Battendo 1-0 Houston in gara-4 la squadra di Chicago conquista le World Series: non succedeva dal 1917. Decisivo un singolo di Dye, eletto mvp delle finali

l vento è cambiato nelle Majors. La vittoria dei Boston Red Sox nella scorsa stagione ha dimostrato che l’impossibile può accadere nello sport a stelle e strisce. Se qualcuno aveva ancora dubbi in proposito adesso a fugarli ci hanno pensato i Chicago White Sox, battendo gli Astros 1-0 in gara-4 e conquistando il loro primo titolo Mlb dal lontanissimo 1917. All’appello per le missioni impossibili ora mancano solo i Cubs, a secco dal 1908, ma per come stanno andando le cose negli ultimi tempi forse i bookmaker di Las Vegas l’anno prossimo concederanno proprio all’altra squadra di Chicago i favori del pronostico all’inizio del prossimo campionato.
Un successo straordinario, quello dei White Sox, conquistato da una squadra ben assortita e guidata da un giovane manager, il venezuelano Ozzie Guillen, geniale da un punto di vista tattico e ben voluto dallo spogliatoio, il quale durante la stagione aveva addirittura dichiarato che se avesse conquistato le World Series si sarebbe ritirato. Una promessa fatta però con le dita incrociate alla quale nessuno aveva creduto. “Adesso voglio diventare il primo manager ispanico – dice un raggiante Guillen – a vincere un All Star Game”. Un altro progetto, sicuramente meno ambizioso di quello appena portato a termine. Ovvero conquistare le World Series alla guida di una squadra bollata come eterna perdente.
Ma Guillen è riuscito a portare una ventata di freschezza, e soprattutto tanta serenità, intorno ai White Sox. “Spero solo che questo non sia un sogno – prova a dire il proprietario della franchigia, Jerry Reinsdorf –. Ozzie ha fatto un lavoro stupendo e i ragazzi sono stati grandissimi”. In gara-4 i lanciatori di entrambe le squadre hanno dato spettacolo. Il partente di Chicago Freddy Garcia e quello di Houston Brandon Backe, infatti, non hanno praticamente concesso nulla agli attacchi avversari.
Nell’ottava ripresa, poi, Phil Garner ha mandato sul monte il suo closer Brad Lidge che ha concesso un singolo a Willi Harris, reso amarissimo per i tifosi di Houston, dal bunt di Scott Podsednik e dalla battuta di Carl Everett che hanno mandato Harris in terza base. A togliere lo zero dal tabellone per i White Sox ci ha pensato poi un eccellente Jermaine Dye, votato Mvp delle World Series, portando Harris a casa con un singolo pesantissimo. Basta un punto perché i rilievi di Chicago e un paio di eccellenti giocate difensive, straordinaria soprattutto quella di Juan Uribe nel nono inning, permettono ai White Sox di portare a casa l’incontro più importante degli ultimi 88 anni della loro storia.

da : www.gazzetta.it