Sono d'accordo; tanto basta.
Stendiamo un velo pietoso e passiamo oltre.
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Un socialista, quindi un oppressore per definizione.
Un grande.
Sconfisse i Tedeschi l'11 Luglio 1982 a Madrid.
http://digilander.libero.it/principe69_9/Pertini.jpg
non cè niente di male a riconoscere che sandro pertini è stato un più che degno presidente della repubblica italiana...
Molto amato perchè sapeva adeguatamente vellicare la "pancia" degli italiani, di cui conosceva e comprendeva abbastanza bene pregi, difetti e idiosincrasie.
Ma aveva anche difetti, tra cui una visione abbastanza faziosa della politica, che mal si accordava con la figura che ricopriva. Comunque fu l'unico a contendere il campo a Craxi nel suo stesso partito, criticandone la politica, con coraggio e acume. Era insuperabile nelle denuncie a tutto campo degli errori e delle disfunzioni della politica a lui contemporanea, che cominciava a dare i primi segni della dissoluzione di tangentopoli.
Gli preferisco Einaudi. E anche Ciampi.
Ma tutto sommato fu un buon presidente.:ciaociao:
condivido la risposta di occidentale, tranne l'ultima frase:
aggiungerei -da italiano non politicizzato- un paio di considerazioni sulla prima parte della risposta di occidentale.
Pertini ebbe la coscenza lorda del sangue di molti italiani da quando assurse ai vertici del CLN ai primi mesi del dopoguerra. Non parlo solo di condanne capitali, esecuzioni, eccidi, ma anche di atti che determinarono la morte di migliaia di persone "innocenti", dalla strage di Via Rasella (& conseguenti Fosse Ardeatine) al silenzio sulle vicende giuliano-dalmate.
Da Presidente della Repubblica compì alcune atrocità civili, quali la concessione della grazia a Toffanin, il silenzio perdurante sulle foibe, il bacio del feretro di Tito durante i funerali di quest'ultimo.
Molti lo ricordano come il presidente degli italiani, ma andrei molto cauto con questi commenti.
Personalmente, fra i presidenti più degni ricordo Einaudi, Cossiga, Ciampi, Saragat (pur con tutte le peculiarità), fra i meno degni Pertini, Scalfaro e Napolitano (idem).
A Pertini rispose degnamente il generale della rinata "Folgore" Giuseppe Palumbo (che fu anche comandante della Scuola Militare di Paracadutismo).
Quando Pertini decorò al valore Bentivegna (l'autore dell'attentato di Via Rasella) Palumbo restituì al presidente tutte le sue medaglie (ed erano parecchie).
Palumbo era fascista? Sarebbe stato meglio che Pertini lo avesse ammazzato in guerra? Difficile, visto che dopo l'8 settembre il futuro generale, reduce dalla campagna d'Africa, si schierò con la monarchia, e non aderì alla RSI.
Ed era tanto per dirne una.