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    Predefinito Lo studio della Scrittura: Benedetto XVI mette i puntini sulle i

    ALLA PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA
    Il Papa: la Scrittura può essere compresa soltanto nella Chiesa

    Ieri mattina Benedetto XVI ha ricevuto in u dienza i membri della Pontificia Commis sione Biblica. Di seguito il testo del discorso pronunciato dal Papa.

    Signor cardinale, cari membri della Pontificia Commissione Biblica,

    sono lieto di accogliervi ancora una volta al termine della vostra annuale Assemblea plenaria. Ringrazio il signor cardinale Wil liam Levada per il suo indirizzo di saluto e per la concisa esposizione del tema che è stato oggetto di attenta riflessione nel cor so della vostra riunione. Vi siete nuova mente radunati per approfondire un argo mento molto importante: l’ispirazione e la verità della Bibbia. Si tratta di un tema che riguarda non soltanto il credente, ma la stessa Chiesa, poiché la vita e la missione della Chiesa si fondano necessariamente sulla Parola di Dio, la quale è anima della teologia e, insieme, ispiratrice di tutta l’e sistenza cristiana. Il tema che avete af frontato risponde, inoltre, a una preoccu pazione che mi sta particolarmente a cuo re, poiché l’interpretazione della Sacra Scrittura è di importanza capitale per la fe de cristiana e per la vita della Chiesa.

    Come ella ha già ricordato, signor pre sidente, nell’enciclica Providentissi mus Deus papa Leone XIII offriva a gli esegeti cattolici nuovi incoraggiamenti e nuove direttive in tema di ispirazione, ve rità ed ermeneutica biblica. Più tardi Pio XII nella sua enciclica Divino afflante Spi ritu raccoglieva e completava il preceden te insegnamento, esortando gli esegeti cat tolici a giungere a soluzioni in pieno ac cordo con la dottrina della Chiesa, tenen do debitamente conto dei positivi apporti delle scienze profane. Il vivo impulso dato da questi due Pontefici agli studi biblici ha trovato piena conferma nel Concilio Vati*cano II, cosicché tutta la Chiesa ne ha trat to beneficio.

    In particolare, la Costituzione conciliare Dei Verbum illumina ancora og gi l’opera degli esegeti cattolici e invita i pa stori e i fedeli ad alimentarsi più assidua mente alla mensa della Parola di Dio. Il Concilio ricorda, al riguardo, innanzitutto che Dio è l’Autore della Sacra Scrittura: «Le cose divinamente rivelate che nei libri del la Sacra Scrittura sono contenute e pre*sentate, furono consegnate sotto l’ispira zione dello Spirito Santo. La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le lo ro parti, perché, scritti sotto ispirazione del lo Spirito Santo, hanno Dio per autore e co- D me tali sono stati consegnati alla Chiesa» ( Dei Verbum, 11). Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asserisco no è da ritenersi asserito dallo Spirito San to, invisibile e trascendente Autore, si de ve dichiarare, per conseguenza, che «i libri della Scrittura insegnano fermamente, fe delmente e senza errore la verità che Dio per la nostra salvezza volle fosse conse gnata nelle sacre Lettere» ( ibid., 11). alla corretta impostazione del con cetto di divina ispirazione e verità della Sacra Scrittura derivano alcu ne norme che riguardano direttamente la sua interpretazione. La stessa Costituzione Dei Verbum, dopo aver affermato che Dio è l’autore della Bibbia, ci ricorda che nella Sacra Scrittura Dio parla all’uomo alla ma niera umana. Per una retta interpretazio ne della Scrittura bisogna dunque ricerca re con attenzione che cosa gli agiografi han no veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro pa role. «Le parole di Dio infatti, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al lin guaggio degli uomini, come già il Verbo del l’eterno Padre, avendo assunto le debolez ze dell’umana natura, si fece simile agli uo mini » ( Dei Verbum, 13).

    Queste indicazio ni, offerte per una corretta interpretazione di carattere storico-letterario, richiedono un indispensabile collegamento con le pre messe della dottrina sull’ispirazione e ve rità della Sacra Scrittura. Infatti, essendo la Sacra Scrittura ispirata, c’è un sommo prin cipio di retta interpretazione senza il qua le gli scritti sacri resterebbero lettera mor ta: la Sacra Scrittura deve «essere letta e in terpretata con l’aiuto dello stes so Spirito mediante il quale è sta ta scritta» ( Dei Verbum, 12). A l riguardo, il Concilio Va ticano II indica tre criteri sempre validi per una in terpretazione della Sacra Scrittu ra conforme allo Spirito che l’ha ispirata. Anzitutto occorre pre stare grande attenzione al conte nuto e all’unità di tutta la Scrit*tura. Infatti, per quanto siano dif ferenti i libri che la compongo no, la Sacra Scrittura è una in forza dell’u nità del disegno di Dio, del quale Cristo Ge sù è il centro e il cuore (cfr Lc 24,25-27; Lc 24,44-46). In secondo luogo occorre legge re la Scrittura nel contesto della Tradizio ne vivente di tutta la Chiesa. Secondo un detto dei Padri « Sacra Scriptura principa lius est in corde Ecclesiae quam in mate rialibus instrumentis scripta » ossia «la Sa cra Scrittura è scritta nel cuore della Chie sa prima che su strumenti materiali». Infatti la Chiesa porta nella sua Tradizione la me moria viva della Parola di Dio ed è lo Spiri to Santo che le dona l’interpretazione di essa secondo il senso spirituale (cfr Orige ne, Homiliae in Leviticum, 5,5).

    Come ter zo criterio è necessario prestare attenzio ne all’analogia della fede, ossia alla coe sione delle singole verità di fede tra di loro e con il piano complessivo della Rivelazio ne e la pienezza della divina economia in esso racchiusa. I l compito dei ricercatori che studiano con diversi metodi la Sacra Scrittura è quello di contribuire secondo i suddet ti principi alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della Sacra Scrittu ra. Lo studio scientifico dei testi sacri non è da solo sufficiente. Per rispettare la coe renza della fede della Chiesa l’esegeta cat tolico deve essere attento a percepire la Pa rola di Dio in questi testi, all’interno della stessa fede della Chiesa. In mancanza di questo imprescindibile punto di riferi mento la ricerca esegetica resta incomple ta, perdendo di vista la sua finalità princi pale, con il pericolo di diventare addirittu ra una sorta di mero esercizio intellettua le. L’interpretazione delle Sacre Scritture non può essere soltanto uno sforzo scien tifico individuale, ma deve essere sempre confrontata, inserita e autenticata dalla Tra*dizione vivente della Chiesa. Questa nor ma è decisiva per precisare il corretto e re ciproco rapporto tra l’esegesi e il Magiste ro della Chiesa.

    L’esegeta cattolico non nu tre l’illusione individualista che, al di fuori della comunità dei credenti, si possano comprendere meglio i testi biblici. È vero invece il contrario, poiché questi testi non sono stati dati ai singoli ricercatori « per soddisfare la loro curiosità o per fornire lo ro degli argomenti di studio e di ricerca» ( Divino afflante Spiritu, EB 566). I testi i spirati da Dio sono stati affidati alla comu nità dei credenti, alla Chiesa di Cristo, per alimentare la fede e guidare la vita di carità. Il rispetto di questa finalità condiziona la validità e l’efficacia dell’ermeneutica bi blica. L’enciclica Providentissimus Deus ha ricordato questa verità fondamentale e ha osservato che, lungi dall’ostacolare la ri cerca biblica, il rispetto di questo dato ne favorisce l’autentico progresso.

    Essere fedeli alla Chiesa significa, in fatti, collocarsi nella corrente della grande Tradizione che, sotto la guida del Magistero, ha riconosciuto gli scritti ca nonici come parola rivolta da Dio al suo popolo e non ha mai cessato di meditarli e di scoprirne le inesauribili ricchezze. Il Concilio Vaticano II lo ha ribadito con gran de chiarezza: «Tutto quello che concerne il modo di interpretare la Scrittura è sotto posto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino manda to e ministero di conservare e interpretare la Parola di Dio» ( Dei Verbum, 12). Come ci ricorda la summenzionata Costituzione dogmatica esiste una inscindibile unità tra Sacra Scrittura e Tradizione, poiché en trambe provengono da una stessa fonte: «La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura so no strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Ambedue infatti, scaturendo dal la stessa divina sorgente, formano, in un certo qual modo, una cosa sola e tendono allo stesso fine. Infatti la Sacra Scrittura è parola di Dio in quanto è messa per iscrit to sotto l’ispirazione dello Spirito Santo; in vece la sacra Tradizione trasmette inte gralmente la parola di Dio, affidata da Cri sto Signore e dallo Spirito Santo agli apo stoli, ai loro successori, affinché questi, il luminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano. In questo mo do la Chiesa attinge la sua certezza su tutte le cose ri velate non dalla sola Sacra Scrittura. Perciò l’una e l’al tra devono esser accettate e venerate con pari sentimen to di pietà e di riverenza » ( Dei Verbum, 9).

    Soltanto il contesto ecclesiale permette alla Sacra Scrittura di essere compresa come autentica Parola di Dio che si fa guida, norma e regola per la vita della Chiesa e la crescita spirituale dei cre denti. Ciò comporta il rifiuto di ogni in*terpretazione soggettiva o semplicemen te limitata a una sola analisi, incapace di accogliere in sé il senso globale che nel corso dei secoli ha guidato la Tradizione dell’intero popolo di Dio. C ari membri della Pontificia Com missione Biblica, desidero conclu dere il mio intervento formulando a tutti voi i miei personali ringraziamenti e incoraggiamenti. Vi ringrazio cordialmen te per l’impegnativo lavoro che compite al servizio della Parola di Dio e della Chiesa mediante la ricerca, l’insegnamento e la pubblicazione dei vostri studi. A ciò ag giungo i miei incoraggiamenti per il cam mino che resta ancora da percorrere. In un mondo dove la ricerca scientifica assume una sempre maggiore importanza in nu merosi campi è indispensabile che la scien za esegetica si situi a un livello adeguato. È uno degli aspetti dell’inculturazione della fede che fa parte della missione della Chie sa, in sintonia con l’accoglienza del miste ro dell’Incarnazione. Cari fratelli, il Signo re Gesù Cristo, Verbo di Dio incarnato e di vino Maestro che ha aperto lo spirito dei suoi discepoli all’intelligenza delle Scrit ture (cfr Lc 24,45), vi guidi e vi sostenga nelle vostre riflessioni.

    La Vergine Maria, modello di docilità e di obbedienza alla Parola di Dio, vi insegni ad accogliere sempre meglio la ricchezza inesauribile della Sacra Scrittura, non soltanto attra verso la ricerca intellettuale, ma anche nella vostra vita di credenti, affinché il vo stro lavoro e la vostra azione possano con tribuire a fare sempre più risplendere da vanti ai fedeli la luce della Sacra Scrittu ra. Nell’assicurarvi il sostegno della mia preghiera nella vostra fatica, vi imparto di cuore, quale pegno dei divini favori, l’a postolica benedizione.
    Benedetto XVI

    http://www.avvenire.it/Chiesa/Il+Pap...2244830000.htm
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Lo studio della Scrittura: Benedetto XVI mette i puntini sulle i

    Beh, è il fondamento stesso del cattolicesimo.
    noi cattolici obbediamo alla Chiesa ed al Catechismo.
    vorrei ben vedere che si affermi diversamente.
    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
    Unica speranza per noi cittadini e lavoratori poveri è un vero governo di destra, che ripristini il potere di governo, riorganizzi l'economia, diffonda moralità, legge ed ordine. \o

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Lo studio della Scrittura: Benedetto XVI mette i puntini sulle i

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Beh, è il fondamento stesso del cattolicesimo.
    noi cattolici obbediamo alla Chiesa ed al Catechismo.
    vorrei ben vedere che si affermi diversamente.
    Non è, purtroppo, così scontato.
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  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Lo studio della Scrittura: Benedetto XVI mette i puntini sulle i

    bene... speriamo seguano i fatti.

  5. #5
    Bibidibobidibù
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    Predefinito Riferimento: Lo studio della Scrittura: Benedetto XVI mette i puntini sulle i

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Non è,purtroppo, così scontato.

 

 

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