CESARE PREVITI ALLA CAMERA
il 9/11/2005 l dibattito sulla legge "ex Cirielli"
"Parafrasando Shakespeare, non sono qui per fare l'elogio di Cesare, ma per seppellirlo. Troppe volte, fuori e dentro quest'aula, il mio nome è stato speso con disprezzo, in modo offensivo, con il solo intento di demonizzare una legge, un intervento, una dichiarazione. ¬Salva Previti», nell'accezione comune del centrosinistra e di certa stampa, che è libera solo di insultare, è ormai diventata un'aggettivazione che evoca qualcosa di immorale, di scandaloso, di vergognoso...
Chi ha detto che è vero, se vuole, può ricevere qualche spiegazione anche in privato, perché si sbaglia. Non è affatto vero
Ma di vergognoso c'è solo la campagna di odio orchestrata nei miei confronti da una fazione politica giustizialista, irriducibile e intollerante.
Il mio nome ed il mio cognome li porto in giro per l'Italia e li ho portati in giro per il mondo con fermezza e orgoglio: la fierezza di chi sa di avere sempre lavorato con serietà, capacità, successo e onestà; l'orgoglio di chi si sta tenacemente confrontando, da nove anni, con una persecuzione politica certificata persino da questa Assemblea, quando i numeri parlamentari sorridevano al centrosinistra. Con una differenza di 111 voti (e noi eravamo minoranza), questa Assemblea ha non solo sancito, ma addirittura enfatizzato la persecuzione politico-giudiziaria di cui ero fatto oggetto. Allora votarono in questa direzione tutti gli schieramenti, ad eccezione dell'arco che va dai cattocomunisti ai comunisti. Gli altri, hanno tutti letto bene, allora, la situazione nella quale ci trovavamo
Questo nome io continuerò a portarlo con orgoglio, anche se troppe volte è finito tra le labbra di gente indegna di pronunciarlo.
Per la prima volta ad usarlo in modo dispregiativo fu una cosiddetta teste che, 9 anni fa, venne imbeccata per gettare fango sul mio nome, su di me, sul mio lavoro, sul mio impegno, sulle mie passioni di avvocato, prima, e di parlamentare, poi.
Solo qualche giorno fa, di fronte alla paurosa prospettiva - per lei, - di una condanna per calunnia, questa teste ha ammesso ciò che io dico fin dall'inizio di questa penosa vicenda: è stata eterodiretta per portare avanti per conto terzi la sua menzogna, prima come confidente e poi come testimone. Sono sue parole!
In una situazione di normalità giudiziaria basterebbero queste pur tardive ammissioni per dichiarare conclusi i miei processi, che, del resto, già con i dati disponibili fin dall'inizio, non sarebbero mai dovuti cominciare, come quest'aula ha detto.
Eppure, io continuo tenacemente a credere nella giustizia. Continuo ad essere convinto, perché sono innocente, che sarò assolto nel merito dalle magistrature apicali davanti alle quali oggi pendono i miei processi
Comunque sia, comunque vada, io non ho bisogno della legge sulla prescrizione. Non la voglio per me! Non voglio che essa venga accostata al mio nome, come dimostra la lettera che scrissi al Presidente del Senato, chiedendogli di sospendere l'esame fino alla conclusione della mia vicenda processuale!
Tuttavia, ritengo la cosiddetta ex Cirielli una buona legge, un provvedimento che interessa migliaia di cittadini e che interviene per riparare agli enormi guasti provocati dalla discrezionalità del giudice nel determinare i tempi della prescrizione, addirittura fino al loro raddoppio o dimezzamento. La storia processuale italiana è piena di evidenti casi di disparità di trattamento, a seconda del giudice che si ha davanti, a seconda, addirittura, della simpatia o dell'antipatia o della condizione sociale dell'imputato e non del suo stretto caso personale. Situazioni del tutto simili sono state già trattate in modo diametralmente opposto e questo lo sanno tutti in quest'aula e lo sa perfettamente l'opinione pubblica. È da qui che nasce la sfiducia in un sistema che usa la discrezionalità per colpire dove vuole, non dove deve
Come ho già detto, questa legge cerca di dare certezza alla pena e al tempo della prescrizione. Ma, poiché il provvedimento avrebbe potuto riguardare anche me, una legge assolutamente giusta e doverosa si è trasformata per l'opposizione nella peggiore delle leggi possibili. L'opposizione è disposta a calpestare i diritti di tanti italiani pur di colpire Cesare Previti.
Per evitare strumentalizzazioni, l'UDC - di questo ne sono grato - ha presentato un emendamento che, di fatto, mi esclude dai possibili effetti del provvedimento.
A parte il paradosso che una legge "ad personam" sia stata trasformata in una legge "contra personam unam", mi rattrista il fatto che, per escludere me, patiranno effetti negativi anche tutti quei cittadini che, loro malgrado, si trovano con i processi in appello e in Cassazione. Ma mi rasserena che da oggi in poi più nessuno - ripeto, nessuno - potrà e dovrà usare in modo dispregiativo il mio nome per accostarlo, con intenti di demonizzazione, ad un provvedimento legislativo. Dico di più: proprio per evitare residui dubbi, chiedo che Forza Italia presenti un emendamento in base al quale si elimini la norma che prevede gli arresti domiciliari e non il carcere per gli ultrasettantenni perché nessuno si azzardi anche solo a sospettare che Cesare Previti si sia venduto per poter scontare la possibile condanna agli arresti domiciliari. Lo ripeto: sono certo che la mia innocenza sarà riconosciuta nel merito. Se così non dovesse essere, se a spuntarla sarà la giustizia politica che ha operato in questi anni, continuerò a combattere la mia battaglia da dentro il carcere. Ma lasciate in pace il mio nome, non accostabile a nessuna ipotesi di salvataggio improprio! La mia pretesa è quella di sempre: che siano a me riconosciuti tutti i diritti dovuti ad un cittadino innocente."
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Questo a mio parere è un gran discorso.




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