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  1. #1
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    Gli americani mentono. Come sempre...

    Orrore in faccia

    di GABRIELE POLO

    Li abbiamo visti in faccia, o quel che ne resta. I cadaveri di Falluja, sepolti da mesi di silenzio, negati dalle bugie dei comunicati ufficiali, sussurrati dalle voci dei profughi che nessuno raccoglieva. Poi un soldato sconvolto da ciò che si portava dentro e non poteva più trattenere e un'inchiesta giornalistica ce li hanno restituiti, in tutta la loro brutalità. E ce li siamo ritrovati in televisione, con la forza sconvolgente delle immagini, tragica citazione di un'altra guerra - quella del Vietnam - che ripensata oggi sembra sminuita a violenza di quartiere. Quelle foto, quei corpi che abbiamo potuto vedere in televisione solo in ore «periferiche» o soltanto grazie al satellite, hanno detto l'indicibile, sorprendendo i più pessimisti tra noi. Quelli che pur hanno denunciato l'orrore della guerra, quelli che hanno sempre sospettato che a Falluja fosse successo qualcosa di imparagonabile a ciò che era accaduto fino a quel momento. E che già non era poco.

    La realtà fa male. A volte ci viene il sospetto di esagerare in pessimismo quando parliamo di evento epocale a proposito della guerra preventiva che Bush ha scatenato in Iraq. A volte ce lo rimproverano «persino» i nostri lettori, che - pure - di brutture ne hanno viste tante. E, invece, scopriamo di essere stati persino «leggeri» nel raccontare il conflitto iracheno. Così siamo costretti a sbattervi in faccia quelle foto, anche se ci fa male guardarle persino quanto le mettiamo in pagina e ci viene il dubbio di cadere in un'eccessiva rappresentazione dell'orrore. Ma dobbiamo farlo, perché ciò che molti vogliono nascondere va fatto vedere.

    Ora gli americani negano. Non di aver usato il fosforo bianco a Falluja, ma di averlo fatto indirizzandolo contro le persone. Lo avrebbero solo disperso nell'aria. Gli autori di Rainews24 che hanno realizzato il servizio sul massacro assicurano di avere le prove per stabilire che non è andata così. Ma a smentire le imbarazzate giustificazioni dell'ambasciata americana ci sono soprattutto le devastazioni sui resti di quei corpi, le testimonianze di chi da Falluja è scappato e di quelli che ci sono tornati dovendo fare i conti con le conseguenze ambientali di una guerra chimica, con l'inquinamento dell'acqua e della terra.

    Gli americani mentono. E stavolta non sarà facile per loro essere creduti. Porteranno addosso la responsabilità di un crimine contro l'umanità difficile da oscurare. Cui non potranno porre rimedio, nemmeno andandosene da lì, anche se andarsene da lì sarà l'unico modo per limitare i danni a venire. Se la porteranno addosso la strage di Falluja. Non è cieco antiamericanismo, è un semplice fatto.
    Ibrahim

  2. #2
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    Mezza smentita Usa sul fosforo bianco

    L'ambasciata Usa in Italia non nega l'uso dell'agente chimico durante i bombardamenti di Falluja. Ma smentisce che la sostanza capace di incendiare l'aria sia stata «usata contro obiettivi umani». Rainews24 rilancia: «Abbiamo i filmati del lancio»

    di SARA MENAFRA

    Una smentita che vale una mezza ammissione. L'ambasciata americana in Italia, a tre giorni dalla messa in onda dell'inchiesta sull'uso del fosforo bianco contro la popolazione civile di Falluja (nella battaglia del novembre 2004), fa un comunicato che parla di affermazioni «sbagliate» ma non arriva a negare le affermazioni dell'inchiesta realizzata da Sigfrido Ranucci. E il Pentagono si guarda bene dal gridare a gran voce la propria innocenza. Tre giorni fa, interpellato da una agenzia di stampa italiana, il maggiore Todd Vician del Pentagono aveva accusato il giornalista italiano di fare una campagna simile alla «disinformazione fatta dai terroristi». E mercoledì ha parlato l'ambasciata italiana. Non negando l'uso del micidiale agente chimico capace di incendiare l'ossigeno bruciando pelle e mucose. Ma spiegando che «sostenere che le forze statunitensi abbiano usato il fosforo bianco contro obiettivi umani nell'Operazione Al Fajr (la battaglia per conquistare Falluja del novembre 2004 ndr) è semplicemente sbagliato». Però non è «falso». Anzi, nel linguaggio burocratico americano, quella arrivata ieri è una blanda ammissione. Il fosforo bianco non è stato usato contro la popolazione civile, ma è stato usato. E se poi è caduto sulla popolazione civile questo è solo l'ennesimo danno collaterale.

    Le prove trovate da Rainews24, in effetti, sono difficili da smontare. E la risposta inviata ieri sera dal direttore della testata, Roberto Morrione, le ripercorre uno alla volta. Nell'inchiesta c'è la testimonianza del biologo Mohammad Tareq al-Deraji che dichiara di aver visto una «pioggia di fuoco» di sostanze incendiarie scendere dal cielo e colpire le persone. C'è un filmato, realizzato da una agenzia di stampa internazionale, che mostra una «pioggia di fosforo bianco» sui quartieri della città datato 8 novembre. Anche i filmati realizzati dalla popolazione civile di Falluja - datati 18 novembre 2004 - mostrano la città bombardata, le immagini di corpi liquefatti dal calore che potrebbe essere stato causato dal fosforo bianco (il condizionale è d'obbligo visto che a nessun biologo o scienziato è stato possibile analizzare i corpi trovati carbonizzati). E infine c'è Jeff Englehart, l'ex soldato specialista Usa, che ha partecipato alla battaglia e che al microfono di Ranucci ha confermato di aver sentito via radio il comando di lanciare il «Willy Pete», nome in codice per il fosforo bianco, durante l'attacco alla città.

    Giusto due giorni fa il soldato ha partecipato ad un confronto televisivo in diretta tv, sull'emittente indipendente «Democracy now!», con un portavoce dell'esercito americano a Baghdad, Steve Boyman. E il tenente colonnello americano non ha potuto negare l'evidenza: «Il fosforo bianco è stato utilizzato - ha detto - ma non mi ricordo che sia stato usato come arma offensiva, ma solo per vedere gli obiettivi, per produrre un fumo bianco che può oscurare la visione di quel che facciamo dal nemico». Il soldato Englehart ha confermato parola per parola il racconto fatto a Rainews24, aggiungendo: «Ricordo bene che il fosforo bianco è usato per illuminare gli obiettivi, ma noi siamo addestrati e dal mio addestramento direi che il fosforo bianco è usato anche per ustionare. E' un'arma chimica, decisamente, perché brucia indiscriminatamente e c'è un protocollo che proibisce l'uso di questi armamenti».

    Come spiega Domenico Leggiero dell'Osservatorio militare, ex ispettore sulle armi utilizzate dall'esercito italiano, il fosforo bianco, usato come «tracciante» nelle armi convenzionali, in quantità elevate è in grado di «incendiare l'ossigeno innescando una reazione a catena». Per questo uccide gli esseri viventi lasciando intatte abitazioni e vestiti, come mostrano le immagini trasmesse da Rainews24, raccolte dal biologo iracheno Mohammad Tareq al-Deraji. Non è un'arma proibita, come ripetono ambasciata Usa e Pentagono. Ma questo perché, dice il portavoce dell'Onu Peter Kaiser, la convenzione che vieta le armi chimiche «è strutturata in modo che ogni elemento chimico che venga utilizzato contro l'uomo o gli animali, che provoca danni o la morte a causa delle proprietà tossiche, è considerato un'arma chimica. Se le proprietà tossiche o caustiche del fosforo bianco vengono utilizzate come un'arma, allora è proibito».
    Ibrahim

  3. #3
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    Falluja. La strage nascosta

    Democrazia al fosforo
    Il Pentagono ha ammesso l’uso del Napalm anche se sotto forma di Mk77 e il ministro della difesa inglese si è giustificato sostenendo che ignorava che gli Usa l’avessero usato.
    Fallujah


    Vittima del fosforo bianco

    Photo by Canadian Mind Products • info
    L’uso del napalm e del fosforo bianco nella guerra in Iraq era già noto. Purtroppo. Dei cadaveri carbonizzati ritrovati dopo la battaglia dell’aeroporto (aprile 2003) mi avevano raccontato gli abitanti di Falluja prima ancora di diventare profughi, dei volti scarnificati dal fosforo bianco mi avrebbero detto poi e l’avrebbero confermato i soldati americani impegnati sul campo di battaglia (anche in una intervista al manifesto, 25 settembre 2005). Ma questo orrore l’inchiesta di Rainews24 - "Falluja. La strage nascosta" - te lo sbatte in faccia. Volti irriconoscibili e bruciati di donne e bambini inerti nei loro abiti intatti (il fosforo bianco consuma solo le cellule che contengono acqua), parte di quella uccisione di massa riconosciuta persino dagli autori materiali del massacro, i soldati, che hanno testimoniato davanti alle telecamere. Ma non dai mandanti.

    L’inchiesta di Rainews24 deve servire a squarciare il velo di omertà, ma soprattutto deve interrogare chi questa guerra l’ha sostenuta o ancora la sostiene con la presenza delle nostre truppe in Iraq. Bush non solo ha scatenato una guerra contro Saddam Hussein accusandolo di possedere armi di distruzioni di massa ben sapendo che non era vero, ma ha permesso che il suo esercito usasse contro gli iracheni micidiali armi bandite dall’Organizzazione per la proibizione delle armi

    Proprio come aveva fatto Saddam nel 1988 contro i kurdi. Bush come Saddam, che quando ha gasato i kurdi era un fedele alleato degli americani. Le immagini dell’inchiesta di Rainews lo dimostrano e gli interessati lo confermano: il Pentagono ha ammesso l’uso del Napalm anche se sotto forma di Mk77 e il ministro della difesa inglese si è giustificato sostenendo che ignorava che gli Usa l’avessero usato. Del resto, quando i profughi di Falluja sono tornati a casa, gli stessi americani hanno detto loro di non mangiare la verdure e gli animali locali perché erano pericolosi e a raccomandare di disinfestare le case prima di entrarci. In quelle ancora abitabili, naturalmente.

    E cosa fa la comunità internazionale? Tace. Ma non si può tacere di fronte a un simile orrore, senza diventare complici. E complici lo siamo restando in Iraq con le nostre truppe, sia che il fosforo bianco lo usiamo nei traccianti per illuminare il cielo o per bruciare i poveri abitanti di Falluja. Bruciati in modo tale da non poter essere riconosciuti e nemmeno contati: solo 700 delle migliaia di vittime di Falluja sono state seppellite con un nome.

    E’ questa la democrazia esportata in Iraq e di cui si dimostra soddisfatto il presidente iracheno, il kurdo, Jalal Talabani? Chissà se durante la sua visita in Italia - in corso - butterà uno sguardo sulla nostra tv satellitare sentendo parlare di Iraq? Di certo non si lascerà commuovere da immagini che ben conosce mentre ha già chiesto alle truppe italiane di restare. Ottenendo il consenso del nostro governo, ma anche una nuova battuta d’arresto dei Ds. Fassino ha infatti dichiarato ieri che è necessario adeguare il calendario del ritiro delle truppe all’avanzamento del «processo democratico». Quale democrazia, quella al fosforo bianco?

    Giuliana Sgrena
    Roma, 10 novembre 2005
    da "Il Manifesto"
    Ibrahim

  4. #4
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    E moh per chi si puo votare
    se non si vuole votare per il PUB (PartitoUnico Bipolare)?
    Ci faccio un aeroplanino della scheda elettorale?

  5. #5
    MazingaZ
    Ospite

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    9 Novembre 2005

    Dichiarazione dell'Ambasciata degli Stati Uniti d'America in relazione al documentario "Fallujah: la strage nascosta" trasmesso da RaiNews24

    Questo documentario appare non neutrale, elaborato da professionisti che non si trovavano a Fallujah all'epoca dei fatti raccontati. Oltre 100 giornalisti invece sono stati 'embedded' con le Forze di Spedizione dei Marines a Fallujah per informare in merito all'Operazione Al Fajr.

    Il documentario viene mandato in onda un anno dopo gli eventi che pretende di descrivere. Tuttavia, nel confezionare questo servizio, nell'arco di un anno di tempo, gli autori non si sono curati di chiedere alcun commento in merito alle ipotesi da essi avanzate. Se lo avessero fatto, sarebbe stato detto loro che le forze statunitensi non hanno né preso di mira i civili né usato in modo indiscriminato le armi di cui si riferisce nel documentario.

    Le forze statunitensi che partecipano alla coalizione dell'Operazione Iraqi Freedom continuano ad usare l'intera gamma di armamenti legali e convenzionali contro obiettivi legittimi. Le forze statunitensi non usano il napalm e il fosforo bianco come armi chimiche o come surrogato. Gli Stati Uniti hanno distrutto l'ultima riserva esistente di Napalm nel 2001. Abbiamo ancora una bomba incendiaria, la bomba E-134 Bomb, Fire, Mk 77 Mod 5. La bomba incendiaria Mk77 non è napalm. La sua composizione chimica è diversa. Non è fuorilegge o illegale.

    Le forze statunitensi non hanno usato le bombe incendiarie Mk77 nell'Operazione Al Fajr. L'unico caso in cui è stata usata la Mk77 durante l'Operazione Iraqi Freedom è stato tra marzo e aprile del 2003, quando i Marines hanno utilizzato molte bombe contro obiettivi militari legittimi.

    Sostenere che le forze statunitensi abbiano usato il fosforo bianco contro obiettivi umani nell'Operazione Al Fajr è semplicemente sbagliato. Le forze statunitensi usano il fosforo bianco come fumogeno o per segnare gli obiettivi. Contrariamente alla presentazione offerta dal documentario, il fosforo bianco non è fuorilegge o illegale o bandito da alcuna convenzione quando viene usato in questo modo.

    Le forze di sicurezza irachene e la forza multinazionale sono impegnate da due anni e mezzo in operazioni contro i terroristi, gli insorti ed elementi del vecchio regime. A tale riguardo, questo conflitto si è dispiegato esattamente come avviene in qualsiasi conflitto della storia bellica moderna. Le forze della Coalizione fanno veramente ogni sforzo per evitare la perdita di vittime innocenti, nonostante la pratica seguita da elementi del vecchio regime, dai terroristi e dagli insorti di prendere deliberatamente di mira i non combattenti, di usare i civili come scudi umani e di mettere in atto e condurre attacchi contro le forze della Coalizione dall'interno di zone abitate da civili. E' questa la storia vera, e viene riportata da giornalisti provenienti da tutto il mondo.

    fonte

 

 

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