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  1. #1
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    Predefinito Questa è l'Italia di chi ha istituito la ricorrenza contro la violenza delle dittatur

    Da l'Unità online:
    Violenze alla Diaz, il primo teste in aula: «Più gemevo più mi picchiavano»
    di red

    «Dopo che sono tornata a casa ho avuto a che fare solo con le conseguenze dell’avvenimento. Almeno per 3-4 mesi. Prendevo morfina, non riuscivo a vivere da sola la mia vita. Ogni giorno passavano i miei amici che facevano la spesa per me e mi lavavano le cose. Hanno fatto tutto. Poi in dicembre ho ricominciato un po’ a lavorare, ma in realtà erano più i miei amici che mi portavano con loro per socializzare». Lena Z. è tedesca, oggi ha 28 anni e, come racconta lei stessa, solo molto lentamente è riuscita a tornare a occuparsi di botanica e di indologia come faceva prima della notte fra il 21 e il 22 luglio del 2001. Lena, allora 24anne, era infatti una delle 93 persone che si trrovavano nella scuola Diaz durante il sanguinoso blitz che ha portato alla sbarra 29 funzionari e dirigenti della polizia. Tra questi anche alcuni “big” delle forze dell’ordine come Francesco Gratteri, ex direttore dell’anti terrorismo e dello Sco e Vincenzo Canterini, ex comandante del reparto celere di Roma, che, nonostante siano sotto processo, sono stati recentemente promossi. Tutti e 28 sono accusati, a vario titolo, di falsità ideologica, calunnia, lesioni gravi, violenza privata, danneggiamenti, perquisizione arbitraria, percosse. Nonché di aver orchestrato il ritrovamento nella scuola adibita a dormitorio di due bombe molotov e di aver “preconfezionato” l’accoltellamento di un’agente. Il tutto allo scopo di giustificare in qualche modo il blitz e la mattanza che ne è seguita.

    Sono 97 invece le “parti lese”: tutte persone picchiate e arrestate mentre stavano per lo più dormendo nella scuola e quattro feriti fuori dall'edificio e nella Pascoli. A distanza di quattro anni da quella notte, mentre il processo Diaz (come tutti quelli legati ai fatti del G8 genovese) rischia la prescrizione, Lena è stata la prima persona a raccontare nei minimi dettagli nell'aula bunker del tribunale di Genova, di fronte al I Collegio della I sezione penale presieduto dal giudice Barone, quella notte di paura e pestaggi. Una lunga, lucida e precisa testimonianza che ha lasciato ben poco spazio alle pur numerose obiezioni della difesa. Una testimonianza che vale la pena leggere integralmente sul sito di Supporto Legale.

    In 4 ore Lena ha raccontato come e perché è arrivata alla Diaz. Un «posto tranquillo», spiega, dove lei e il suo ragazzo decidono di passare la notte dopo aver partecipato al corteo di sabato e dopo essere stati costretti ad andare al pronto soccorso dato che il ragazzo di Lena aveva già subito un pestaggio da parte della polizia. Ma già pochi minuti dopo il loro arrivo alla scuola i due vedono arrivare i poliziotti dalla finestra del secondo piano. Così decidono di salire fino all'ultimo piano della Diaz e rifugiarsi in uno sgabuzzino. Nascosti in quella dispensa sentono i poliziotti avvicinarsi, battere con i manganelli sui muri. «Avevo in quel momento la sensazione che questi ci avrebbero ammazzato di botte – racconta Lena in aula - Si poteva sentire la violenza nell'aria».

    E la violenza infatti arriva. Lena e il suo ragazzo restano nella dispensa per pochi minuti, con le mani alzate, poi vengono scoperti, tirati fuori a forza e picchiati selvaggiamente. «Un poliziotto è venuto lì e mi ha preso per i capelli e tirato fuori dalla dispensa e sono rimasta fuori con le mani alzate davanti ai poliziotti - racconta Lena - Hanno iniziato a picchiarmi con i bastoni sulle spalle e sulla testa. Credo di essere caduta quasi subito. Ero sdraiata con la schiena verso la polizia. Mi hanno colpito con dei calci nella schiena, sulle gambe, mi hanno picchiato sul fianco con i bastoni e ho cercato di pararmi dai colpi con le braccia sulla testa. Mentre mi picchiavano sentivo le costole rompersi. Poi la polizia mi ha tirato su e buttato contro il muro. Alla parete c'erano dei ganci per appendere le giacche e avevo la sensazione che mi potevano entrare questi ganci mentre mi buttavano contro la parete. Poi un poliziotto mi ha dato una ginocchiata in mezzo alle gambe e hanno continuato a picchiarmi e io sono scivolata contro la parete. Quando ero per terra hanno continuato a colpirmi. Avevo la sensazione che si divertissero mentre mi stavano picchiando e che mi venivano fuori dei rumori mentre mi piacchiavano sullo sterno». Dei gemiti che Lena tenta, nel dolore, di trattenerepare erchè le pare che diano «più gioia alla polizia, come se li incitasse».

    A questo punto la ragazza non è più in grado di reggersi in piedi e viene sbattuta sopra altre due persone che giacciono giù a terra. Perde i sensi, e quando riprende conoscenza, oltre al dolore lancinante per le costole fratturate ricorda chiaramente numerosi poliziotti che passano e si fermano per sputarle addosso. Un tempo interminabile, in cui ha modo di vedere altre persone accasciate e sanguinanti. «La polizia è passata accanto a me e mi sputava in faccia, ognuno di loro - dice Lena - Si erano levati il foulard rosso dalla bocca. Qualcuno si è fermato per sputarmi in faccia. Non potevo muovere le mie braccia per cercare di difendermi e non potevo muovermi». Finalmente arrivano i soccorsi che portano Lena in barella fuori dalla scuola e da lì al pronto soccorso dell'ospedale San Martino. «Ho avuto due costole spezzate e un polmone perforato – racconta Lrns - Avevo ferite sulla testa suturate. Traumi in tutto il corpo, un dito rotto e poi parti delle frazioni del muscolo del polpaccio si sono strappati».

    Per tutto questo la ragazza rimarrà in ospedale 11 giorni. I primi tre li trascorrerà in stato di arresto, sorvegliata dalla polizia. E anche in ospedale subirà perquisizioni senza che nessuno le spieghi mai i motivi per cui è stata arrestata. Poi, finalmente tornerà a casa. E adesso risente ancora dei postumi? Le chiedono in aula: «Si: ho quasi sempre mal di schiena e soprattutto quando lavoro. La parte destra mi fa molto male all'altezza delle costole. Il mio medico dice che ho il 30 percento in meno di volume polmonare. Spesso ho delle fitte ai fianchi e devo concentrarmi per superarle e per respirare in modo regolare. Ho ancora un bernoccolo sulla gamba, dove i frammenti del muscolo non si sono messi in modo corretto. E l'articolazione del dito fa male perché anche lì ci sono dei frammenti».

    La testimonianza di Lena è solo la prima di una lunga serie. Sono 97 le “parti offese” nel processo Diaz e ognuna di loro ha una storia simile da raccontare. La prossima udienza il 16 novembre.

    Vergogna, vergogna, vergogna

  2. #2
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    La cosa più grave nonostante, non appaia immediatamente, non sono queste torture, ma l'omertà di cui hanno goduto gli autori da parte dei loro colleghi. Un tutore dell'ordine che viola la legge la viola due volte. Il suo reato è più grave di quello di un cittadino qualsiasi, ma ancora peggio se il tutore dell'ordine di uno stato democratico infrange, non una legge qualsiasi, ma una delle leggi che sono fondamento del concetto di democrazia. La tortura le infrange tutte e la complicità di chi ha taciuto coinvolge tutte le forze dell'ordine. L'avvenimento e i suoi corollari sono quindi di una gravità tale che non vi sarà severità giudiziaria sufficiente a riparare il danno, se non sarà seguita da vaste misure amministrative per sradicare dai corpi di pubblica sicurezza qualsiasi possibilità di presenza non solo di chi ha partecipato agli atti criminali, ma anche di chi, tacendo, non ha favorito la loro immediata identificazione.

  3. #3
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    In Origine Postato da Nelson
    La cosa più grave nonostante, non appaia immediatamente, non sono queste torture, ma l'omertà di cui hanno goduto gli autori da parte dei loro colleghi. Un tutore dell'ordine che viola la legge la viola due volte. Il suo reato è più grave di quello di un cittadino qualsiasi, ma ancora peggio se il tutore dell'ordine di uno stato democratico infrange, non una legge qualsiasi, ma una delle leggi che sono fondamento del concetto di democrazia. La tortura le infrange tutte e la complicità di chi ha taciuto coinvolge tutte le forze dell'ordine. L'avvenimento e i suoi corollari sono quindi di una gravità tale che non vi sarà severità giudiziaria sufficiente a riparare il danno, se non sarà seguita da vaste misure amministrative per sradicare dai corpi di pubblica sicurezza qualsiasi possibilità di presenza non solo di chi ha partecipato agli atti criminali, ma anche di chi, tacendo, non ha favorito la loro immediata identificazione.
    Tanto non gli faranno un cazzo a quei figli di troia. Peggio del Cile. Spero che almeno venga in mente a qualcuno come e' finita in Cile..

    Cristiano

  4. #4
    destracristiana
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    Agli asini si danno le botte sennò continuano a spaccare vetrine a calci e pugni.

  5. #5
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    In Origine Postato da destracristiana
    Agli asini si danno le botte sennò continuano a spaccare vetrine a calci e pugni.
    No comment al Pinochet di POL.

  6. #6
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    In Origine Postato da maimaria
    No comment al Pinochet di POL.
    Pinochet? Mi sembra troppo onore. Quello sapeva quello che faceva. Lui non sa quello che dice.

  7. #7
    Mauro V.
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    ci sono prove in riferimento a quel racconto, o semplicemente lei parla e noi bisogna crederci?
    no perchè allora che so anchio posso inventarmi che mi hanno sodomizzato col manganello,poi lo scrivo all'unità o a liberazione e capirai quanto ci mettono a pubblicarlo: due tre secondi.

  8. #8
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    In Origine Postato da Mauro V.
    ci sono prove in riferimento a quel racconto, o semplicemente lei parla e noi bisogna crederci?
    no perchè allora che so anchio posso inventarmi che mi hanno sodomizzato col manganello,poi lo scrivo all'unità o a liberazione e capirai quanto ci mettono a pubblicarlo: due tre secondi.
    E' UNA DEPOSIZIONE IN TRIBUNALE

  9. #9
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    Predefinito Re: Questa è l'Italia di chi ha istituito la ricorrenza contro la violenza delle dittatur

    In Origine Postato da arta47
    Da l'Unità online:
    Violenze alla Diaz, il primo teste in aula: «Più gemevo più mi picchiavano»
    di red

    «Dopo che sono tornata a casa ho avuto a che fare solo con le conseguenze dell’avvenimento. Almeno per 3-4 mesi. Prendevo morfina, non riuscivo a vivere da sola la mia vita. Ogni giorno passavano i miei amici che facevano la spesa per me e mi lavavano le cose. Hanno fatto tutto. Poi in dicembre ho ricominciato un po’ a lavorare, ma in realtà erano più i miei amici che mi portavano con loro per socializzare». Lena Z. è tedesca, oggi ha 28 anni e, come racconta lei stessa, solo molto lentamente è riuscita a tornare a occuparsi di botanica e di indologia come faceva prima della notte fra il 21 e il 22 luglio del 2001. Lena, allora 24anne, era infatti una delle 93 persone che si trrovavano nella scuola Diaz durante il sanguinoso blitz che ha portato alla sbarra 29 funzionari e dirigenti della polizia. Tra questi anche alcuni “big” delle forze dell’ordine come Francesco Gratteri, ex direttore dell’anti terrorismo e dello Sco e Vincenzo Canterini, ex comandante del reparto celere di Roma, che, nonostante siano sotto processo, sono stati recentemente promossi. Tutti e 28 sono accusati, a vario titolo, di falsità ideologica, calunnia, lesioni gravi, violenza privata, danneggiamenti, perquisizione arbitraria, percosse. Nonché di aver orchestrato il ritrovamento nella scuola adibita a dormitorio di due bombe molotov e di aver “preconfezionato” l’accoltellamento di un’agente. Il tutto allo scopo di giustificare in qualche modo il blitz e la mattanza che ne è seguita.


    ... bla-bla-bla ...
    Commovente storiella, ma le PROVE ? Dove sono le prove ?

    I lividi ? anche il professor Marsiglia era pieno di lividi...

    L'unica cosa certa e' che la feccia ha occupato una scuola pubblica, dove non aveva assolutamente il diritto di entrare. Tutto il resto sono bla-bla-bla.

    In Origine Postato da arta47

    Vergogna, vergogna, vergogna
    Si', mi associo alla vergogna. Uno stato che processa le sue Forze dell'Ordine, invece di processare e condannare chi, come la troietta, ha volutamente ed apertamente VIOLATO la legge.

    Ma ragazzi, stiamo scherzando ? Io non mi permettere MAI E POI MAI di andare in Germania a spaccare vetrine e poi occupare i loro uffici pubblici....

    Comunque questo andazzo fra poco finisce, il Popolo ne ha veramente le scatole piene... o almeno spero

  10. #10
    God, Gold & Guns
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    In Origine Postato da maimaria
    E' UNA DEPOSIZIONE IN TRIBUNALE
    Quindi ?

    Le Forze dell'Ordine come hanno risposto ?

 

 
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