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Testo originale scritto da C@scio
Tornando al discorso iniziale, sempre che interessi ancora a qualcuno, come ho già detto in un altro thread il mio percorso è comune a quello di molti in Ag:
2000, l' anno prima dell' iscrizione - "An è pur sempre un partito fassista!..." (nota: non giudicatemi male, avevo 14 anni)
2001, primo anno d' iscrizione - "certo che Fini, però... eh, con Almirante queste cose non succedevano..." (nota: idem come sopra)
2002, secondo anno d' iscrizione - "questa destra sociale non è così male, lì almeno ci si può dire fassisti... anche se, però, forse la storia del Msi non è così rose e fiori come me l' hanno dipinta..."
2003, terzo anno d' iscrizione - "il nostalgismo è merda, ma del genere peggiore. Fini è un porco e zio Doppiopetto lo era del pari suo se non più. Riprendiamoci il partito!"
2004, quarto anno d' iscrizione - "la convivenza con la maggioranza del partito è quanto di più logorante, autolesionistico e tafazziano possa esistere. Le palle del riprendersi il partito, facciamo una scissione e al più presto"
2005, quinto anno d' iscrizione - "impossibile che si arrivi alla scissione. Speriamo che il cazzo di partito unico lo facciano davvero, e alla svelta, così decidono loro per me ed io resto in pace con la coscienza. Del resto qui ho trovato i miei più cari amici, il nostro consigliere provinciale è uno con i controcoglioni, e finchè a livello locale le cose vanno avanti così non è giusto che mi tiri indietro"
Nel mio caso, c' è un problema ulteriore, ed è davvero una questione di coscienza. Perchè, amici cari, vi dirò che davvero ne ho le palle piene di xenofobia "white pride", nazionalismi fuori dal tempo, nostalgie canaglie, ducismo, reducismo, populismo, militarismo, conservatorismo atlantico, logiche del male minore, fisime da militanza a doppia velocità (genere: volantiniamo qualunque cosa, anche fogli bianchi), tentazioni autoritarie, doppiogiochismi d' accatto eccetera, eccetera, eccetera.
E nell' ambiente, dovunque mi giri, trovo almeno una di queste caratteristiche, magari solo a livello di "portatori sani" ma comunque in dosi per me inaccettabili.
Non me ne vogliano i molti amici e le molte persone per cui ho una stima enorme su questo forum, ma "ne' destra ne' sinistra" - ossia l' aspirazione più antica del nostro ambiente (risale addirittura a prima della fondazione del Msi) - è rimasta, per l' "Area", per tutta l' "Area", lettera morta.
Soltanto la Nuova Destra ha avuto il merito (il demerito?) di distaccarsi davvero dalle sunnominate bestialità, ma sul lungo periodo non ha riscosso successi. Il resto è aria fritta, utopia irrealizzabile di grandi coalizioni rosso-brune che certo hanno una carica suggestiva incredibile, ma nulla a che spartire con qualsivoglia tentativo di "nuove sintesi".
Ora, io non so se e quanto appartengo ancora - mentalmente - a quest' "Area", e nemmeno posso dire di aver compreso fino in fondo l' idea di "nuove sintesi".
Perciò non me la sento di scottarmi un' altra volta: resto in ascolto, cerco di captare qualunque segnale positivo arrivi dall' ambiente (e ce ne sono: giusto ieri sera ne ho avuto conferma, avendo il piacere di conoscere dei ragazzi veramente in gamba, dai quali è lecito aspettarsi molto...), ma senza entusiasmi prematuri.
Continuo a sperare intensamente di riuscire a costruire qualcosa, qualcosa di davvero "mio", insomma qualcosa che non sia distribuire volantini arrivati da Roma...ma quanto alle adesioni a progetti perennemente "in fieri" come l' amata/odiata destra sociale (facciamo la scissione - no facciamo la maggioranza - no facciamo il partito unico - ma no, aspetta un momentino, e se non facessimo un cazzo?), basta.
Sono cinque anni che faccio il produttore di tessere uso congresso a cottimo, che organizzo convegni per l' ampliamento degli orizzonti culturali di tutti (nelle mie intenzioni) ma in realtà per propaganda (nelle intenzioni di altri), e che mi dedico ai giochini di spionaggio e controspionaggio per sapere se è vero che Sempronio ha detto durante una cena con Caio di essere passato nella corrente di Tizio.
Adesso, avrei voglia di dire basta. Con queste cose potevo divertirmi - e mi sono anche divertito, in effetti - quando avevo quindici anni, ora ne ho quasi venti e quelli che mi restano da spendere in "militanza" vorrei utilizzarli in modo più produttivo, e soprattutto più creativo.
Forse non ho ancora capito nemmeno io qual' è la risposta alla domanda "cosa farò da grande?", ma di sicuro so già cosa NON voglio fare.
Perchè, dopo aver vissuto e convissuto nel magico mondo delle tare mentali, dei complessi d' inferiorità e delle attese messianiche, ho solo tanta, ma proprio tanta, voglia di trovare apertura mentale, volontà d' informarsi, capacità di riflettere e di agire in senso incisivo rispetto alla realtà in cui viviamo...