Lo svolgimento di questo ruolo importa di necessità una attività di quasi- indirizzo politico.
    Così sarebbe legittimo che, a parte di possibili rilievi d'ordine costituzionale, sui quali io non concordo, il presidente Ciampi rinviasse alle Camere la legge elettorale perché approvata soltanto dalla maggioranza, in " violazione" del " patto fondante" della Costituzione della Repubblica e della regola dell'" approvazione bipartisan" dei provvedimenti più importanti, quale appunto la legge elettorale.
    Fin nella Costituzione, con la continua e pressante interpretazione della sinistra comunista, e poi con l'alto insegnamento ed appello dei presidenti Scalfaro e Ciampi a favore delle " larghe intese", il principio maggioritario e cioè del " più uno", su cui si fondava la democrazia classica, era stato offuscato da una più moderna concezione di " democrazia progressiva", secondo la grande visione di Enrico Berlinguer che nella politica del " compromesso storico" e nella formula del " governo di solidarietà nazionale" vedeva il modulo nuovo e permanente del governo del Paese, avente naturalmente il suo perno nella " egemonia nella libertà" della classe lavoratrice e del Partito comunista, alleato del cattolicesimo sociale e politico, così come domani potrebbe e dovrebbe essere l'egemonia dei Ds e del sindacato, alleati a sinistra con il " movimentismo" ed a destra con il " neo riformismo cattolico prodiano".
    Così sarebbe " legittimo" che il presidente Ciampi rinviasse la " legge ex Cirielli" perché non in sintonia con il " sentimento popolare della giustizia".
    Ed altrettanto varrebbe per l'ammissione degli spot elettorali, oltre che per violazione del " principio della eguaglianza economica" tra le parti politiche almeno sul piano elettorale ed anche perché " non in sintonia con il miglior senso popolare della eguaglianza".
    Per il carattere ormai di " funzione di garanzia dinamica" dell'equilibrio politicoistituzionale del Paese, deve essere riconosciuto al capo dello Stato anche il potere di " trattativa per pacchetto" con il governo delle varie leggi.
    E questo può dire: « Abbandonate la " ex- Cirelli", non presentate la legge sugli spot, ed io vi lascio alla fine passare la nuova legge elettorale, magari con un rapido e facilmente superabile rinvio tattico. Ché altrimenti tra rinvio " al limite" o " rifiuto assoluto di promulgazione", io non vi lascio passare niente! » .
    È duro ma le regole della " costituzione reale" sono ormai queste anche per il vuoto politico ancora di più aperto da questa maggioranza divisa e da questo governo incerto.

    Francesco Cossiga

    Su Libero

    Il Presidente Cossiga cita Ciampi e Scalfaro come Presidenti importanti e decisivi.
    Però, come ex Inquilino del Colle deve ben conoscere l'importanza delle centinaia di Personaggi che del Quirinale sono i veri padroni, quelli che non se ne vanno mai.
    E che pochi conoscono.
    E che non è molto chiaro da chi "possono" essere controllati.
    E che sono stati "assunti" proprio da Presidenti "importanti e decisivi".
    Che poi, in definitiva, son quelli che preparano, elaborano, trattano, mercanteggiano, suggeriscono le soluzioni.

    Attenzione: personaggi che nessuno ha eletto.

    saluti

    saluti

  3. #3
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    In origine postato da antonio
    Titolo grande sulla prima della Stampa: «L’ira di Previti: l’Udc contro di me». Il deputato di Forza Italia, ex-ministro, uomo chiave del sistema berlusconiano, dichiara: «L’emendamento dell’Udc (alla legge Cirielli) è contro di me, una legge "contra personam, altro che ad personam". Allora sarebbe meno ipocrita un emendamento che dica che questa legge non si applica a un solo cittadino, cioè il sottoscritto». Sino a ieri la Cdl sosteneva che la legge Cirielli ha finalità generali e positive (raddoppio delle pene ai recidivi), e che l’abbassamento dei termini della prescrizione era una norma che riguardava tutti e non solo Previti, il quale, «per caso», rientrava nei casi previsti. L’obiezione, non solo dell’opposizione, ma dei magistrati e di quasi tutti i giuristi, era: si tratta di un’amnistia truccata e un favore reso a certi imputati eccellenti. L’Udc, col suo emendamento, riduce la moria dei processi in corso e, «per caso», tra quelli che non muoiono c’è anche il processo di Previti. Non si capisce perché chi ieri negava che la «ex Cirielli» favorisse Previti, ora protesta perché lo stesso non sarebbe tra i beneficiati. Insomma, incluso «per caso» prima, escluso «per caso» dopo. O no?
    -----------------------------------
    Beh, o fai il finto tonto o sei un bamboccetto:

    prima la legge, oltre a Previti favoriva altre centinaia di migliaia di persone.
    Oggi la legge modificata favorisce i primi e discrimina Previti

 

 

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